- 487 — — Oh no, mille volte no, ma non è detto che ci si torni: se uno desideri che si moderi un diluvio e un' inondazione, non gli direste: oh che sareste contento che tornasse la siccità che aveva bruciato i raccolti, disseccate le fonti, onde bestie e uomini morivano? Eppure nel seguir di quei fatti non entra coscienza e volere come qui. Entriamo un momento in noi stessi: ciò che alla fine ci ha fatto esecrare la viltà socialistofila e la socialista prepotenza così, che avremmo plaudito pure al diavolo che avesse fatto cessare tanta jattura e tanta sconcezza, è stato appunto che l'una permetteva e favoriva e l'altra con crescente audacia compieva i più intollerabili attentati ed oltraggi alla libertà. D'accordo con voi cbe tali attentati e oltraggi, scioperi imposti, prezzi d'impero, boicotaggi a chi non si piegava alle leghe, aqua et igni interdicere, come nel Bolognese avveniva, chiunque per acquistare, vendere, lavorare e raccogliere nel proprio campo non fosse munito del permesso scritto dei briganti, infine, premeditata sanzione, gli eccidi di Bologna e di Ferrara, dei quali gli autori principali impuniti da nessun Devecchi furono ancora buttati giù dalle scale di Montecitorio, d'accordo con voi che tanta orgia di viltà e di barbarie era anche la completa rovina economica della Nazione e il suo sfacimento politico, e doveano a ogni costo, con qualunque mezzo cessare, e qualunque disagio e mala contentezza devesi sopportare piuttosto che il loro ritorno 0 qualche imprudenza cbe lo favorisca. Ma appunto per questo non deve continuare mutato nomine e sotto nuova insegna. Uno sciopero imposto col fascio littorio, un patto forzato e un prezzo d'impero a nome di qualche irresponsabile direttorio, le elezioni amministrative per delegazione del potere centrale, il permanere o meno dei Consigli comunali, la libertà di voto e di opinione alia Camera e quella di stampa sottoposta alla sovranità del manganello sono offesa giacobina, rovina soviet-tista altrettanto e più che se avvenissero sotto i segni confessi dell'anarchia, del disordine e dell'accordo collo straniero nemico. Fosse anche vero, e non è proprio vero di tutti, che quelli, 1 quali oggi gridano all'offesa libertà e al conculcato Statuto, agiscano per secondi fini, non è proprio il modo migliore di confutarli il metterli di fatto dalla parte della ragione, calpestando sulle ossa dell'on. Misuri l'art. 51 dello Statuto e pubblicando come quello di un eroe il ritratto del teppista autore della prodezza.