9 luglio 1916 - N. 2201 L'ECONOMISTA 7 mente suggestiva ai fini della valutazione politica dell'importanza del porto di Trieste, la seguente tabella: Movimento commerciate marittimo. . in milioni in % . di corone del totale Adriatico orientale...... 174.052 9.65 Inghilterra.........57.959 3.20 Levante, Grecia e Mar Nero . . 519.937 82.86 Italia........... 143.563 7.98 Estremo oriente....... 302.871 16.83 Stati Uniti......... 107.24 5.94 Egitto........... 248.635 13.81 Resto Africa........ 35.309 1.95 Brasile......... 100.053 5.56 Spagna.......... 8.417 0.16 Francia..........14.961 0.84 Germania......... 16.820 0.94 Altri Paesi.........71.891 jj.98 1.801 592 100.— Da questo prospetto balza chiaro e preciso il carattere preponderante italico-levantino (Levante, Grecia, Mar Nero, Egitto) del porto di Trieste: 47,85 per cento delle quantità e 60,30 per cento del valore complessivo de! commercio triestino. Appunto per questo, e per la speciale qualità delle merci che sono oggetto del traffico triestino, questo, quando Trieste sarà annessa al Regno, avrà una suprema importanza espansionistica per alcune fra le più vigorose industrie esportatrici italiane, come quelle dei tessuti, dei filati, e delle manifatture, come la metallurgia, come la fabbricazione degli zuccheri, come la siderurgia, come le confezioni, ecc. A servire uri così imponente complesso di traffici occorre una vasta, potente marina mercantile. Tanto più che la statistica ci dice che su 5.480.074 tonn. di movimento mercantile marittimo, la marina austro-ungarica, la quale è concentrata principalmente a Trieste, contribuisce con il 70 per cento. Questa marina aveva nel 1913 ben 356 piroscafi, con un totale di 459.090 tonn. di stazza e 1440 velieri con tonnellate 20.903. Le cifre del movimento mercantile marittimo ci danno un'altra conferma del carattere levantino-italico* del traffico triestino per via di mare: esse infatti portano in testa alla statistica le provenienze e le.destinazioni per Levante. Il grosso della marina austro-ungarica è di proprietà del « Llo vd »-e* dell'Austro-Americana ». Sorte tutte e due come espressione dell'iniziativa locale, esse, dopo lunghe vicende, dovettero sottostare in varia misura alla austriacizzazione imposta per ragioni politiche dal Governo di Vienna. Oggi, possono considerarsi due società capitalisticamente austriache. Perciò il problema dell'annessióne di Trieste si presenta importante, anche da questo lato. A meno del caso singolarmente fortunato, che la nostra armata riesca a far preda di guerra la flotta mercantile oggi rifugiata a Serbenico, a Scardami e nel canale della Mori acca, occorre fare in modo, annettendoci anche Fiume, che le società di navigazione, non potendo spostare la propria sede, non ci impediscano l'uso delle flotte di loro proprietà. -Se questo avverrà, se la flotta mercantile austro-ungarica potrà unirsi a quella italiana, noi potremo avere* una flotta che sarà superiore a quella delia Francia e della Norvegia, e sarà inferiore soltanto a quella inglese ed a quella tedesca. Sarà il primo passo verso un più ampio dominio del mare. Banco di Sicilia Rendiconto dell'esercizio 1915 (*) Corrispondenti. — Il movimento generale dei Conti coi Corrispondenti per reciproco incasso di effetti, Per pagamento di vaglia, di assegni bancari e di altri titoli pagabili a vista ascese nel U15 a ...........L. 672.221.225,30 e cioè di L. 337.705.074,35 per adde-• bitamenti e ili L. 334.516.i50,95 per accreditamenti; contro, nel 1914, . » 767.592.634,43 con una differenza in meno nello scorso esercizio di......» 95.371.404,13 (1) Continuazione, v. numero 2199. La quale è dovuta a un concorso di