30 luglio 1916 - N. 2204 L'ECONOMISTA 723 Credito ipotecario privato Debito ipotecario privato Rapporto REGIONI Numero delle iscrizioni Per cento al totale del Regno Ammontare in milioni Per cento al totale del Regno Ammontare medio in migliaia di lire Numero delle iscrizioni Per cento al totale del Regno Ammontare in milioni Per cento al totale del Régno Ammontare medio in migliaia di lire del credito al debito Nord...... Sud...... Sicilia ..... Sardegna .... 195.884 73. 549 150.402 63 801 5.971 40.0 15.0 30 7 13. 1 1.2 1 132.1 444.5 439.6 240.5 18.3 SO S 10 1 18 a 10.4 0.8 6.037 6.048 2.923 3 770 3.065 278. 235 161 689 258 608 87. 708 17. 086 34. 7 20. 1 32 2 10. 9 2. 1 1 801 5 895 6 712 0 338 9 28.5 48.5 23. 3 ' 18 5 8.9 0.8 1 6.694 5 639 2 753 3.864 1 665 63 5 49.6 61.7 71. 0 64.0 Regno . . . 489. 557 100 0 2 325 0 loo. o -4.749 803 326 100.0 3. 836.5 100. 0 4.790 60 6 N: B. Nelle tavole del Volume della Direzione generale delle tasse sugli affari, nella regione del centro, è compreso pure il Compartimento dell'Emilia. Per tener conto dei limiti di divisione geografica generalmente adottati e per rendere comparabili i dati con quelli di altre indagini, abbiamo, in questa e nelfe tavole successive, assegnati i dati per l'Emilia alla regione del Nord. 3. Se esaminiamo l'entità regionale, complessiva e media, del credito e del debito ipotecario privato, nel numero delle iscrizioni corrispondenti e nel valore rispettivo, troviamo, che, mentre il debito supera il credito, le proporzioni di tale superiorità sono generalmente equivalenti, sia nel numero che nel valore, cosicché la media di questo riesce dovunque assai poco diversa (salvo in Sardegna, dove è di circa la metà) in confronto a quella del predito. Ciò lascierebbe pensare, che, ammessa una quota di mortalità all'incirca uguale fra i creditori e i debitori ipotecari, le proporzioni delle quote successorie delle due categorie di valori devano pure corrispondersi. In realtà vedremo come invece generalmente si riscontrino notevoli diversità e dovremo ricercarne le ragioni. Risulta ancora dalla tavola, nella colonna dei rapporti del credito al debito, che, mentre dovunque quello è notevolmente inferiore a questo, il limite minimo è rappresentato dalla regione centrale, dove la proporzione è di circa il 50 %-, mentre, in generale, sono superiori i rapporti per il sud che per il nord, con massimo in Sicilia (71 %). Ciò è essenzialmente in relazione alla più scarsa azione, in quelle regioni, degli Istituti di credito fondiario, cosicché una parte maggiore del credito vi risulta di spettanza di privati. Ma più interessanti riescono i rapporti regionali del credito e del debito ipotecario privato al totale rispettivo pel Regno, dato che essi presentano delle manifestazioni caratteristiche quando si comparino fra loro. Invero, mentre dovunque il rapporto della parte attiva al totale è superiore a quello corrispondente alla parte passiva, avviene l'opposto solo per la regione centrale, che rappresenta per il credito il 19,1 %, per il debito invece il 23,3 %, cosicché per questo essa assorbe e compensa, da sola, tutte le differenze in meno offerte dalle altre regioni. Ciò corrisponde del resto alle notorie condizioni della proprietà immobiliare, specialmente urbana, di quella regione, in particolare della città di Roma, la quale, in seguito alla crisi edilizia, andò generalmente gravandosi di ipoteche in misura assai cospicua. 4. Esaminiamo ora se egualmente si dispongano, nella loro entità regionale in rispetto al totale del Regno, e nella loro frequenza relativa, i dati corrispondenti alla parte del credito e del debito ipotecario trasmessa per successione. REGIONI Credito ipotecario successorio in migliaia di lire % al totale del Regno Debito ipotecario successorio in migliaia di lire %> al totale del Regno Rapporto del credito al debito Nord - . . . Centro..... Sud ... Sicilia ..... Sardegna .... 50.128 14 822 19. 333 10 534 493 5 2.6 15.6 . 20 3 U.O 0.5 37-276 20. 088 11 106 4.136 602 50 8 27.4 15.2 5 6 r- 1 0 134.5 73. 8 174. 1 254.7 80.2 Regno . . . 95.310 100.0 73.207 1 000 130. 2 Per questa tavola disponiamo soltanto del valore, non del numero delle successioni alle quali il debito o il credito si riferisce, ma i dati di essa, comparati con quelli della precedente, relativa alla consistenza complessiva regionale di ciascuno dei due fenomeni, ci rivelano già nelle cifre assolute e in quelle corrispondenti ai rapporti fra le due categorie, delle differenze degne di nota. Invero, se il complesso dei debiti ipotecari superava, nel Regno e in ogni regione, quello dei crediti corrispondenti, l'opposto avviene, rispetto al Regno, per la parte successoria, con proporzioni di superiorità del credito sul debito del 30 %, mentre tale rapporto aumenta dal Nord al Sud, alla Sicilia, con rapida progressione, dimostrandosi invece inferiore da 1/4 a 1/5 il credito in confronto al debito per il Centro e per là Sardegna. A questa diversa disposizione nei rapporti regionali fra le due categorie, fa poi riscontro quella delle proporzioni regionali rispettive al totale del Regno. Ad esempio, per i dati corrispondenti alla consistenza complessiva del credito e del débito, la ripartizione territoriale non presentava, salvo la constatata- cospicua superiorità della parte passiva sull'attiva per il.Centro, differenze notevoli. Invece, per la quota successoria, se al Nord troviamo all'incirca la stessa disposizione, risulta di mol-to superiore il debito al credito per la regione centrale e per la Sardegna, inferiore di assai al Sud e in Sicilia. Ora, poiché, come sappiamo, i dati relativi alle successioni devono, per la parte riguardante le attività e passività che esaminiamo, ritenersi corrispondere alla realtà, essendo a considerarsi nulla o minima l'evasione, sembra doversi ammettere che le differenze constatate siano in relazione diretta allo svolgimento divèrso della mortalità regionale per i possessori di crediti o di debiti garantiti da ipoteca (1). In generale, essendo l'ammontare del debito complessivo superiore di oltre 1/3 a quello del credito corrispondente, occorre spiegare come sia invece di 1/3 inferiore la parte di debito trasmessa per successione in confronto a quella del credito. Muoiono dunque tanto più facilmente i creditori ipotecari che non i debitori? perchè quella inferiorità, già notevole pel Regno, si accentua così fortemente al Sud e in Sicilia? perchè invece il fenomeno opposto si verifica al Centro e in Sardegna, pur rimanendo, anche in tali regioni, il rapporto del debito al credito successorio, inferiore a quello corrispondente per la consistenza complessiva? Sono questi, evidentemente, problemi del massimo interesse, che implicano conoscenze e con- ti) Ciò, raturalmente, prescindendo dagli effetti del fenomeno delle donazioni immobiliari, le quali, essendo relativamente più numerose e rappresentando un maggior valore, al sud che al nord, possono pure comprendere, in parte maggiore, la trasmissione di enti gravati di passività ; ma non è a ritenersi che tale fenomeno tenda ad alterare di molto i risultati ricavati dalie trasmissioni successorie. <