L'ECONOMISTA GAZZETTA SETTIMANALE SCIENZA ECONOMICA, FINANZA, COMMERCIO, BANCHI. FERROVIE, INTERESSI PRIVATI REDAZIONE: M. J. de ’Johannis — R. A. Murray — M. Pantaloni Anno XLI - Voi. XLV Firenze-Roma, 26 Luglio 1914)'”;^““’*°'' N. 2099 SOMMARIO: Crisi economica?. T. — Le condizioni finanziarie dei principali comuni italiani, Roberto A. Murray. — Consumo delle classi operaie - Il rincaro della vita (continua).— La circolazione cartacea nell’esercizio 1912-1913 (continua — Le imposte di fabbricazione del 1° semestre 1913 (continua). — L’emigrazione italiana per l’estero nell anno 1913.— INFORMAZIONI: Banco dì Cambio Bergamasco.— Banco di Napoli. — 11 Credito Provinciale a Pietrasanta. — Per un grande Istituto di anticipazione edilizia. — A proposito della recente emissione di Buoni del Tesoro. — La vigilanza sulle banche d'emissione - Il progetto sulle garanzie dei depositanti. — Per le case popo lari. — RIVISTA ECONOMICA : 1 vini in Germania. - Il monopolio dei fiammiferi e dei tabacchi in Francia MERCATO MONETARIO E RIVISTA DELLE BORSE. - PROSPETTO QUOTAZIONI. VALORI. CAMBI SCONTI E SITUAZIONI BANCARIE. Crisi economica ? Anche quest’anno, nei mesi della stagione calda si dibatte su pe' giornali e le gazzette, la •onsueta polemica diretta a scoprire se il nostro paese si trova piti o meno o non si trova in crisi. Anche quest’anno, pur variando in parte gli scrittori, le idee rimangono pressoché le stesse, i punti di confronto pressoché identici, gli elementi di fatto accresciuti in genere soltanto da un anno di piii di statistiche. Ne consegne, che se si continuasse ogni anno nella discussione, bisognerebbe dichiarare la crisi nella scienza, che non sa risolvere la questione, porche, ove si fosse do vii lo prestar fede all’una ed all’altra delle teorie esposte, uno o due anni or sono, oggi si sarebbe dovuto almeno vedere dalle risultanze dei fatti la veridicità di quanto era stato precedentemente annunciato; invece la disputa continua indecisa e, a nostro vedere, la sua continuazione sta appunto a provare soltanto che crisi vera e propria non si ha, come non si hanno ragioni di ammettere un vivace e prosperoso progresso nei tempi più recenti delie nostre condizioni economiche. % Uno stato dunque indefinibile, forse di stasi, forse di ristagno, fors’anco di un tal quale riflesso malessere, ma non certo quelle decise manifestazioni critiche o inen che mai quegli elementi di catastrofiche previsioni, che pur l’anno scorso, alla uscita dell'Annuario del Bachi, il quale sembra essere il seme inconsapevole deila discordia, apparivano per taluni autorevoli scrittori, come ad esempio l’Einaudi, inconfutabili. Stando cosi le cose non ci rimarrà che riassumere o meglio ricordare le opinioni dei diversi scrittori per trarre a vantaggio dei nostri lettori una conclusione, il più possibile conforme al vero. Abbiamo un economista, il Lnzzatti, che batte AVVERTENZA. Nel fascicolo 2098, li) luglio 1914 pag. 450 fu omessa la firma M. J. de Johannis all'articolo: « Analfabetismo e Nazionalismo »; al contentato ed alla compilazione del quale fu totalmente estraneo il concorso degli altri redattori. (N. d. A.). come un martello il chiodo della economia. Egli ripete il ritornello, lo suffraga cogli esempi degli altri paesi, e getta di frequente il grido di allarme contro i pericoli dei debiti, contro quello delle emissioni; contro lo allargamento degli as-segnamenti per le spese. Il Luzzatti è uomo ancora troppo parlamentarmente attivo, per poter lasciar conoscere dalla sua parola quanto sia l’elemento politico che la guida e quanto sia l’elemento scientifico. Per tanfo il Pantaleoni, che è principalmente dedito alla scienza, con tutta la chiarezza che lo distingue, mostrava, nella nostra stessa rivista, di non aver timore alcuno se il nostro bilancio finanziario si trovasse in disavanzo, e, sebbene nella giusta misura, incoraggiava nello aumento delle spese, e nei prestiti, ritenendo non esservi pericolo che i gettiti finanziari abbiano a rendere nel futuro in misure minori che non rendano ora. E come egli ammette la più stretta vicendevole influenza fra la economia del paese e la economia finanziaria, non vi è ragione di credere che egli non sia convinto che la economia nazionale non sappia mantenersi per lo meno ferma nel suo cammino, quanto l’economia finanziaria. I discorsi più recenti del Governo non furono improntati a diversa fede, ma anzi stettero non tanto a mostrare, quanto a dimostrare che le condizioni della finanza si possono ritenere assai migliori di quello che pei- un momento non erano apparse. Un notevole avanzo nel bilancio è assicurato ed il gettito dei tributi, lo abbiamo indicato anche noi nei passati fascicoli, si è mantenuto, salve lievi oscillazioni, quasi stilla base dell’incremento normale.Ciò in dispetto alle costanti e dobbiamo pur dirlo tendenziose affermazioni contrarie dell’Eeonoinist e di alcuni periodici francesi, i quali, di quando in quando regalano ai loro lettori sul conto del nostro paese, delle notizie non esatte e degli apprezzamenti conseguentemente non attendibili perchè partono appunto da basi erronee. II Cabiati di recente ha voluto darci con un pessimismo ingiustificato, un tentativo di dimostrazione d’una incipiente crisi economica, che gii