L’ECONOMISTA 75 ■ ■ - 3 febbraio 1901 Lavori d’oro 1° titolo 900 millasimi d’oro 2° » 750 » » 3° » 500 » » Lavori d’argento 1° titolo 950 millesimi d’argento 2° » 900 » » 3° » 800 » » Non sono lavori d’ oro, agli effetti della legge, quelli nei quali l’oro entra nella lega per meno di 300 millesimi, e quelli formati d altro metallo anche se dorati o placati d’oro. I lavori d’argento dorati o placati d oro sono considerati lavori d’argento. I lavri di metallo comune, anche se argentati o placati d’argento, non sono ritenuti lavori d’argento. Resta inteso che annche i lavori d’oro e d’argento provenienti dall’estero vengono sottoposti ai ^marchio. Pei lavori eseguiti in Italia e destinati all estero il marchio è gratuito. Tuttavia alcune categorie di lavori saranno esenti dall’obbligo del marchio e precisamente le seguenti: a) i lavori antichi che abbiano valore archeologico o artistico ; b) le medaglie storiche e commemorative, che presentino manifestamente carattere di oggetti artistici o di collezione ; c) gli strumenti scientifici; d) i lavori nei quali all’oro o all’argento siano adattati all’esterno altri metalli, in quantità predominante è in forma evidente ; e) le minuterie d’oro e d’argento, di peso inferiore al limimite che sarà stabilito dal regolamento ; f) i lavori coperti di smalto o d’ altra materia simile; g) i gioielli d’oro e d’argento, in cui predominino le pietre preziose e nei quali l’oro e l’argento, che servono di legatura e d’incastonatura, non abbiano peso superiore a quello che sarà fissato col regolamento. Seguono gli articoli relativi alla tassa da pagarsi che rimane fissata in media a L. 200 per ogni chi-logramma d’ero e L. 12 per ogni chilogramma d’argento — e infine le disposizioni per le contravvenzioni, falsificazioni, ecc. Le riforme finanziarie del Portogallo. — Si annunzia che il Ministero portoghese si propone di presentare alle Cortes delle grandi riforme finanziarie. Esso proporrà invero la riduzione della tassa sul bollo, sopratutto allo scopo di far cessare, le eccessive fiscalità. Anche la tassa sui fitti, che è fra quelle che più riesce gravosa, verrà ridotta. Si procederà ad una più equa distribuzione dell’ imposta fondiaria. La cosi detta Beai che è una imposta sul consumo, verrà soppressa e sostituita con una tassa di licenza, la quale eviterà le vessazioni e le spese fiscali. Un progetto tenderà a rinforzare la Banca del Portogallo. A tale Bcopo la cauzione pel debito dello Stato sarà aumentata; le riservo pure saranno progressivamente aumentate, in modo che esse possano raggiungere in un certo numero d’anni la normale proporzione colla circolazione; il dividendo agli azionisti sarà aumentato ; si darà alla Banca un’ influenza più diretta sul cosso dei cambi e sul mereato finanziario onde assicurare una maggiore regolarità. Si limiteranno i carichi dello Stato verso la Banca e lo si farà partecipare ai benefici di questa. Infine il Ministro delle finanze proporrà riforma sul regime della riscossione delle imposte per renderlo più fruttifero. LE SE ORDINARIE DI EHI) IME IL 30 HH INO Nel numero 1370 Ae\VEconomista dell’anno scorso demmo alcuni dati delle casse di risparmio italiane alla fine del 1899, tolti dal bollettino delle casse di risparmio ordinarie inviatoci dal Ministero di agricoltura industria e commercio. Ora dalla stessa fonte togliamo qualelie notizia intorno a queste casse al 30 giugno 1900. A quest'epoca le casse di risparmio esistenti erano in numero di 215 di cui 31 in liquidazione. Il movimento avvenuto nel primo semestre del 1900 in questi istituti si compendia nella liquidazione della Cassa di risparmio di Amelia e Chiaravai le, respet-tivamente con regi decreti 14 gennaio, e 17 maggio, nella istituzione di una Cassa di risparmio nella città di Ivrea, e con regio decreto in data 8 aprile, e nella chiusura della liquidazione della Cassa di risparmio di Gubbio. Riassumiamo ora per compartimenti le operazioni compiute dalle Casse di risparmio al 30 giugno 1900 sui libretti a risparmio e la situazione dei depositi stessi. Operazioni compiutene! 1° semestre 1900 Situazione dei depositi COMPARTIMENTI a risparmio al 30 giugno 1900 Ammontare Ammontare Libretti Credito dei versamenti dei rimborsi in corso dei depositanti Piemonte...... 21,535,005 32 19,953,387. 79 162,826 103, 819, 790. 51 Liguria....... 6,547. 115.62 5,994, 111. 10 29, 829 34, 708,240. 35 Lombardia...... 99,089,843.07 88,955, 255. 77 579,910 610,911,818. 09 Veneto....... 27,269,314. 53 24,953,281.63 72,016 120,097,343. 49 Emilia....... 35, 698,072. 26 32,863, 738. 42 264,236 158,507,209. 38 Umbria....... 3, 741,672. 65 2,894, 705. 99 34,043 16,589,356.44 Marche....... 9,514,577. 76 8, 360, 533. 07 124,376 43,163,737. 69 Toscana....... 28,336,059. 25 26,082, 300. 89 180,819 169,913,727. 89 Lazio........ 9, 374,047. 29 7,226,259.68 89,968 97,935,011.93 Abruzzi e Molise .... 2,048, 844. 94 1,630,690. 83 9,834 10, 300,062. 95 Campania...... 20, 587,088. 47 19,588,393. 98 71,174 56,205,289. 81 Puglie....... 1,048,342. 75 851,770. 94 1,234 1,206,885.08 Basilicata...... 17,562. 04 31,719.37 495 145,807. 65 Calabria....... 2,307,525.10 2,463,184. 80 6,971 8,919,719.51 Sicilia........ 10,683,399. 82 10, 675,719.34 22,402 23,606,941.62 Regno....... 277, 799,370. 87 252,525,053. 60 1,650, 133 1,456,030,912. 39