I FLUSSI ELETTORALI. UN CONFRONTO NELLA CITTÀ di AA. VV. Pubblichiamo i risultati provvisori di due ricerche sui flussi elettorali a Torino, presentate presso l'Istituto Gramsci da una équipe torinese e da una milanese di studiosi. 1. Tipo di analisi effettuata (europee '89 - regionali '90) L'analisi è stata condotta su tutte le sezioni elettorali del comune di Torino risultate sufficientemente stabili fra le due elezioni considerate. Si tratta in tutto di 1621 sezioni, pari al 96,3% del totale. La matrice di transizione è stata stimata con il modello standard (modello di Goodman + algoritmo di Stephan-Deming), assumendo come variabili dipendenti i risultati del 1990. I raggruppamenti considerati sono stati 10 per il 1989, in cui Pri e Pli si sono presentati insieme, e 11 per il 1990, in cui i due partiti si sono presentati divisi. Oltre ai 7 partiti tradizionali e all'area del non voto sono stati considerati esplicitamente i verdi e le leghe. La voce «altri» include tutti i restanti raggruppamenti. 2. Risultati generali La matrice di transizione completa, con tutti i flussi rapportati all'insieme del corpo elettorale, è riportata nella tabella che segue. domanda 1: «Come si sono comportati alle regionali del 1990 coloro che alle europee del 1989 avevano votato per il partito x?» domanda 2: «Come si erano comportati alle europee del 1989 coloro che alle regionali del 1990 hanno votato per il, partito x?» In sostanza: «dove sono andati i miei voti di ieri?» (domanda 1) «da dove provengono i miei voti di oggi?» (domanda 2) 4. Il partito comunista La struttura in uscita del voto comunista del 1989 mostra che le perdite più consistenti sono state quelle nei confronti del Psi (-9.1%), del Non voto (-4.3%) e dei Verdi (-3.6%). Più modeste le perdite nei confronti del Psdi e degli Altri. La struttura in entrata del voto comunista del 1990 mostra che le acquisizioni più consistenti provengono dal Non voto ( + 9.4%), dai Verdi ( + 2.2) e dal Psi 90 89 De Pei Psi Msi Psdi Laici Verdi Leghe Altri Non v. TOT. De 13.3 0.0 0.2 0.1 0.1 0.0 0.1 0.0 0.0 2.0 15.8 Pei 0.0 18.7 0.4 0.0 0.0 0.0 0.5 0.1 0.1 2.1 21.8 Psi 0.1 2.1 5.6 0.6 0.3 0.0 0.5 0.0 0.2 0.5 10.0 Msi 0.0 0.0 0.1 2.3 0.0 0.0 0.1 0.0 0.1 1.2 3.7 Pri 0.6 0.0 0.7 0.0 0.0 2.3 0.7 0.2 0.0 0.7 5.2 Psdi 0.0 0.2 0.2 0.1 0.5 0.0 0.1 0.0 0.0 0.7 1.7 Pli 0.1 0.0 0.0 0.2 0.0 2.5 0.0 0.0 0.0 1.1 3.9 Verdi 0.1 0.8 1.0 0.4 0.2 0.0 3.3 0.1 0.8 0.0 6.6 Leghe 0.6 0.0 0.8 0.0 0.3 1.1 0.8 1.0 0.2 0.1 4.8 Altri 0.0 0.0 0.3 0.1 0.1 0.1 0.7 0.1 1.9 2.0 5.3 Non v. 0.8 1.0 0.0 0.5 0.1 0.0 0.0 0.0 1.0 17.6 20.9 TOT. 15.7 22.7 9.3 4.3 1.6 6.1 6.7 1.4 4.2 28.0 100.0 Come si vede solo 9 flussi interpartitici su 100 (consideriamo il non voto come un partito) hanno coinvolto almeno l'l% del corpo elettorale: ( + 2.0). Più modeste le acquisizioni dalle Leghe e dagli Altri. Può essere utile combinare insieme i due tipi di informazioni precedenti e il flusso Pei -> Psi (2.1%) il flusso Psi —, Verdi (1.0%) il flusso Pri + Pli —, Leghe (1.1%) il flusso Altri —► Non voto (1.0%) il flusso Non voto —► De (2.0%) il flusso Non voto —* Pei (2.1%) il flusso Non voto —> Msi (1.2%) il flusso Non voto - Pli (1.1%) il flusso Non voto —» Altri (2.0%) 3. Flussi in uscita e flussi in entrata Poiché le dimensioni dei vari partiti sono molto diverse conviene analizzare separatamente i flussi in uscita e i flussi in entrata. La struttura dei due tipi di flussi, riportata nelle due tabelle finali dell'allegato, permette di rispondere alle due domande seguenti: valutare il saldo del Pei nei confronti di tutte le liste presenti nelle due elezioni considerate: 28