cause, come la sospensione della riscontrata nei rapporti con i Corrispondenti investiti della rappresentanza del Banco di Napoli, il minore risconto di istituti bancari, sia per il persistente alto livello del saggio dello sconto e sia per riduzione della loro attività cagionata dal prevalere delle transazioni a contanti. Non vi sono per altro estranee anche cause meramente accidentali. La eccedenza degli addebitamenti sugli accreditamenti si ripercuote nella rimanenza a fin d'anno che figura in situazione per la somma di ...........L. 10.561.732,67 contro, nel 1914,........» 7.372.809,27 con un aumento di......L. 3.188.923,40 La media delle rimanenze mensili, nel 1915, fu di L. 9.237.165,80 contro L. 4.127.606,24 nel 1914. Il numero dei Corrispondenti nel Regno aumentò durante il 1915 da 160 a 161. Le piazze bancabili della Sicilia salirono da 73 a 75; ipielle del continente discesero da 1850 a 1784. Il movimento dei conti con i Corrispondenti all'estero subì nel decorso esercizio una riduzione in confronto con l'anno precedente. Gli. addebitamenti ascesero a . . L. 35.080.868,23 e gli accreditamenti■ a.....» 35.679.962,02 raggiungendo insieme la somma di L. 70.760.837,25 contro, nel 1914,.......» 133.161.990,54 con un regresso di......L. 62.401.153,29 Il debito liquido dei Corrispondenti era a' 31 dicembre 1914 di........L. 3.125.473,49 che, in confronto con le corrispondenti ..........» 3.724.574,28 del 1914, segnano una diminuzione di.............L. 599.100,79 Gii utili sui conti correnti nei Regno e all'estero che liei 1914 ascesero a......L. 272.371,29 nel 1915 sommarono a ..... » 235,757.69 Circolazione. — La circolazione nel 1915 ha continuato a rispecchiare nelle entità delle sue cifre e nelle sue varie parti i nuovi e maggiori bisogni, cui, durante lo stato di guerra, le banche di emissione han dovuto far fronte. A render chiara immagine del suo andamento giova considerare .separatamente la circolazione in genere per conto del commercio da quella emessa per conto, della Stato. La circolazione complessiva per conto del commercio, costituita da tutto il montare dei biglietti emessi con garenzia di riserva metallica all'infuori di quella sola parte di essi che resta a debito dello Stato da L. 97.902.731,90, segnate , al principio dell'anno, venne gradatamente aumentando sino a lire 105.842.241,36, cifra massima dell'annata, raggiunta nella prima decade di marzo. A fine maggio apparve fortemente depressa a L. 79.105.320.09. Da maggio a dicembre si aggirò costantemente intorno a cifre inferiori a quelle dei mimi cinque mesi dell'anno e alle corrisoondenti del 1914. Segnò a fin d'anno lire 74.707.797,14. Non diverso andamento ebbe, all'incirca. il maggior contingente della circolazione predetta costituito dall'ordinaria circolazione per conto del commercio col 40 per cento di riserva. Raggiunse esso, infatti, le sue cifre più alte nei primi cinque mesi dell'anno, varcando in quel solo periodo il suo raddoppiato limite normale di 96 milioni, senza eccedere il primo marsine, nelle cinque consecutive deca'di dal 10 aprile al 20 maggio, alla auale ultima data segnò il massimo dell'annata in L. 100.164.541 48. Declinò, quindi, sensibilmente sino a L. 35.477.565.85. suo minimo importo nello scorso esercizio, toccato il 20 luglio. Fa d'uopo rammentare al riguardo che nei primi mesi dell'anno gravavano ancora sulla circolazione le conseguenze del regime di moratoria instaurato allo scoppio della guerra. Il montare complessivo della circolazione totale garentita da riserva metallica, in esso comprese: tutta la circolazione per conto del commercio e la parte della circolazione per conto dello Stato anche