L'ECONOMISTA 653 Seguono con percentuali inferiori all'I per cento dell'importazione totale la Serbia, la Grecia, la Svizzera, la Svezia, l'Isola di Samo, la Spagna, il Giappone, la Tunisia, il Montenegro. Gli « altri Paesi » partecipa (vino con* mil. 23.99 e gli « indeterminati » con mil. 0.77, assorbendo rispettivamente il 2.42 e 0.08 per cento* dell'importazione. Confrontando le import,azoni dei 1327 con quelle del 1326 si ha che aumentarono* di: mil. 32.25 quelle della Gran Bretagna » 27.85 quelle della Germania » 15.09 quelle della Persia, » 12.71 quelle degli -Stati Uniti d'America » 7.80 quelle* del Belgio » 5.35 quelle della Russia » 3.50 queilei della Romania » 1.78 quelle della Svizzera » 1.74 quelle dell'Isola di Samo. Segnarono degli aumenti inferiori ad un milione di lire* italiane le importazioni dalla Grecia (0.76), dall'India (0.62), dalla Spagna (0.60), dal Giappone (0.54), dalla Tunisia (0.51), dal Montenegro (0.26)) e dalla Francia (0.19). Diminuirono di: mil. 22.26 quelle dall'Italia » 17.92 quelle* daH'Austria-Uifgherin » 11.89 quelle dalla Bulgaria » 3.68 quelle dall'Egitto » 1.39 quelle dalla Serbia >» 0.36 quelle dall'Olanda. Nel biennio in esame nell'importazione dell'Impero conservano rispettivamente il primo* ed il secondo posto la Gran Bretagna e l'Austria-Ungheria, la Germania dal quarto passa ni terzo*, la Francia dai terzo al quarto, la Russia dal sesto al quinto e l'Italia dal quinto* al sesto, il Belgio dal nono* al settima, l'India conserva l'ottavo posto nelle due annate, la Persia dai quattordicesimo passa, al nono, la Bulgaria dal settimo al decimo, la Romania dal dodicesimo all'undicesimo, gli Stati Uniti d'America dal quindicesimo al dodicesimo, ecc. Se si considera che le merci italiane importate nell'Impero furono, a causa della guerra italo-turca, sottoposte al dazio di rappresaglia del 100 per cento « ad yalqrem » dal 29 settembre 1911 al 23 ottobre 1912. escluse quasi quindi per cinque mesi e mezzo dell'anno fiscale in esame dai mercati ottomani a causa dell'altissimo dazio, la diminuzione di milioni 26.22 nella nostra esportazione in Turchia non è rilevante ed è del resto apparente, perchè le merci italiane penetrarono nell'Impero durante lo stato di Guerra per via indiretta, dando in tal modo prova della loro grande capacità di concorrenza. Esportazioni. — Parteciparono principalmente all'esportazione del 1327 i seguenti Stati: Mil. di L.it. Percent. Austria-Ungheria .... 142.26 30.53 Gran Bretagna..........140.39 20.26 Francia.......104.45 15.07 Stati Uniti d'America . . . 68.38 9.87 Egitto.......52.61 7.59 Germania . •..........41.90 6.05 Russia................23.19 3.35 Italia .............16.80 2.42 , Bulgaria ......15.17 2.19 Belgio.......14.55 . 2.10 Romania......13.37 1.93 Olanda.......10.60 1.53 Grecia..............9.67 1.40 india.......7-45 1.07 Seguono con percentuali inferiori dall'I per cento della esportazione totale la Serbia, la Persia, la Spagna, l'Isola di Samo, la Tunisia, la Svizzera, il Montenegro, la Svezia ed il Giappone . Gli «altri Paesi» parteciparono con milioni 14.89 e gli « indeterminati » con milioni 6.54, assorbendo ispettivamente il 2.15 e 0.94 per cento dell'esportatone totale. Nel 1327, in confronto del 1326, le esportazioni del-1 Impero aumentarono di: mil. 66.62 nell'Austria-Ungheria* » 31.34 negli Stati Uniti d'America » 15.47 nella Gran Bretagna mil. 9.51 nell'Egitto » 8.86 nella Germania » 6.26 nella Francia » 3.18 negli Altri Paesi » 2.54 nell'Olanda » 2.47 nella Persia » 1.71 nella Russia » 1.70 nella Romania » 1.27 nella Grecia » 1.05 nell'Isola, di Samo. » 1.03 nel Belgio. Slegnarono un aumento inferiore ad un milione di lire italiane nella Tunisia (0.89), nella Spagna (0.56), nella Svizzera, (0.41). Diminuirono di: mil. 20.24 nell'Italia » 3.50 nella Serbia » 2.44 nella Bulgaria » 1.14 nel Montenegro » 0.07 nel Giappone. Nel biennio in esame nell'esportazione l'Austria-Ungheria dal terzo passa al primo posto, la Gran Bretagna dal primo al secondo, la Francia dal -secondo al terzo, gli Stati Uniti dal quinto al quarto, l'Egitto dal quarto al quinto, la Germania e la Russia conservano nelle due annate rispettivamente il sesto ad il settimo posto, l'Italia dal quinto passa all'ottavo, la Bulgaria dlall'ottavo al nono, il Belgio dal nono all'undicesimo, ecc. La forte diminuzione dell'esportazione dell'Impero nel Regno dipese dall'applicazione della tariffa differenziale ai prodotti ottomani, la quale fu messa in vigore con R. decreto del 26 novembre 1911 abrogato il 20 ottobre 1912. Movimento totale. — Nel movimento totale (importazioni ed esportazioni riunite) del 1327 come in quello del 1326 la Gran Bretagna, l'Austria-Ungheria, la Francia e la Germania tengono rispettivamente i primi quattro posti, gli Stati Uniti d'America il quinto mentre nel 1326 occupavano il nono posto, la Russia e l'Egitto continuano ad occupare il sesto ed il settimo rispettivamente, l'Italia l'ottavo mentre nel 1326 occupava il quinto. Seguono il Belgio, l'India, la Bulgaria, la Romania, ecc. Nel 1327 continuarono ad avere « bilancia favorevole» : la Gran Bretagna (78.42), la Germania (71.69) la Russia (43.71), l'Italia (37.26), l'India (36.02), la Persia (30.25), il Belgio (29.99), la Bulgaria (17), la Romania (13.66), l'Austria-Ungheria (8.19), l'Olanda • , f Serbia (5.51), la Svizzera (5.51), la Svezia (0p)' Giappone (1.05), Samo* (0.48) e la Spagna Ebb'ero « bilancia sfavorevole » : gli Stati Uniti di America (41.41), l'Egitto (30.68), la Francia (17.79) la Grecia (3.40), la Tunisia (0.16) ed il Montenegro ^O.Ub). Gli « altri Paesi » ebbero pure bilancia favorevole (9.10); cosicché la Turchia continuò ad essere economicamente tributaria di-tutti gli Stati meno i sei suindicati. Negli «indeterminati» l'esportazione superò là importazione di mil. 5.77. Una serie di tavole prospettano: la ripartizione per gruppi di prodotti; la ripartizione per gruppi di prodotti e Stati; la ripartizione per principali prodotti; la ripartizione per gli Stati e principali prodotti il commercio dell'Impero Ottomano con l'Italia; la ripartizione per gruppi di prodotti e porti principali e dire-zioni doganali la ripartizione globale per porti principali e direzioni doganali; la ripartizione per porti principali e direzioni doganali e prodotti; la ripartizione per regioni. I problemi del dopo guerra: per l'aumento della produzione Il problema economico che si affaccia « dopo guerra » è della massima importanza e deve essere con ogni cura studiato per rendersi conto dei pericoli che gravitano e per approntare i ripari efficaci. Tutte le altre nazioni se ne occupano già con intensità di propositi e con armonia d'intenti; in Italia si deve fare altrettanto. La Camera di commercio di Reggio Emilia, non seconda ad altre per patriottismo e per favore* di opere, si fa banditrice di un'azione che crede rispondente agli interessi del Paese, inte-