480 L’ECONOMISTA 19 luglio 1903 31 dicembre 1892 risultavano complessivamente in numero di 119 per 1’ ammontare complessivo di L. 3,238,000, poco più della metà del fondo collocabile. Ma, non ostante questa assolutamente nuova inversione delle parti — chò era la Cassa a provocare le domande di credito — non ostante le ripetute insistenti richieste, ben 43 Istiuti non aderirono nemmeno a fornire le notizie necessario per un accreditamento d’ufficio. Nò maggiore attività fu spiegata nelle operazioni di sconto dagli Istituti affidati su richiesta. Iniziate le operazioni il 10 giugno con uno sconto diretto di L. 11,000, si arrivò a fine d’ anno a collocare fra sconti e risconti la somma di L. 118,000, mentre la Cassa disponeva di 6 milioni; non fu collocato cioè che 1’ 1.93 per cento del fondo disponibile. E dalle provinole di Napoli, Campobasso, Benevento, Foggia, Cosenza, Chieti e Cagliari nessuna domanda di prestito fu fatta. Il saggio d’interesse sui prestiti stabilito il 3 aprile ai 4 per cento venne ridotto con delibera zione del 12 novembre al 3 Ij2 per cento. Così la situazione dopo questo primo periodo di esercizio a tutto il 31 dicembre 1902 si può riepilogare come segue : Fondo disponibile L. 6,000,000 — Istituti affidati n. 119 per L. 3,238,000, di cui 50 su richiesta per E. 731,500 e 69 d’ufficio per L. 2,503,600. — Istituti non potuti affidare 43 — Istituti che hanno iniziato le operazioni n. 18 — Esposizioni L. 118,721, di cui L. 114,721 per risconti e L. 4000 per sconti diretti. Non ostante dunque il lavoro preparatorio compiuto dal Banco, la legge si comincio ad applicare con molto ritardo — circa tre mesi dopo la pubblicazione del regolamento — e l’applicazione fu più che scarsa, insignificante. Le cause dell’ insuccesso Le cause dell’insuccesso sono molteplici e il comm. Miraglia ne fa nella sua relazione una profonda e minuta analisi. Egli accenna ai clamori contro il regolamento levatisi specialmente nel Leccese, nel’a Capitanata, negli Abruzzi, affermandosi che il regolamento costituisce 1’ ostacolo se non unico, essenziale, all’ avviamento e allo sviluppo del credito agrario. Ma lagnanze e reclami avevano spesso origine da una meno esatta interpretazione delle disposizioni regolamentari ; non si era posto mente fra altro alla distinzione fra privilegio legale e privilegio convenzionale, nè che quest’ ultimo è una facoltà e l’Istiuto non ha obbligo di chiederlo ; si vollero vedere difficoltà nella documentazione delle domande, mentre la procedura non potrebbe essere più semplice e più spedita dì quella richiesta. Si disconobbe il carattere informatore della legge 1 v quale non consente rapporti diretti fra gli agricoltori e la Cassa di risparmio del Banco ; la legge vuole enti intermedi, poiché, dovendo il credito rurale sminuzzarsi e scendere fino agli umili, esso non può esser fatto se non a mezzo di organi intermedi, solidamente costituiti, i quali, conoscendo uomini e cose, possano e debbano porgere alla Cassa di risparmio la guarentigia, così della solvenza degli agricoltori sovvenuti, come della somministrazione del credito direttamente ed esclusivamente per imprese agrarie. Quindi l’Istituto intermedio, garante verso la Cassa, può o non chiedere la costituzione del privilegio, la fideiussione, eoe. Oltre questi impedimenti di carattere generale si vollero trovare ostacoli: nelle eccessive spese a carico dell’ agricoltore mutuario ; nell’ insufficiente rimunerazione dell’ Istituto intermedio ; nell’ insufficienza delj¡e somme consentite come massimo dei mutui. Ma tutti questi ostacoli, ai quali il Banco cercò di provvedere diffondendo largbissimámente una breve, istruttiva guida pratica, non derivano che dalla imperfetta conoscenza del regolamento e dalla larga interpretazione che alle disposizioni di esso dà la Cassa di risparmio. Le cause intime della scarsa applicazione della legge son ben altre. L’ autorizzazione data alla Cassa di risparmio di compiere operazioni di credito agrario aveva fatto forse sperare che queste offrissero modo di attingere e forse con le passate larghezze, danari al Banco senza garanzia di saggio d’interesse e d’impiego, ma il regolamento, con le sue giuste limitazioni e le imposte guarentigie — destinate a conservare il necessario rapporto fra credito e agricoltura — deluse queste speranze e provocò i clamori, le proteste, le resistenze, finite poi nella più completa indifferenza. Altra difficoltà sta nella insufficienza numerica di enti intermedi. Inoltre la opposizione d’interessi fra credito ordinario e credito agrario, il primo dei quali è molto più remunerativo per gli Istituti intermedi, e la inazione quasi completa delle cattedre ambulanti di agricoltura — i cui direttori dovrebbero essere i procuratori del He dell’ agricoltura — completarono la rete delle difficoltà. La relazione, dopo richiamate le discussioni e le proposte svolte nella conferenza sul credito agrario tenuta in Napoli nel dicembre 1902, esamina dettagliatamente i quesiti proposti e chiude proponendo una serie di modificazioni al regolamento. Però — scrive il comm. Miraglia — se si vuole risolvere il problema del eredito agrario nel Mezzodì e nella Sardegna, dove l’applicazione presenta problemi nuovi, non conviene avere impazienze, perchè tradizioni inveterate ed interessi collegati non si mutano da un anno all’ altro. Bisogna seguire con cura ed affetto qualsiasi fatto si presenti, cercando di far penetrare nelle popolazioni il concetto vero del credito agrario ed affidarsi anche alla svegliatezza delle popolazioni e al pungolo degli interessi. L’emigrazione italiana nel primo trimestre 1903 Il totale degli emigranti partiti durante i primi tre mesi del 1903 fu di 78,750, in confronto di 71,810 partiti nei mesi corrispondenti del 1902, con una differenza in jn ù per quest’ anno di 6940 emigranti. Ecco come si sono divisi a seconda dei porti di imbarco e dei paesi di destinazione : Porti d’imbarco Destinazione Genova Napoli Palermo Plavre Totale Stati Uniti .. . 3,499 59,100 3,973 3,899 70,471 Brasile...... . 2,032 784 --- , - 2,816 Piata........ . 5,261 --- --- --- 5,261 Altre........ 158 44 --- - 202 Totale. 10,950 50,928 3,973 3,899 78,750 Gli emigranti partiti nel 1° trin.estro del 1903, in confronto del 1902, si dividevano per età come appresso : 1902 1903 Al disotto di un anno. ... 1,039 514 Da 1 a 5 anni..... 3,536 1,915 Da 5 a 10 anni..... 3,589 1,917 Sopra i 10 anni .. .. 63,646 74,404 Totale.. . 71,810 78,750 Nel trimestre 1903 il minor numero di emigranti si ebbe nel gennaio (14,1C4) ; maggiore fu il numero nei mesi di marzo (40,652) e febbraio (23,994). Chiudiamo col prospetto riassuntivo dt-lla emigrazione italiana per paesi transoceanici dal 1° gennaio 1902 al 31 marzo 1903 : Destinazione 1902 Piata Brasile S. Uniti Contro Pacifico America Australia Gennaio .. 3,306 5,772 7,531 56 14 Febbraio. . 2,502 4,175 15,450 69 166 Marzo..... 1,684 4,005 27,023 50 7 Aprile..... 1,740 1,494 , 28,146 65 25