L’ ECONOMISTA 73 3 febbraio 1901 « Quindi, limitandoci all’esame del movimento delle sole merci, il criterio che meglio d’ogni altro può valere a dare un’idea dell’aumento verificatosi dall’anno 1888 al 1900, è quello del tonnellaggio della merce caricata in quegli scali marittimi, merce che è diretta alle linee dei Giovi in ragione di circa tre quarti del carico totale. Ora le statistiche dimostrano che il tonnellaggio della merce che ascese ì Giovi nel 1900 fu all' incirca doppio di quello del 1888. « Tale notevole aumento è stato reso possibile dagli importanti lavori eseguiti nel porto di Genova dopo il 1888, e solo quando, coll’esecuzione di nuove opere nel porto, sarà accresciuta la potenzialità fei-roviaria di quegli scali, aumenterà ancora l’intensità del traffico che le linee dei Giovi sono chiamate a smaltire; ed è appunto in previsione di ciò che si sono eseguite e si stanno eseguendo opere di miglioramento destinate ad aumentare la potenzialità di quelle linee. « Intanto nel 1900 il servizio ferroviario sulle due line dei Giovi fu tale da corrispondere giornalmente alle necessità del porto, e lo dimostra il fatto che i carri caricati durante il giorno vennero sempre inoltrati a destino nella notte successiva, senza _ che si verificassero mai delle rimanenze per ritardato inoltro. « E se il carico negli scali marittimi non fu maggiore, sebbene in qualche periodo dell’anno le richieste del commercio non abbiano potuto essere completamente soddisfatte, ciò non devesi attribuire a deficiente potenzialità ed utilizzazione delle linee dei Giovi, ma alla potenzialità limitata degli impianti portuari, ed in parte anche alla limitata quantità di carri disponibili in quei periodi, in cui, per l’accumularsi di diverse circostanze, crebbe in modo eccezionale la richiesta dei carri nelle stazioni interne della rete. « Quindi al commercio non derivò alcun danno dal fatto che nel 1900 la Mediterranea utilizzò la linea vecchia dei Giovi in modo molto limitato per il trasporto delle merci, valendosi invece per queste, fin dove era possibile dalla linea succursale, di esercizio più sicuro e più economico. * Non è poi il caso di prendere in considerazione il movimento delle merci in discesa verso il porto, pel quale la potenzialità delle linee dei Giovi è tale che certamente non sarà raggiunta dall’ intensità del traffico, quand’anche esso dovesse di molto svilupparsi. E le sospensioni ripetute dell’accettazione delle spedizioni per Santa Limbania non dipese da insufficienza delle linee d’accesso, ma, come è noto, dagli ingombri che si verificarono in quello scalo per insufficienza delle fronti destinate all’imbarco, e per la mancanza di spazi per il deposito temporaneo delle merci dirette oltre mare. « Con ciò non si è mirato a dimostrare che il servizio sulle linee dei Giovi è fatto dalla Società in modo perfetto e scevro di mende, ma di fronte alla speciale questione sollevata da un giornale autorevole come la Gazzetta del Popolo, giova chiarire che le due linee dei Giovi sono state sinora utilizzate nei limiti del bisogno, in modo cioè da smaltire il fraf-fico di cui è stato capace il porto, e non si avrebbe ragione di lamentare la preferenza data alla linea succursale, tanto più che la linea vecchia riservata come sussidiaria, non potrebbe oggi disimpegnare un movimento pari a quello raggiunto prima del 1889 con sistemi di esercizio che oggi non sono più ammessi, perchè non rispondenti a quelle garanzie di sicurezza ed a quei criteri di umanità che dal progresso della tecnica si ha diritto di esigere nell'esercizio ferroviario. » Rivista Bibliografica 0. Ammon. — L’ordre social et ses bases natarelles. Esquisse d’ime anthroposociologie. Traduit sur la seconde édition allemande par H: Muffang. -- Pa-x-is, Albert Fontemoing, 1900, pag. xxvil-5115 (10 franchi). L’autore seguendo il Weismann afferma la onnipotenza della selezione naturale _e si adopera a dimostrare che questa funziona nella specie umana esattamente come nelle specie inferiori. Come - egli dice - nella lotta animale per la vita i più forti e migliori trionfano, mentre i peggiori languono o si estinguono, altrettanto avviene nella società umana. E poiché i vincitori della lotta sociale sono i ricchi, i capitalisti ed i proprietari, mentre i vinti sono i poveri ed i lavoratori, cosi secondo il Loria, l’Arnmon si arrovella a provare questa tesi sbalorditola che forte e ricco, debole e povero sono sinonimi, o, in altre parole, che i ricchi sono tutti uomini di genio o d’ingegno, ed i poveri tutti cretini. A tale intento egli incomincia dal classificare gli uomini secondo il loro ingegno e trova che essi dispongonsi in conformità ad una curva binomiale, o ad una parabola. E un andamento analogo presenterebbe la curva dei redditi. Dal combaciamento della curva dei redditi con quella degli ingegni egli trae la dimostrazione che la ricchezza è il correlativo infallibile dell’intelletto, che la proprietà è il serto terreno del genio, che un uomo è tanto più ricco, quanto e perchè la sua intelligenza è maggiore. La differenza psicologica e morfologica delle classi sociali, la ineguaglianza ereditaria delle attitudini umane e la loro ripartizione matematica secondo il calcolo delle probabilità, l’u-sura più rapida delle popolazioni urbane e delle classi sociali superiori, la loro eliminazione e il loro rinnovamento mediante il contributo incessante degli elementi rurali, tali sono i fatti elementari che servon di base alle teorie del-l’Ammon. In politica è piuttosto un conservatore, ma un conservatore che favorisce talune riforme sociali pur volendo ch’esse prendano per punto di partenza le realtà constatate scientificamente. Ammiratore della politica bismarckiana, partigiano delle misure protettive in favore della classe operaia, è anche avversario risoluto del suffragio universale, del socialismo rivoluzionario dei Liebknecht e dei Bebel, dell’ internazionalismo, dell’anarchismo e in generale di tutte le teorie metafisiche letterarie oggi alla moda. Il libro deil’ Ammon comprende due parti : la prima tratta della teoria dell’ordine sociale secondo le scienze naturali ; la seconda delle applicazioni pratiche della teoria sociale secondo le scienze naturali. Le molteplici questioni che son trattate dall’A. rendono interessante questo libro, che è certo assai discutibile in alcuni punti. Ludwig Stein. — La question sociale au point de vue philosophique. — Paris, Alcan, 1900, pag. 506 (10 franchi). L’opera dello Stein è uscita nel 1897 e la edizione originale comprende tre parti : la prima tratta delle forme primitive della vita sociale e FONDAZIONE L EINAUDI BIBLIOTECA