8 L'ECONOMISTA 30 luglio 1916 - N. 2204 3 %, prestandoli a propria volta ad un tasso che varia fra il 3 1/2 ed il 5 Sino al 30 giugno 1914 la Commissione accordò alle Casse 1.150 prestiti per un valore di dollari 36.409,40 (1.847.047 lire), di cui quelli rimborsati furono 393 per un valore di dollari 94.434-,82 (472,174 lire). Durante lo stesso periodo le Casse concessero ai propri soci 1.570 mutui per un valore di doli. 478.089,87 (2.390.449,35 lire), di cui 632 per un valore di doli. 184.539,28 (922.651,40 lire) su garanzia personale, 623 per un valore di doli. 271.762,07 (1.058.810,35 lire) su garanzia reale e 315 per un valore di scudi 81.797,52 (408.987 lire) su ipoteca. Per quanto riguarda la durata dei mutui i termini più frequenti sono quelli di 3 e di 6 mesi e di 1 anno. I prestiti da 25 a 1.250 lire rappresentano il 65,30 del totale dei prestiti concessi; quelli da 1.250 a 5000 lire il 29,48 q/, e quelli da 5000 a 35.000 solamente il 5,22 %. Nella loro pratica attuazione le nonne del decreto-legge del 1911 ebbero ad incontrare talune difficoltà, dipendenti in parte dall'ambiente rurale ed in parte da alcuni difetti della stessa disposizione legislativa. Alio scopo di rimuovere queste ultime difficoltà, i pubblici poteri hanno emanato la logge 215 del 30 giugno 1914, legge che in sostanza non fa che riprodurre le disposizioni del decreto del 1911 con lievi modificazioni le quali le ampliano o le correggono secondo i casi. A questa nuova legge, dopo avere studiato l'attività della Commissione del Credito agricolo e delle Casse mutue, dedica un interessante articolo il Bollettino mensile delle Istituzioni Economiche e Sociali, pubblicato dall'Istituto Internazionale d'Agricoltura. La nuova legge, specificando le finalità diverse alle quali mirano o possono mirare le operazioni di credito agrario, aggiunge a quelle già specificate nel decreto-legge le seguenti : a) acquisto di Vaccini, sieri e di tutte quelle sostanze che sono necessarie per prevenire o combattere le malattie del bestiame; ;b) emancipazione dai foros cioè dalle enfiteusi gravanti sui terreni coltivati; c) pagamento di debiti ipotecari il cui interesse è superiore al 5 % e che non sorpassino i 5000 franchi; d) sconto di cambi (Warrants) emesse su prodotti agrari depositati nei magazzini generali. Per ciò che concerne l'organizzazione e il funzionamento delle Casse mutue di credito agrario, la legge nuova aggiunge ai due tipi di Casse, cioè Casse a garanzia limitata e illimitata, un terzo tipo: le Casse miste, nelle quali la garanzia solidale di certi membri è illimitata, mentre quella di altri membri è limitata. Una disposizione importante della nuova legge stabilisce che nessun membro possa far parte di più d'una Cassa di credito agrario a garanzia illimitata, sotto pena di essere sottoposto a processo giudiziario per frode. Ma le modificazioni più importanti introdotte dalla nuova legge consistono nell'avere esteso i benefici procurati dalla legge stessa alle proprietà gravate di certi oneri. Secondo il decreto del 1911 potevano formar parte del capitale solidale delie Casse o servir di garanzia per la concessione dei mutui le sole proprietà esenti da ipoteca o da oneri allodiali, ciò che in pratica costituiva un Grave j ostacolo giacché la maggior parte delle proprietà rurali si trovano gravate specialmente da oneri en-fiteutici. Allo scopo di alimentare quest'inconveniente che diminuiva Straordinariamente il credito delle Casse e dei suoi soci, la nuova legge si limita solo a prescrivere che le proprietà siano esenti da ipoteche. Il progetto della legge in questione, quando fu presentato alle Camere per esserne approvato, conteneva un altro capitolo intiero riguardante l'organizzazione delle pensioni operaie per la vecchiaia e l'invalidità, sulla base della mutualità. Questa parte fu soppressa nella discussione, perchè le Camere credettero che non si avessero ancora nel paese gli elementi di studio necessari per risolvere il problema in guisa soddisfacente, ma