19 luglio 1903 L’ EU ON 0 MIST A 479 Sarebbe necessario che i nostri esportatori si conformassero agli usi dei concorrenti e della piazza, giacché non è nuovo il caso, che essi esigano il pagamento all’ imbarco, mentre gli esportatori di altri paesi vendono a sei mesi e ad un anno dall’ arrivo. Con tale differenza di condizioni è naturale che il compratore messicano faccia i suoi acquisti altrove piuttosto che in Italia. Una volta fatto conoscere un articolo o prodotto italiano, 1’ unico mezzo per tutelare i propri interessi, nel Messico del resto come altrove, per difendersi dalle frodi è il deposito e la registrazione delle marche di fabbrica. Costa circa 150 lire. Di certi articoli italiani, coma il vino ed il vermouth, la fabbricazione si fa in Messico su vasta scala, e i produttori danneggiati non si sono punto nè poco curati di porvi rimedio. E poi necessario che i tipi soprattutto pei vini, vengano conservati e che le merci spedite siano uguali a quelle ordinate. Talvolta anche delle piccole variazioni di poca importanza per l’esportatore, ne hanno invece moltissima per il cliente. Ciò che sarebbe indispensabile è che fosse stabilita una linea diretta italiana di navigazione che partendo dall’ Italia e passando per le varie Repubbliche americane del Centro, approdasse al Messico. Si faciliterebbero cosi di molto gli scambi commerciali fra i due paesi e si renderebbe possibile a molte nostre merci, che ora non possono penetrare in quel mercato, di poter essere offerte a buoni patti. L’impianto di una mostra campionaria di prodotti italiani nella capitale sarebbe senza dubbio un mezzo efficacissimo per farli conoscere. Per stabilire pero un Museo commerciale occorrono capitali, persona adatta e molto attiva, preparazione, aiuti morali e réclame. Tutti quegli esportatori che, per ragioni economiche, non possono oggi inviare un agente speciale, potrebbero, per far conoscere le proprie merci, valersi del Museo commerciale, che sarebbe alla portata di tutti. Finalmente un buon servizio di informazioni commerciali è un coefficiente grandissimo per lo sviluppo del commercio fra i due paesi. Tali informazioni dovrebbero riflettere le condizioni finanziarie dei clienti, le variazioni che nelle loro aziende fossero per verificarsi, le condizioni del mercato, le fluttuazioni della moneta, le modificazioni delle tariffe. In parte, questo servizio, è già fatto dalla nostra Legazione direttamente col Ministero d’agricoltura e commercio, e più completamente e con maggiore competenza potrà essere fatto dall’ addetto commerciale recentemente nominato dal Ministero stesso. Questi, in succinto, sarebbero i mezzi più efficaci che gioverebbero a facilitare un maggiore sviluppo alle nostre esportazioni nel Messico. Movimento di viaggiatori di commercio in Svizzera durante il 1902. — Durante l’anno 1902 sono state rilasciate carte di legittimazione per 29,353 viaggiatori di commercio, di cui 22,822 rappresentavano delle Case svizzere e 6531 delle Case estere, ripartite per nazionalità come appresso: Germania 4463, Francia 1294, Italia 403, Austria-Un-gher a 232, Belgio 49, Inghilterra 45, ecc. In totale sono state rilasciate 27,974 carte di legittimazione, di cui 25,452 gratuitamente e [2522 a pagamento. Di queste ultime 1454 erano valevoli per un solo viaggiatore e 1068 in nome collettivo. Ai viaggiatori svizzeri furono rilasciate 19,158 carte gratuite e 2357 a pagamento, di cui 1334 personali e 1023in nome collettivo; ai viaggiatori esteri 6294 carte gratuite e 165 a pagamento, di cui 120 personali e 45 in nome collettivo. La riscossione della tassa di patente ha raggiunto la cifra di 362,550 franchi di questa somma i viaggiatori svizzeri hanno pagato irai, chi 837,150, e 1 