736 L'ECONOMISTA tori di vapore e motóri, 43 per macelline diverse e : 44 per meccanica minuta. In Italia il numero maggiore di attestati fu concesso per invenzioni concernenti armi e materiali ! da guerra, caccia e pesca; seguono poi le categorie di carrozzerie e veicoli diversi, l'elettrotecnica, il mobilio e materiali per abitazióne, la navigazione e l'areonautica, i generatori di vapore e motori, le macchine diverse e organi di macchine, ecc. La questione del solfato ammonico in Russia. — La produzione del solfato ammonico nella Russia Meridionale, dove quest'industria è quasi totalmente concentrata, è andata aumentando in questi ultimi anni parallelamente allo svluppo dell'industria del coke nel bacino del Donetz. Nel 1911 hi produzione era . » 1912 ..... » 1913 ..... » 1914 ..... 491 tonnellate 4.013 » 13.808 » 17.176 » 7.370 tonnellate Nel 1915 questa produzione si calcola in un milione di pud e le riserve alla fine dell'anno in un milione e mezzo. Per l'anno corrente la produzione si prevede in due milioni di pud in modo che quest'anno la Russia avrà a sua disposizione circa tonnellate 57.330 di solfato ammonico (24.570 la riserva e 32.760 la produzione del 1916). Prima della guerra attuale quasi tutto quanto il solfato ammonico veniva esportato per l'estero e dati i suoi prezzi elevati esso non poteva essere adoperato come concime in Russia. Ora, con la guerra, l'esportazione è cessata, i prezzi sono diminuiti (fino a L. 29 il quintale) e quindi, vista anche la mancata. importazione del nitrato di sodio, si presenta la possibilità di consumare una pai-te notevole di solfato ammonico nell'agricoltura russa. Se i prezzi del solfato ammonico scenderanno a L. 19.5-24.5 al quintale, il consumo di questo concime sarà, secondo l'Istituto Agronomico di Mosca, pienamente assicurato in Russia anche nella coltivazione dei cereali. Discutendo la questione se la Russia può o no permettere l'esportazione del suo solfato ammonico per l'estero del momento attuale, il Kalinskij fa per il 1916 il seguente calcolo: per i bisogni dell'agricoltura sono necessarie 27.846 tomi., per quelli della industria 16.380 e per La riserva 4914, in tutto tonnellate 49.140; quindi la quantità (li solfato ammonico da esportarsi per l'estero sarebbe di circa 8190 tonnellate. I calcoli preventivi sul consumo del solfato ammonico in Russia si basa sul consumo del nitrato di sodio, che secondo i dati d'indole privata, ma però molto attendibile, si aggirava-intorno a 24.570 tonn. ed era cosi distribuito (prima della guerra): Polonia e Lituania (esclusa la provincia di Vilna) ...... 30 »/„ Regione Baltica (e provincia di Vilna..........25% 6.145 » Regione della cultura della barbabietola da zucchero di Kiev "30% 7.370 » Resto della Russia.......15% 3.685 » 100.0 24,570 Considerando importante il problema della massima utilizzazione del solfato ammonico nell'agricoltura russa, il Dipartimento di agricoltura si rivolse agli agricoltori, alle associazioni agrarie ed ai Zemstvo consigliando la più larga diffusione del concime. Un analogo manifesto fece anche l'Istituto Agronomico di Mosca insistendo sulla necessità degli acquisti collettivi del solfato ammonico dàlia parte dei Zemstvo e delle associazioni agrarie. Inoltre il Dipartimento di Agricoltura ha incaricato il prof. Volokitin, direttore della Scuola Chimico-Tecnica di Pietrogrado, di istituire le esperienze di controllo col metodo del prof. Muntz per la trasformazione del solfato ammonico in nitrato per mezzo della sua ni-trificazione nella torba. L'industria siderurgica in Germania. — I tedeschi producevano, prima della guerra, circa 5000 tonnellate di minerale di wolfram e 47.000 ionn. di minerale contenente del nichelio. Ma, essi dovevano importare 3315 tonn. di nichelio puro e 2975 di woi-fram puro. D'altra parte, tutta la loro industria siderurgica dipendeva, in grande proporzione, dalle loro importazioni di manganese, di cui sono entrate, nel 1913, 680.371 torni., provenienti principalmente dalla Russia e dalle Indie