722 L'ECONOMISTA speciale titolo di Stato che è in vendita presso tutti gli uffici postali al prezzo di lire 18.60; là si è costituito un Comitato femminile di propaganda tra le donne per persuaderle ad una rigorosa economia nell'azienda domestica e più specialmente nelle spese di abiti e di abbigliamenti. L'Italia che ha dato finora spettacolo meraviglioso di ricchezza materiale, che ha fra le sue qualità quella di essere un popolo di risparmiatori, mostri di essere pronta, nell'ora suprema, al sacrifizio finanziario. Senta ciascuno da sè l'obbligo di imporsi qualche rinuncia per il bene della patria : non vi è alcuno che non abbia nel suo bilancio qualche spesa voluttuaria, di cui possa fare a meno, qualche consumo non indispensabile. Ordinariamente in materia di risparmio l'individuo è sempre propenso a credere che il suo sforzo personale sia sì poca cosa da non poter costituire che una quantità insignificante. Egli non sa invece che il suo sforzo, per quanto minimo, è un anello di una immensa catena di simili sforzi che, sommati assieme, costituiscono una unità formidabile. E poi il lieve sacrifizio, mediante il quale il cittadino concorre alla sottoscrizione di prestiti, si risolve in sostanza in un utile individuale : ma intanto si forniscono allo Stato i mezzi necessari ad affrettare l'ora della immancabile vittoria. Ammontare e quote successorie regionali del debito ipotecario italiano I. Generalmente il carattere socialmente benefico del debito ipotecario non è apprezzato come si conviene. Il sapere che un bene immobile è gravato d'ipoteca suscita spesso un senso di diffidenza verso il proprietario, come se la diminuzione di valore che l'ipoteca rappresenta dovesse sempre ascriversi a sua colpa, anziché, spesso, a suo merito. Invero essendo, per i proprietari d'immobili, il credito ipotecario una forma di smobilizzazione della loro proprietà, può avvenire, e il progresso della vita economica e civile tende a tale scopo, che, lungi dal risultare impoverito per l'ammontare della ipoteca, un proprietario si sia invece arricchito del reddito ricavato dall'impiego della somma ottenuta a credito, per la parte che superi gli interessi corrisposti al mutuante. Certamente non tutti i mutui sono contratti a scopo produttivo, né tutte le iscrizioni ipotecarie corrispondono a somma presa a mutuo; ora, è appunto la conoscenza di tali diversità di caratteri del debito, e, corrispondentemente, del credito ipotecario, secondo le regioni italiane, che può illuminarci relativamente alla concezione e all'uso più o meno sociàlmente utile, che del credito ipotecario si dimostra nel nostro paese. In relazione a tali distinzioni, il volume contenente la Statistica del debito ipotecario jruttijero italiano al 31 dicembre 1910, pubblicato nel 1915, consente un esame dell'argomento che riesce interessante e proficuo sotto diversi aspetti. Invero, anzitutto, essendosi in tale indagine perfezionata e allargata la classificazione delle ipoteche secondo vari elementi, ed essendosi messe in rilievo | speciale le operazioni compiute dagli Istituti di credito fondiario, ciò concede di rendere più profonda l'analisi del fenomeno che non potesse farsi relativamente al 1903, in base ai risultati della rilevazione precedente; mentre, inoltre, la comparazione delle notizie relative alle due epoche po- ! trebbe offrire interessanti ed utili conoscenze. Ma ! forse il maggiore vantaggio che a noi consente lo : 30 luglio 1916 - N. 2204 studio della nuova statistica è rappresentato dal fatto, che, essendosi recentemente pubblicato, da parte della Direzione Generale delle tasse sugli affari, una statistica dei valori successori mobiliari per il 1913-914, specificata per categorie, fra le quali quella dei crediti ipotecari, così come sono segnati nel passivo i valori dei debiti corrispondenti (1), la comparazione della consistenza, nazionale e regionale, sia del debito che del credito ipotecario privato, colla porzione trasmessa per successione, riesce ad integrare lo studio che dei valori successori si è andato compiendo da parte nostra o di altri autori, consentendoci conclusioni più chiare che prima non si potessero ricavare, circa la ripartizione regionale dei valori trasmessi, in relazione, eventualmente, al fenomeno dell'evasione. Inoltre, come vedremo, ne risulteranno, per qualche regione, delle circostanze caratteristiche, meritevoli di venire messe in luce e studiate. 2. In una nostra ricerca sulla ripartizione regionale della ricchezza mobiliare italiana (2), abbiamo perciò preferito, data l'importanza notevole dell'argomento, rimandare a una trattazione speciale l'esame dei valori del credito e del debito ipotecario apparenti nelle successioni. Tale esame acquista un interesse tanto maggiore, in quanto, dovendo ritenersi, colme ci afferma la Direzione delle tasse, e come apparirebbe ovvio, dati i caratteri ufficiali di tale ricchezza, risultanti da atti notarili, o da sentenze, ecc., impossibile o quasi il fenomeno dell'evasione nelle denun-cie successorie, le cifre dei valori trasmessi, di fronte a quelle della consistenza regionale, dovrebbero effettivamente corrispondere alla realtà, e mostrarci la diversa misura relativa onde essi cadono in successione. Certamente, poiché, come dispongono l'articolo 923 del codice civile e quello 83" della legge sulle tasse di registro, le successioni si aprono nel luogo di ultimo domicilio del defunto e le denun-cie si fanno all'ufficio del registro nel cui distretto la successione si è aperta, ne deriva che spesso il luogo di apertura delle successioni non corrisponda a quello in cui si trovano i beni trasmessi. Ciò farà, evidentemente, apparire più ricche le regioni dove siano domiciliati relativamente in maggior numero, proprietari di beni situati in altre regioni, e viceversa, in corrispondenza appunto al valore di tali beni. Ma. oltreché a questo inconveniente nei risultati si può, in parte, ovviare, estendendo l'analisi a larghe regioni geografiche, anziché a singole Provincie o compartimenti, è anche vero che ciò vàie più specialmente per ì beni immobiliari, o materiali, meno pei crediti, sia pure ipotecari, i quali, pur riguardando beni posti altrove, possono costituirsi su atti formulati nel luogo stesso di domicilio dei titolari. Altrettanto dicasi, analogamente, pei debiti, mentre in ogni caso la comparazione dei dati corrispondenti con quelli relativi al numero dei proprietari, alla entità della ricchezza immobiliare privata regionale, alla mortalità per categorie, ecc., potranno rendere, se non precisi, certamente più approssimati i risultati della ricerca. Passiamo dunque senz'altro all'analisi di alcuni' dati fondamentali della statistica indicata. (1) Vedi il Bollettino di Statistica e di Legislazione Comparata Anno XIV. fase. V. Roma 1915. \ (2) Di prossima pubblicazione nel Giornale degli Economisti.