L'ECONOMISTA GAZZETTA SETTIMANALE SCIENZA ECONOMICA, FINANZA, COMMERCIO, BANCHI, FERROVIE, INTERESSI PRIVATI Anno XXXIII Yol, XXXYII Firenze, 28 Ottobre 1906 N. 1695 SOM.IVI.A.RIO : Sul mercato dei valori — Contro la guerra — 1 servizi dell'emigrazione dall'aprile 1905 al l'aprile 1906 — Domenico De Facendis, La legislazione operaia nella Repubblica Argentina — Irli vista bibliografica : Giorgio Sorel, Degenerazione capitalistica e degenerazione socialista - H. Nagaoka, Histoire des relations du Japon avec l'Eiirope aux XVI et XVII siècles - Dott. Hermann Meyer, Die Einkommensteuer - F. .!. Woods, Mental and inorai beredity in Royalty. A statistical studesin history and psichology —Ri-vista economica e finanziaria : La riforma postale in Francia - 1 risultati dei conflitti industriali in Inghilterra - Il valore di Borsa delle azioni delle Banche e Società italiane - L'immigrazione negli Stali Uniti - I trattali di commercio francesi — Rassegna del commercio internazionale: Il commercio francese e belga nei primi nove mesi del 1906 - Il commercio della Germania e delle sue Colonie nel 1905 - Il commercio di Mozambico nel 1905 - Il commercio esterno del Messico ne II1 anno finanziario 1905-1906 — La situazione del Tesoro al ììO settembre 1906— L i beneficenza in Italia nel 1904-1905 — Le ferrovie del mondo —Camere di commercio — Mercato monetario e Rivista delle Borse — Società commerciali ed industriali — Notizie commerciali SUL MERCATO DEI VALORI Il mondo finanziario è vivamente agitato dalle voci che corrono di complotti, di congiure di borsa, di arresti, di mandati di camparizione, di perquisizioni domiciliari. I lettori conoscono già gli avvenimenti. Le azioni Terni, valore nominale L. 500, avevano quasi raggiunto le 3000 lire di quotazione; l'inchiesta sulla marina, alcune prove fallite al ballipedio di Muggiano su lotti di corazze da navi presentate, le affermazioni che il Ministero della Marina avesse provato con buon esito corazze americane, una fiera lotta tra le • due borse di Milano e di Genova per alcune pubblicazioni ritenute fatte con mire tendenziose, tutta questa serie di fatti o di supposizioni aveva fatto scendere il valore delle azioni della società Alti Forni ed Acciajerie di Terni sino a rasentare il prezzo di L. 2000. Ciò aveva prodotto una situazione difficile per molti- speculatori ed aveva incoraggiato altri ad una campagna al ribasso su molti valori industriali, mettendo 1'imbarazzo nel mondo finanziario. La liquidazione di ottobre si presentava difficile e la morte del comm. Raggio, sino a qui arbitrQ della situazione della Borsa di Genova, non solo per la grande fortuna che possedeva, ma per il numero di persone che ciecamente cercavano di operare seguendo il suo vero o presunto indirizzo, lasciava ritenere che la fine di ottobre avrebbe segnato un non lieve imbarazzo, se non fosse intervenuto in tempo qualche riparo a sollevare la depressione che da più mesi durava. In questo stato di cose si verificano dei fatti veramente straordinari. Vengono arrestati due commessi di studio sotto accusa di aver tentato un ricatto verso il comm. Brina Presidente del Consiglio di Ammistrazione della Società di Terni, proponendogli l'acquisto, nientemeno per il prezzo di L. 200,000, di alcuni documenti che, se no, sarebbero stati pubblicati ed avrebbero, dicevano i due ricattatori, fatto crollare le azioni di Terni. Così è intervenuta l'Autorità giudiziaria che ora istruisce l'affare chiamando a testimoni persone di ogni ceto, anche ragguardevoli, affine di essere illuminata. Naturalmeute la stampa si è impadronita dello scandalo ed ammannisce al suo buon pubblico una serie di notizie una più sensazionale dell'altra, raccogliendo tutte le voci che corrono in piazza, smentendole un' ora dopo, riconfermando la sera ciò che ha smentito la mattina. Non è possibile discernere il vero dal falso, il possibile dall'inverosimile, nè si può giudicare dalle contraddittorie e confuse pubblicazioni di questi giorni quale fede meritino le voci che corrono e le notizie che si stampano. Per ora sombra vero il ricatto e sono veri i due arresti. Tutto il rimanente è ancora incerto. Ma, esposto così lo stato delle cose che commuove il mercato, non possiamo a meno di richiamare alla mente dei nostri lettori quello che più volte abbiamo affermato nelle colonne della nostra rivista. Vi sono degli uomini di finanza potenti e forti, i quali credono di poter impunemente turbare il mercato presumendo di avere poi la possibilità di arrestarlo ad un dato punto; avviene invece che con questo procedere eccitino l'azione di una turba disordinata, indisciplinata che ad un certo punto prende la mano ai guidatori e marcia per conto suo in riga serrata, senza badare alle rovine che produce o che prepara. Vi sono sempre le turbe di rialzisti e di ribassisti che stanno alle vedette per cogliere il momento nel quale i capi sonnecchiano, o vogliono sonnecchiare ; e allora si impadroniscono del mercato, sempre impressionabilissimo, sia spingendo i valori ad alti ed ingiustificati prezzi, sia facendoli scendere a precipizio. Nello stesso modo con cui in una pubblica piazza se una raccolta di gente seria ed assennata, fa una dimostrazione prò o contro qualche cosa, viene poi seguita da una folla scomposta che, forse senza comprender nulla del perchè,