308 L' ECONOMISTA 20 maggio 1906 26 Stati prima ancora di averlo visto funzionare, potrebbe certamente in seguito ricever altre adesioni, e che quindi sarebbero necessarie altre stanze per i delegati, ecc. Ebbene no: non si potrà mutare d' un centimetro la cubatura dell'edificio : il Comune ha messo questa condizione assoluta. Allera sapete cosa hanno escogitato i patroni dell'Istituto? semplicemente questo: che, se occorreranno altre costruzioni, le si faranno all'estremità opposta della villa, a circa mezzo chilometro di distanza ! Così si vedranno gli uffici mezzi qua e mezzi là, e gli impiegati fare « la navette » tra 1' uno e 1' altro edificio, colla penna sull'orecchio, e gli scartafacci sotto il braccio, tra la gente che passeggia e si diverte ! E se pioverà dovranno avere gli ombrelli forniti dall' Istituto, e l'assicurazione contro le bronchiti, ecc. ! Ma si vede che i patroni dell' Istituto non temono nessuna di quelle eventualità, essi certo sanno che appena lo si sarà veduto funzionare, nessun nuovo Stato vorrà aderirci, ah, no ! Evidentemente noi profani dobbiamo rimetterci in questo, come nel resto, al loro alto senno! Vittorio Bacca. RlYISTd BlDLIOQRdFICd Prof. Ghino Valenti, - Principi di economia politica. — Firenze, Gr. Barbèra 1906 pag. 521 (L. 3). Questa pubblicazione fa parte dei noti Manuali Barbèra e porta il N. Vili e dovrebbe essere seguita da un secondo volume, poiché all'Autore è parso che se la parte teorica, in grazia della continua semplificazione dei principi della scienza, possa essere esposta abbastanza brevemente, la parte applicata vada invece sempre più estendendosi e domandi quindi una più larga esposizione. Un giudizio sintetico di questo lavoro non è facile, poiché l'Autore, come avviene spesso ai giovani, ha creduto che sia utile in un Manuale di dettare i principi della economia politica in gran parte secondo le sue personali vedute, anziché seguendo quelle già ammesse dai più noti trattatisti. Noi abbiamo diverso concetto del Manualei ma non crediamo che sia il caso di discuterne qui, e prendendo il lavoro quale piacque all'Autore di foggiarlo, lo segnaliamo come un frutto diligente e coscienzioso, sebbene non ci sia sembrato abbastanza proporzionato nelle sue parti. Infatti prima di arrivare alla circolazione ed alla distribuzione si oltrepassa i tre quarti del volume in una troppo lunga discussione sopra idee generali, molto importanti è vero, ma che obbligarono l'Autore a non seguire sempre l'ordine logico, ad esempio premettendo la teoria del prezzo a quella della moneta. Abbiamo indicate queste mende per potere più francamente concludere che questi principi di economia politica, meritano tuttavia di essere presi in considerazione per le molte buone qualità che presentano. Prof. Ugo Broggi. - Matematica attuariale. — Milano, IL Hoepli, 1906, pagg. 344 (L. 3,50). Un libro fatto bene e sufficientemente chiaro per chi non è affatto profano alle matematiche ; la materia dell' attuariato della quale si comincia anche in Italia ad occuparsi, non è per sua natura astrusa, ma richiede solide cognizioni di matematica superiore. Sventuratamente l'A., che dimostra di avere piena conoscenza dello strumento, che adopra con grande facilità, non ha voluto dettare il suo libro in modo che riuscisse intelligibile senza molta fatica anche ai mezzo profani della matematica. Fino dalle prime parole i quesiti sono posti colla austerità che richiede quella disciplina, e l'Autore non fa nemmeno il tentativo, che pur si capisce gli sarebbe riuscito facile, di spiegare col linguaggio comune il suo pensiero. Dopo posto il problema fondamentale, l'Autore dà gli elementi del calcolo delle probabilità, e quindi entra nell'argomento, scopo del libro; ci espone prima i problemi fondamentali della matematica delle assicurazioni sulla vita, e nel terzo capitolo la teoria delle assicurazioni sulla vita, ed infine nell'ultimo capitolo la teoria del rischio. L'ottimo lavoro fa parte degnamente dei Manuali Hoepli, che costituiscono ormai una preziosa collezione. Henry George. — The Menace of privilege -New-York, The Macmillon e C., 1905, pag. 421. L'Autore intende segnalare al suo paese il pericolo a cui corre la Repubblica per la esistenza di una classe favorita; non ha voluto dettare un libro informato al pessimismo, ma piuttosto un libro di allarme ed altresì di speranza. Egli vede le cause del mutamento che si manifesta nella Repubblica Americana: nella straordinaria ineguaglianza della distribuzione della ricchezza che si manifesta dovunque ; nel sorgere del sentimento di classe; nell' intensificare delle idee aristocratiche; nella mancanza di morale negli affari e nelle relazioni tra i ricchi ; nella crescente decadenza fisica ed intellettuale nelle masse lavoratrici, ecc. Tutto questo l'Autore esamina accuratamente e cerca dimostrare studiando i diversi tipi, che divide così: - i principi del privilegio; - le vittime del privilegio; - le resistenze al privilegio; - le armi del privilegio ; - il privilegio come corruttore della politica e come influente sulla pubblica opinione. Dopo ciò l'Autore dà uno sguardo al presente ed al passato ed in un ultimo capitolo cerca i rimedi. Questa interessante scrittura delle condizioni morali degli Stati Uniti fa vedere la vita di quella grande Federazione sotto un aspetto veramente non edificante. Prof. Emile Picard.-La science moderne et son état actuel. — Paris, E. Flammarion, 1906 pagine 296 (fr. 3.50). Perchè l'Autore abbia dato a questo importante lavoro un titolo molto più comprensivo della materia trattata, non si può spiegare se non ammettendo che egli appartenga a quella scuola la quale non ammette tra le scienze che quelle extra-sociali. Quando si parla di lingua