si è racco- | mandato insistentemente ai poteri pubblici di studiare attentamente la questione per poter risolverla il più presto possibile. Le ultime previsioni sui raccolti in corso Ora che il raccolto dei cereali è terminato nel complesso dei paesi mediterranei, ed è in corso o. comincia nelle regioni centrali ed occidentali d'Europa ed in America, i vari Siati hanno cominciato a comunicare all'Istituto Internazionale d'Agricoltura le previsioni sul rendimento delle culture, stabilito dai rispettivi servizi statistici. Il numero di luglio del Bollettino di statistica agraria e commerciale edito dall'Istituto, testé pubblicato, contiene a questo proposito delle notizie meno interessanti fra le quali riportiamo le seguenti che ci sembrano presentare maggiore importanza. Per ciò che riguarda il frumento, si può dire che le previsioni dei principali paesi produttori non sono in generale molto soddisfacenti. Gli Stati Uniti non prevedono di raccogliere, tanto per il frumento di autunno, che per quello di primavera, che 207 milioni di quintali; ciò che rappresenta soltanto il 75 per cento del raccolto del 1915. Tuttavia occorre notare che, non ostante ciò, queste previsioni sono ancora superiori del 10 per cento alla produzione media quinquennale 1909-913 perchè il raccolto dell'anno scorso fu eccezionalmente buono, come del resto fu anche quello del 1914. L'India, un altro paese grande produttore di frumento, accusa quest'anno soltanto 87 milioni di quintali, ossia il 15 per cento in meno del raccolto dell'anno scorso. In rapporto alla media quinquennale D raccolto di "quest'anno è inferiore del 10 per cento circa. In Europa, per contro, le previsioni sono migliori. L'Italia valuta il suo raccolto 52 milioni di quintali, ossia il 112 per cento di quello dell'anno scorso. Esso sarà anche un po' superiore alla media (104 per cento). Quanto alla Spagna, essa pure aspetto un raccolto migliore di quello dell'anno scorso; giacché le sue previsioni raggiungono 42 milioni di quintali e bisogna tener conto che i suoi raccolti non hanno raggiunto in media, dal 1909 al 1913 che la cifra di 35 milioni di quintali. La Tunisia 'ed il Giappone per contro annunciano scarsi raccolti se si confrontano con quelli dell'anno scorso, ma tuttavia superiori alia media quinquennale. In complesso, per i sette paesi che fin qui hanno folrmto die! dati, sa ha un totale di 396,100 migliaia di quintali, ossia 76,734 migiiia di quintali meno dell'anno scorso, e 19,314 migliaia di quintali di più che nella media 1909-913. Per la segala le previsioni degli Stati Uniti sono inferiori del 10 per cento circa quelli dell'anno scorso, ma superiori del 26 per cento di quelli della media quinquennale. Si può dunque dire che il raccolto sembra dovere essere piuttosto buono. In Ispagna e in Italia le previsioni sono favorevoli. Per questi paesi, più la Svizzera, le previsioni dànno un totale di 21,165 migliaia di quintali, ossia 411 migliaia di quintali più della media. Quanto all'orzo si aspetta un raccolto decisamente inferiore a quello dell'anno scorso, ma tuttavia superiore alla media. Per gii Stati Uniti, il Giappone, la Spagna, l'Italia, la Tunisia e la Svizzera il totale delle previsioni si stabilisce di 88,780 migliaia di quintali con una differenza in meno, rispetto al 1915, di 7836 migliaia di quintali ed un aumento di 7611 migliaia di quintali rispetto alla media. La stessa osservazione è da farsi per l'avena di cui il totale per gli Stati Uniti, la Spagna, l'Italia, la Tunisia e la Svizzera raggiunge 201,684,000 quintali, con una differenza in meno di 33,140,000 quintali rispetto al 1915, ed un aumentò di 26 665 000 quintali rispetto alla media. Gli Stati Uniti valutano la loro produzione di mais, che si sa rappresentare da sola quasi tre quarti del raccolto mondiale, 728 milioni di quintali, ossia il 6 per cento meno del 191 e il 6 per cento' più della media. Per ciò che concerne il riso, il lino, le patate, le barbabietole da zucchero, il tabacco, il cotone, gli