quelli esteri franchi 22,000, di cui franchi 11,200 la Germania ; franchi 9000 la Francia, franchi 1250 l’Italia, franchi 100 l’Austria-Ungheria e franchi 450 l’Inghilterra ; il rimanente è dato dalle multe fatte pagare ai viaggiatori che cercavano di eludere la tassa di patente e che ammontano a franchi 2400. Le merci più ben rappresentate furono i commestibili, le bevande ed il tabacco, che ebbero 8746 viaggiatori di cui 3518 per il solo vino, poi vengono le materie tessili con 4143 viaggiatori, ecc. ecc. L’autorizzazione di viaggiare con le merci e di rimetterle direttamente al compratore è stata accordata a 148 case di commercio. I PROVVEDIMENTI PEL MEZZOGIORNO Il Credito agrario del Banco di Napoli nel Mezzogiorno e in Sardegna. Xi’ insuccesso del primo esperimento * La questione del credito agrario è sempre aperta » scrive il Direttore generale del Banco di Napoli, comm. Miraglia, nella sua relazione ai Ministri del tesoro e dell’ agricoltura sulla gest one del credito agrario esercitata dal Banco con i fondi della sua Cassa di risparmio nolle provincie meridionali e in Sardegna in esecuzione della legge del luglio 1901. E questa frase, che riassume l’insuccesso del primo periodo di esperimento della legge, trova ampio svolgimento nella accuratissima relazione dove il comm. Miraglia espone le cause dell’ insuccesso e suggerisce vari rimedi per avviare a buoni e fecondi risultati l’istituzione. La scarsità d’istituti intermediari L’ efficace funzionamento del credito agrario incontrò un primo ostacolo nella scarsità degli Istituti intermedi per la distribuzione del credito. Una prima indagine riuscì ad accertare 1’ esistenza nelle provincie meridionali e sarde di 335 istituzioni che avrebbero potuto esercitare il credito agrario, ma solo 134 enti presentavano garanzie sufficienti perchè il Banco potesse fare su di essi sicuro assegnamento. Una grande propaganda presso la Associazioni agrarie e gli eccitamenti del Banco condussero però alla costituzione di nuovi istituti, alla trasformazione di altri, alla conoscenza di istituti rimasti ignoti, alla migliore conoscenza di altri già noti così che al 31 dicembre 1902 le istituzioni eventualmente capaci di esercitare il credito agrario da 335 salirono a 337, ma 162 soltanto risultarono meritevoli di entrare in rapporto con la Cassa di risparmio del Banco. E per ciascuna di dotte istituzioni la Cassa di risparmio determinò il fido agrario per la iscrizione nel libro dei castelletti, ma dal marzo — in cui fu pubblicato il regolamento per l’esecuzione della legge — a tutto aprile nessuno degli istituti si mosse; le prime domande di fido furono presentate ai primi di maggio. Cifre desolanti Alla fine di maggio gli Istituti inscritti al castelletto erano 10 per L. 182,000 ; salirono a 19 per 1 . 210,000 a giugno ; a 24 per L. 311,000 a luglio ; a 29 per L. 405,000 ad agosto ; a 36 per L. 529,000 a settembre ; a 40 per L. 601,000 a ottobre ; a 44 per L. 674,500 a novembre ; a 50 per L. 734,500 a dicembre. Al 81 dicembre dunque di fronte a 162 istituzioni giudicate atte ad esercitare il credito agrario ed ammissibili al fido, solo 50 domandarono di essere accreditate e i fidi ad esse conceduti erano di appena L. 734,500 — il 12.24 per cento del fondo di 6 milioni di cui a termini del regolamento può disporre la cassa nel primo biennio di esercizio del credito ugrario. E la Cassa di risparmio, in presenza di questa inerzia degli Istituti a domandare credito, venne nella determinazione di fare accreditamenti d'ufficio notificandoli agli Istituti cui i fidi erano assegnati. Questi fidi consentiti d’ufficio, senza domanda da parte dagli Istituti, furono 69 per la somma di L. 2,503,®0. Per modo che i castelletti assegnati al