a »(lamento sostenuto sul mercato finanziario: è molto aumentata la massa dei buoni raccolti nei portafogli delle banche di emissione con i risultati altrove posti in evidenza ed è aumentata anche assai largamente la massa dei buoni raccolti nei portafogli delle banche ordinarie, per le quali questi titoli costituiscono un comodo investimento delle copiose disponibilità di cassa: attraverso il movimento di denaro facente capo alle banche, si palesa la stretta connessione fra incremento nel volume della circolazione di biglietti e incremento nella emissione dei buoni del Tesoro. — l’er rendere più agevole la rinnovazione dei buoni, nell’ottobre 1918 venne accordato un abbuono del ’ sul valore nominale dei buoni quinquennali emessi lungo tale mese, contro versamento di quelli pure quinquennali scadenti al principio di tnle mese: malgrado questi abbuoni e le anteriori concessioni. i ¡titoli del debito fluttuante hanno continuato ad essere per il Tesoro assai meno onerosi dei prestiti consolidati di guerra. Sola innovazione notevole nell’ordinamento del debito fluttuante interno è stata l’istituzione dei linoni del Tesoro quinquennali da 25 lire, fruttanti il 5 °’#, destinati essenzialmente ad assorbire fondi presso le classi meno abbienti, diffondendo presso di esse la nozione dei titoli di Stato, a somiglianza dei certificati di risparmio inglesi. Questi nostri linoni di piccolo taglio, da lungo tempo proposti, vennero congegnati in maniera opportuna con emissione continuativa e vendita presso svariati uffici di Stato e presso le banche, a prezzo netto dagli interessi decorsi a favore del compratore dal giorno dell’acquisto del buono al 1° aprile Ut 19. epoca della maturazione della prima cedola annuale, poiché al momento deU’emissione (1 aprile 1918) lo Stato anticipava l’ammontare di tale prima cedola (L. 1,25): la detrazione di interesse diminuiva di circa L. 0,01 per ogni tre giorni di poster gazioue dell’acquisto. Rispetto a questi piccoli titoli la propaganda non è stata estesa nè appropriata, cosi che è probabile non sia stato copioso il collocamento. Questi titoli, di piccolo e comodo formato, avrebbero potuto (se largamente diffusi e conosciuti) fungere da biglietti di banca, divenendo biglietti fruttiferi, analoghi a quelli emessi durante la guerra americana di secessione, costituendo, allora un periglioso mezzo di incremento della circolazione cartacea. Sono proseguiti, per le cifre indicate altrove, gli indebitnmenti verso. l’Inghilterra e verso gli Stati Uniti: la inedia mensile di questi indebitamenti è assai più alta nel 1918 che nei precedenti anni sin per le più vaste importazioni di merci di uso militare, industriale e annonario sia per la crescente entità degli interessi maturanti sui precedenti debiti: all’allargamento di questi debiti hanno contribuito gli accordi sul cambio, per la piccola dilatazione che lo importazioni bau potuto subire per effetto delle basse quotazioni artificiali, malgrado gli svariati vincoli al commercio di entrata. Questi enormi debiti hanno