3 febbraio 1901 L’ECONOMISTA 69 agraria, è più che confortante ; giacché è la più chiara dimostrazione non solo della diligenza con cui sono studiati i mutui prima di concederli, ma ancora della assidua vigilanza che la Direzione esercita su ciascuno di essi, onde impedire che i clienti credano possibile una fiacchezza nell’ esigere che sarebbe di danno all’ Istituto ed a loro stessi. Andremo esaminando in seguito alcune parti dell’azienda, ora chiudiamo questo, breve, cenno colle seguenti eloquentissime cifre, le quali danno la misura della attività . dell’ Istituto e dei suoi risultati. Mutui stipulati nel decennio N. 1260 per..........................L. Cartelle vendute N. 111,285 . . » Arretrato di semestralità al 31 dicembre 1900.....................» Fondi aggiudicati diproprietà del-l’Istituto al 31 dicembre 1900. » Riserva.........................» 89.185.500 55.642.500 36,320 4,570 3,114,703 E non possiamo concludere che augurando la continuazione di simile solido progresso. l’ELEHElTO Filffli E L'ELEHTO MIMITI) ” NELLA VALUTAZIONE DEL MINIMO REALE La inaccettabilità del sistema proposto dal Governo A noi sembra che sia opportuno far completa astrazione dalla sovrimposta e prendere per base del minimo un dato fisso, che solo può esser l’imposta. Il provvedimento àeWinesigi-bilità condizionata dovrebbe esser applicato alle proprietà gravate dall’ imposta di L. 12.50. Ma, e la sovrimposta ? Non si può, dichiarata inesigibile la quota erariale, esigere la quota addizionale, ma con quale criterio si provvederà al trattamento di quest’ultima % Due sono i metodi che si possono seguire : 1) prender per base la quota erariale di L. 12.50 ed estendere il provvedimento ad una quota addizionale proporzionale ; 2) prender per base la quota erariale di L. 12.50 ed estendere il provvedimento ad una quota addizionale di L. 12.50. Spiegheremo l’uno e l’altro e vedremo quale sia da preferire; prima però di iniziare questa ricerca faremo una constatazione di carattere generale, che investe il metodo proposto dal Governo come pure gli altri due, che noi suggeriamo. Il problema : se si debba prender per base del minimo la quota complessiva o la quota erariale, per alcune Provincie si riduce ad una questione puramente formale ; per queste è indifferente che si adotti l’uno o l’altro criterio, il prescegliere il secondo al primo è un muta- l) Vedi il numero precedente Ak\V Economista. mento di forma, perché essendo in esse il totale delle sovrimposte, nel rapporto di 100:100 o si prenda per minimo la quota complessiva di L. 25 o si prenda la quota erariale di Lire 12.50, il margine per la sovrimposta è sempre quello di L. 12.50 o giù di li. Sono 16 Provincie, che però vanno distinte in due gruppi a seconda che la piccola differenza da L. 12.50 sia in aumento o in diminuzione ; risentono un piccolo beneficio 11 di esse perchè, essendo la sovrimposta in un rapporto alquanto più elevato di 100 : 100, il provvedimento si estenderà ad una quota addizionale alquanto superiore a L. 12.50. Cosi, ad esempio, ad Avellino, essendo la sovrimposta provinciale del 59.3 per cento, e del 45.2 per cento la comunale, la quota addizionale sarà leggermente superiore a L. 12.50 perchè al posto di L. 6.25 di provinciale e comunale figurano rispettivamente L. 7.41 e 5.65. A Benevento la quota addizionale sarà 13.69 perchè, essendo il rapporto della provinciale 59.4 e della comunale 50.2 per cento, al posto di L. 6.25 andranno rispettivamente L. 7.42 e 6.27. A Brescia avviene lo stesso, perchè nè la sovrimposta provinciale nè la comunale sono nel rapporto 50 : 100, ma un po’ meno la prima 36.8, e un po’più la seconda 72.1 ; onde la quota addizionale sarà superiore a 12.50 e precisa-mente 13.61. Come a Benevento ed a Brescia avviene a Cremona : essendo la sovrimposta comunale nel rapporto di 42,2 e la provinciale nel rapporto di 66.9, la quota proporzionale è 13.63. Lo stesso fenomeno avviene, in misura più sensibile, a, Campobasso', essendo i centesimi addizionali 79.4 per la Provincia e 34.1 pel Comune, non può la quota addizionale essere 12.50 perchè quella provinciale è superiore al 6.25 e quella comunale inferiore ; ma sarà 14.18. Milano e Salerno sono pressoché nello stesso livello : nella prima, la quota addizionale, sarà 13.81, nella seconda 13.78, e ne è evidente la causa. A Milano la sovrimposta provinciale è quasi inferiore della metà al limite normale, onde la quota sarà inferiore a L. 6.25, quasi della metà ; ma questa diminuzione è compensata, anzi sorpassata da un corrispondente e-levamento della comunale, la quale fa sì che la quota addizionale si elevi alquanto su 12.50. A Salerno i centesimi comunali sono 40, quindi la quota comunale non sarebbe 6.25 ma 5 ; viceversa poi sono più elevati i centesimi provinciali, onde la quota provinciale supera un pochino il 12.50. Per il maggior elevamento va annoverato Chieti, Potenza, Novara, per il minimo Roma. A Roma nè i centesimi addizionali comunali nè quelli provinciali coincidono col limite normale, e complessivamente lo superano non tanto però da originare un sensibile elevamento : la quota addizionale risulterà in L. 13.17 composta da L. 4.40 della provinciale ed 8.77 della comunale. A Chieti sarà 14.56, a Potenza 14.55 a Novara 14.04. Per rendere più percettibile il fenomeno disponiamo le Provincie in ordine di aumento.