— 485 -- è ideale da attuare (s'intende dallo Stato, cioè campa cavai... e prendi quel ch'io ho in pugno se sei buono ad aprirlo) e non naturale diritto da garantire. Ebbene se è così, prendiamolo in parola: il vero è che il Gentile non è stato liberale mai; ma tendente nella sua gioventù al socialismo e poi sempre più fossilizzato nell'imparaticcio tedesco, ha sempre cercato di imporre alle scuole la dottrina e ora ahimè anche la pratica più illiberale; prendiamolo in parola : se la libertà è da attuare, attuiamola, rivendichiamola. La libertà si esercita, si pratica. E la prima pratica della libertà è insegnarla. Noi non abbiamo nulla a temere dalla più ampia discussione e dalla luce, « non dobbiamo mai stancarci di opporre la verità all'errore che non si stanca mai di ^apparire » sostegno perpetuo della sopraffazione e della frode. Insegniamo a tutti la libertà, cos'è, quanto vale, tutto, non parte, fine non mezzo, feconda di tutti i beni che senza di essa o non si ottengono o anche goduti non giovano, poiché sono ingrasso, non spirito. Non contraddice al principio essere doveroso l'esercizio della libertà, l'insegnamento della libertà l'altro principio della necessità di un governo. Osserviamo e riconosciamo gli uni e gli altri una cosa: l'istinto infallibile della conservazione ci ha fatto invocare un governo forte, tutto patria, che frenasse, schiacciasse le forze disgregatrici e liberticide, che tenevano lo campo e non negavano neanche più, anzi talora ostentavano l'aiuto e il comando straniero. Onde quando tale governo apparve « Benigno a'suoi ed ai nemici crudo » fu accolto dal plauso quasi universale e dalla resa a discrezione degli impauriti avversari.....che avevano minacciato le mitragliatrici per poi correre alla cuccia come cani bastonati. Se la piglino in pazienza gli uni e gli altri, la verità non fa mai male ; gli è che eravamo arrivati a tal punto, che il popolo stanco di disordine, affamato di pane, di quiete e di lavoro, di sicurezza, e fra esso i migliori pure di dignità, era disposto a plaudire e seguire chiunque questi beni promettesse, e desse, vera o falsa, la sicurezza di procurare. Già per lo innanzi a tali miraggi e alle seguite delusioni si dovette il sorgere, il mantenersi fra biasimi e vergogne e finalmente il cadere dei governi tra l'armistizio e il 28 ottobre 1922. Il popolo non' vuole la soluzione idealmente ottima, ma quella