14 maggio 1916 - N. 2193 L'ECONOMISTA 463 PASSIVO Capitale e Riserva . . 85.500.000 86.000.000 86.500.000 Depositi e Corrispond. . 422.997.721 429.669.688 550.370.295 Accettazioni. . . . 47.331.930 24.176.526 44.825.168 Assegni in circolazione . 14.55t.945 12.928.291 20.603.654 Creditori diversi . . 19.950.273 18.662.282 18.602.171 Utili . . . • 5.420.960 5.424.185 5.950.863 Prendendo particolarmente in esame ciascun con. to, in raffronto al 1914, troviamo che la cassa presenta un aumento di 59 milioni. Accumulammo abbondanti disponibilità per prepararci convenientemente alla emissione del terzo Prestito Nazionale. Il portafoglio è aumentato di circa 80 milioni. Alla difficoltà di alimentarlo con carta commerciale abbiamo supplito mediante l'assunzione di Buoni ordinari del R. Tesoro, per una somma di circa cento milioni, investimento specialmente consigliato pel suo carattere di facile liquidabilità. I riporti si sono ridotti di circa 13 milioni a causa delle minorazioni stabilite dai decreti luogotenenziali e per effetto di estinzioni. Durante tutto l'anno le Borse rimasero chiuse, per cui la nostra attività in questi impieghi fu assai limitata. II portafoglio titoli ed il conto partecipazioni si accrebbero complessivamente di nove milioni, a motivo della nostra partecipazione alle emissioni dei Prestiti Nazionali. Il portafoglio titoli si compone, per: L. 1.483.769,— di Rendita e titoli garantiti dallo Stato; » 2.043.937,50 di obbligazioni ferroviarie, di credito fondiario di città e diverse; » 3.548.887,10 di azioni di società ferroviarie, di navigazione e di banche; » 9.348.089,— di azioni industriali diverse. Le valutazioni in mancanza di corsi 'ufficiali, si sono determinate — come per le partecipazioni — con criteri di rigorosa prudenza. Il conto corrispondenti debitori è sostanzialmente in diminuzione, se si considera che in esso sono com-nresi i debitori per accettazioni per circa 45 milioni, in confronto a 24 milioni nel 1914. Infine ci sia consentito di rilevare la vigorosa progressione dei 'fondi affidatici da depositanti e corrispondenti: 423 milioni nel 1913, 430 milioni nel 1914 e 550 milioni nel 1915. Nonostante la conflagrazione mondiale e la guerra dell'Italia, la fiducia dei risparmiatori e della clientela si è irrobustita e si è volta al nostro Istituto in misura tale, che è motivo per noi di sincero compiacimento. L'attività del nostro Istituto ha continuato- a svilupparsi regolarmente anche in quest'anno di guerra. Le nostre sedi, succursali ed agenzie hanno dato risultati soddisfacenti, malgrado le difficoltà non lievi che le vic-ende eccezionali ripetutamente crearono. Per gli accordi stipulati con la Banca Tirrena, di cui assumemmo il lavoro, aprimmo nostri uffici a Livorno e a Pisa. Impiantammo pure una agenzia a Torre del Greco e una di città a Bari, mentre quelle di Messina e di Catanzaro, che pure erano già completamente arredate, dovettero- rimaner chiuse per mancanza, di funzionari. Infatti, l'entrata dell'Italia in guerra privò il nostro Istituto dell'opera intelligente ed apprezzata di oltre- seicento funzionari e impiegati, che andarono a servire la Patria con le armi, richiamati o volontari. Con l'assunzione di nuovo personale, in parte- notevole femminile, con provvedimenti transitori e merce lo zelo degli imniegati e dei funzionari rimasti, che si assunsero volonterosamente un sensibile maggior lavoro, si cercò di rimediare alla mancanza dei Partiti, così che i servizi dovessero risentirla, il meno Possibile, Ai richiamati ed ai volontari -abbiamo usato quel trattamento liberale che è nelle consuetudini del no-Stabilimento. . Purtròppo, qualcuno più non ritornerà fra noi. poniamo avuto il dolore e l'onore di perdere, caduti sui campo della gloria, per la libertà e la grandezza " «alia, i nostri impiegati: Bailo Domenico, Brigidi ®c®z», De