britanniche. Nel 1912, la importazione non era stata che di 523.000 tonnellate. Gli stocks di manganese essendo attualmente quasi esauriti, essendo rari il nichelio ed il wolfram, i tedeschi hanno da qualche tempo, cercato il mezzo di-fabbricare dell'aeralo da fasciame e dell'acciaio rapido senza wolfram nè nichelio, e di restringere altresì l'impiego del manganese. La scarsezza di fondenti è divenuta tale che hanno dovuto preoccuparsi di sostituirli con altri prodotti e sembra che gli alti forni Deutsch-Luxembourg e TTiillen-Geselischaft, sono pervenuti a produrre dell'acciaio Thomas, senza manganese, servendosi dei carburo di calcio. Un altro metodo di distillazione .senza manganese, scoperto quindici anni fa dalia Ilasper Stahlwerk, è stato messo in uso. Onesto metodo, che non si poteva utilizzare in tempo di pace a cagione del prezzo poco elevato del manganese, è stato migliorato al punto che le spese di produzione sono state ridotte di 2 a 3 marchi per tonnellata. Invece di 300 cliilogr. di manganese per tonnellata d'acciaio, bastano ora 2 chilogr. per ottenere lo stesso risultato. Questo metodo è stato messo a disposizione di tutte Te officine siderurgiche di Germania, per economizzare gli stocks di manganese. Come pure, l'industria si serve sempre meno di wolfram, per l'acciaio rapido e pei pezzi d'automobili, di aeroplani, ecc., si fanno attualmente con un acciaio in cui non entra più il nichelio. Le energie idrauliche dell'Umbria. — Sono abbondanti e possono alimentare molte industrie, specialmente se si utilizzano meglio gl'impianti idro-elettrici del Velino e della Nera, esistenti o da costruirsi quanto prima, seguendo, come si è fatto nelle altre regioni, i progressi della elettrotecnica. Nell'alto Nera si possono avere ancora 35 mila cavalli idraulici, dei qrwli 6 mila sono riservati alle ferrovie dello Stato e gli altri sono già richiesti da enti e da privati; nel basso Nera il comune di Roma, autorizzato per legge speciale, può trarre dai salti di questo fiume, nei tratti da Terni a Narni e da Nera Montoro alla confluenza del Tevere, più di 30 mila cavalli idraulici; nel Velino si debbono utilizzare ancora gli 8 metri cubi della Società Acciaierie e gli 8 metri cubi delie ferrovie- dello Stato: in complesso circa 30 mila cavalli idraulici. Il comune di Roma, che non sembra pago delle riserve di energie ottenute per legge su la Nera, ha testé stipulato un compromesso di acquisto delle importanti sorgenti Peschiera, alimentatrici del Velino, proponendosi di derivarne 10 metri cubi d'acqua, coMucendola con un lungo canale sino a Passo Co-rese ed utilizzando così un salto di circa 300 metri per sviluppare oltre 30 mila cavalli di energia: Questo progetto non sembra pratico perchè altera^il regime del Velino, richiede un lavoro costosissimo, turba i diritti acquisiti da terzi, ed infatti*ha già sollevato molte proteste giudiziarie. Ad ogni modo, certamente in breve, e con una spesa relativamente tenue. l'Umbria disporrà di oltre 100 mila cavalli e questa ricchezza di energie elettriche potrà essere aumentata, col ribasso del prezzo del Kw-ora, quando tutte le centrali idro-elettriche faranno parte della grande rete elettrica »nzinnale e quando sarà possibile di utilizzare le ncque di morbida dei fiumi. Energia abbondante e sempre più a buon mercato non manca invero nell'Umbria; ma bisognerà produrla gradualmente, quando se ne abbia bisogno e sempre" coi minimo impiego di capitale, che spesse va di pari passo con la facilità e rapidità di averla. Certamente la regione potrà servisi dell'energia elettrica, per imo sviluppo industriale. Però non basta averè la forza motrice, sia pure a buon mercato, per avere industrie redditizie: bisogna avvicinarsi al mare quanto più è>possibile per terra e per via fluviale; intensificare le comunicazioni ferroviarie, tramviarie, automobilistiche, telefoniche; formarci maestranze operaie; favorire chiunque impianta industrie nuove: costituire l'ambiente adatto al nascere, vivere e prosperare dell'industria. *