584 L’ ECONOMISTA 10 settembre 1893 Edward Atkinson. — Taxation and Work. — A series of treatises on tlio Tariff and thè Currency. — London e New-York, G. P. Putnam’s Sons, 1893, pag. XVII-296. L’Autore di questo libro è un valoroso Ubero scambista, che gode agli Stati Uniti di una meritata stima ; è pure uno statistico reputato e noto anche in Europa per i vari studi, nei quali con molta abilita sono raggruppate le cifre più interessanti. In questo suo nuovo volume, che è una raccolta di scritti sulla questione della tariffa e su quella monetaria, il signor Atkinson combatte col gran vigore che è in lui caratteristico, contro il protezionismo e contro la politica monetaria che ha condotto il suo paese a farsi acquirente e protettore dell’ argento e a creare così una pessima moneta. Le sue varie dimostrazioni dei danni che procura la tariffa protezionista sono degne di studio, perchè se gli argomenti che egli adopera non sono nuovi sono però appoggiati a cifre e a fatti recenti, che hanno grande valore sull’ argomento e che ciascuno può accertare da se medesimo. L’Atkinson insiste a dimostrare che la protezione non aumenta i salari, che essa promuove la guerra, mentre il libero scambio favorisce la pace, mette in luce i danni derivanti dalla pace armata, come la protezione non possa essere che parziale e quanto viene a costare al paese. Sono trentun capitoli scritti in forma facile, ricchi di dati e se anche possono rilevarsi alcune inesattezze, specie riguardo alla Europa, il libro del E A tkinson è pur sempre un lavoro polemico che si legge con interesse. Rivista Economica V industria degli zolfi — L’immigrazione italiana in Baviera — La produzione del carbon fossile nella Gran Bretagna. L’industria degli zolfi. — Il ministero degli esteri allo scopo di conoscere le cause del.deprezzamento, che da qualche anno si verifica negli zolfi che si esportano all’estero, onde porsi in grado di adottare quei provvedimenti che possono giovare alla industria solfifera, ha testé diretto ai nostri agenti diplomatici e consolari una circolare al fine di raccogliere cifre più che è possibile esatte, circa la quantità di zolfo adoperato nei vari usi industriali, nonché un listino mensile dei prezzi dello zolfo nelle principali piazze commerciali. Questi dati avranno una grande importanza per giudicare sull’ avvenire dell’industria solfifera e sui provvedimenti che il governo potrebbe essere chiamato ad adottare per venire ad essa in aiuto. Infatti una delle industrie più importanti in Italia è quella delle miniere solfifere, la quale da sè sola rappresenta più di metà della produzione mineraria e dà lavoro a più di 33,000 operai. Negli ultimi anni la produzione complessiva del regno non ha subito grandi variazioni. Essa viene consumata parte in paese e per circa tre quarti si esporta all’ estero. Anche l’esportazione non ha avuto, in questi anni, grandi oscillazioni, e in ogni caso non così forti come quelle subite dal prezzo unitario, ciò che meglio si rileva dallo specchio seguente : Produzione Esportazione Prezzo tonnellate tonnellate per tonnellata 1882.... 445, 918 273, 346 104, 59 1883 .... 441,508 288, 381 94,94 1884..... 411.036 277,210 88,85 1885..... 425, .347 289, 257 81,18 1886..... 374, 343 300, 881 74, 69 1887..... 342,215 279.628 69,25 1 '88..... 376,538 333, 790 66,45 1889..... 371,494 331,902 66. 36 1890..... 369,2.39 328, 704 77, 55 1891..... 395, 528 169,376 112,57 1892..... --- 291,080 95,17 Il prezzo che prima del 1882 fu sempre superiore a L. 100 per tonnellata, cominciò, dopo Quell’anno, a discendere per l’aumentata produzione sino a L. 66 negli anni 1888-80. Salì bruscamente nel 1891 a L. 112 e si mantenne a L. 93 nel 1892 per precipitare in quest’anno a sole L. 60, il prezzo più basso verificatosi finora. L’impiego più importante del nostro zolfo nella prima metà del secolo era quello della fabbricazione dell’acido solforico. Ma essendosi trovato più economico di adoperare per questo uso le piriti (bisolfuro di ferro), che tanto abbondano in natura, special-mente nella Spagna e nel Portogallo, ne derivò che minore quantità del nostro zolfo fu chiesta dalle fabbriche di acido solforico ; ed anche in Italia, ove lo zolfo si ha a miglior mercato, sia per le minori spese di trasporto, sia perchè non gravato dal forte dazio di esportazione di L. 11 per tonnellata, le fabbriche di acido solforico adoperano oggidì le piriti. La sola America del Nord ha fatto eccezione poiché ivi esistono ancora molte fabbriche che consumano lo zolfo in quantità di circa 100,000 tonnellate all’anno, ossia un terzo circa della nostra esportazione. Se malgrado la sostituzione delle piriti, la nostra esportazione si è mantenuta nelle rilevanti cifre suddette, e se anche i prezzi furono per molti anni assai sostenuti, ciò è dovuto al grande consumo che se ne fa in agricoltura, specialmente per la cura delle malattie che infestano la vite, ed in altre industrie. Il ministero d’agricoltura ha riunite alcune notizie sui vari_ usi dello zolfo e sulle quantità che per ciascuno di essi si consumano, esse non sono però complete e talune poco recenti, di qui la necessità di raccoglierne di nuove. Gli usi principali dello zolfo sono i seguenti : esso viene impiegato nell’agricoltura, come si è detto, per combattere le malattie della vite e per curare alcune malattie del bestiame, e si calcola che circa il 40 per cento dell’ intera produzione zolfifera sia a ciò adibita. Ad esempio, in Italia, si consumano annualmente, da 30 a 60 tonnellate di zolfo quasi interamente per la viticoltura. Un secondo uso dello zolfo è quello della fabbricazione del solfuro di carbonio, che ne contiene l’84 per cento e si adopera per combattere la fillossera ed anche per il trattamento delle materie grasse e e per l’estrazione degli olii da grani e semi oleosi. In Inghilterra per quest’ultimo uso si consumavano pochi anni or sono circa 10,000 tonnellate di zolfo e 8000 circa in Francia. Queste industrie erano allora sul nascere e forse oggi devono essere assai più sviluppate.