Leone Edmondo, Forti Nullo, Garàu Alberto, Kuhn Gustavo, Lorenzi Ugo, Mas-pes Ca- millo, Massa Alfie-ro, Pagano Alberto, Poggi Giulio. Pugliese Nicola, Rossotti Carlo, Salem Nicola, Santa silia Guido, Volpe Gino. Vada alla loro eroica memoria -il nostro commosso pensiero e alle famiglie l'espressione della, più intima ed affettuosa nostra partecipazione ai loro sentimenti: che- il sangue, da essi generosamente- versato, che il valore di tutti i meravigliosi soldati d'Italia possano assicurare alla. Patria quella trionfale vittoria che tutti invochiamo, in cui tutti abbiamo fede profonda e incrollabile e che- dovrà inaugurare un'era di pace e di tranquillità e fecondo lavoro. Accogliendo ,la domanda rivoltaci dalla Commissione centrale di patronato per i fuorusciti adriatici e trentini e valendoci di speciale autorizzazione accordata dal Miniete-ro dielle Finanze, abbiamo concesso agli irredenti rifu-giati-si nel Regno, -per i bisogni della vita, -sovvenzioni sui valori mobiliari -che -essi riuscirono a portar -seco. In luglio prendemmo parte al-la emissione del secondo Prestito Nazionale- 4 1/2 %. Le sottoscrizioni ai nostri (Sportelli raggiunsero il cospicuo importo di L. 117.765.000. Successivamente, ci preparammo con intenso fervore per contribuire al successo del Prestito di guerra 5 o/nt annunciato negli, ultimi giorni del dicembre ed emesso nel gennaio e febbraio scorsi a cura di un consorzio bancario, sotto la direzione dell'Illustre Direttore Generale della Banca d'Italia, Com-mendator Bonaldo Stringhe!'. Le sottoscrizioni a questo Prestito presso i nostri uffici -oltrepassarono i 430 milioni di lire — con oltre 89.000 sottoscrittori —- mentre il nostro Istituto si assunse a fermo, nel Consorzio, una quota d'i 24 milioni. Siamo lieti ed alteri di aver contribuito pure noi, con tutte le nostre forze, al conseguimento di un successo, di cui il Paese -può es-sere orgoglioso. Il nostro- bilancio, che an-ch-e negli anni, normali si era inis-pirato -sempre a criteri di grande prudenza, venne compilato in quest'anno di guerra, prendendo per base valutazioni particolarmente severe e preeauzionali. Nonostante le eccezionali, vicende dell'annata, i complessivi risultati della decorsa gestione, che abbiamo l'onore di presentarvi, po-ssono essere argomento di sincera soddisfazione. Pertanto ci corre l'obbligo di esprimere la nostra gratitudine all'Amministrazione Delegata, alla Direzione Centrale, alle Direzioni locali ed al Personale tutto, che in ogni circo-stanza, costantemente, hanno saputo dar prova di capacità e di zelo encomiabili. I profitti generali dell'esercizio ascesero . L. 22.628.822,30 deducendo per interessi passivi, tasse, spese generali, risconto, ecc. . . . » 16,814.658,10 risulta un utile netto di.....L. 5.814.165,20 ed aggiungendo il saldo utili 1914 in . . » 136.698,55 un utile disponibile di che vi proponiamo di ripartire nel seguente modo: al fondo di riserva . al Consiglio di Amministrazione (6 °/0 sopra Lire 4.814.165,20 art. 44 dello Statuto.) .... alle 150.000 azioni in ragione di L. 30, — per azione . saldo a nuovo L. 5.950.863,75 L. 1.000.000,- . » 288.849,90 . » 4.500.000,— . » 162.013,85 L. 5.950.863,75 Se approvate questa nostra proposta, vorrete prendere la seguente deliberazione: « L'Assemblea, udite le relazioni del Consiglio dì Amministrazione e dei Sindaci per l'esercizio 1915, le approva unitamente al Bilancio ed al Conto Profitti e Perdite, e determina in L. 30 per azioni il dividendo da distribuirsi alle.150.000 azioni costituenti il capitale sociale, riportando a nuovo L. 162 mila 13,85 ». Valendosi delle -facoltà concessegli dal-l'art. 23 dello Statuto e dall'ultima Assemblea degli Azionisti, il vostro Consiglio, d'accordo col Collegio Sindacale, chiamò a far parte deb'Amministrazione i Signori: Ing. Riccardo Bianchi, Giovanni Pedrotti,