— 79 -- industrie del mare, per la coraggiosa e fidente campagna che da tempo conduce nella sua Rivista « La Marina ». Il dazio sulle farine. — Un plauso altrettanto sincero dobbiamo dare al nuovo Ministro delle Finanze on. De Stefani, per il recente provvedimento, col quale egli ha riparato la « svista » (f) che il Ministero Giolitti-Facta aveva commessa, dimenticandosi, in un decreto del 9 giugno 1921, di prorogare la sospensione del dazio di lire-oro 11,50 per quintale sulle farine di frumento, nello stesso tempo che prorogava quella del dazio di lire-oro 7,50 per quintale sul frumento. Come occorrono circa Kg. 180 di frumento per ottenere dalla macinazione Kg. 100 di farina, è ovvio che una simile « dimenticanza > aveva per risultato di « proteggere » legalmente l'industria nazionale della macinazione, invece che col dazio antico di lire-oro 1,75 (differenza fra il dazio di lire-oro 7,50 su Kg. 130 di frumento e il dazio di lire-oro 11,50 per quintale di farina), col-l'intero dazio di lire-oro 11,50 per quintale di farina, pari, col cambio di 400, a lire-carta 46 per quintale. Dicono i mugnai a loro discolpa, a mezzo della loro Associazione, che essi non avevano chiesta una simile mostruosa protezione, e che, comunque, essi non se ne sono per nulla avvantaggiati, i prezzi delle farine in Italia non essendo determinati dalla concorrenza estera, ma da quella interna che è stata sempre ed è sufficiente per mantenere i prezzi del mercato italiano nei limiti del mercato internazionale libero da dazi. Non è qui il luogo per entrare in tale discussione. Ci sia però lecito di esprimere il nostro legittimo dubbio che veramente taluno abbia avuto interesse a far commettere la « svista » in questione, la quale, ad ogni modo, proverebbe (essendo avvenuta proprio lo stesso giorno in cui con altro decreto era resa esecutiva dal Governo la nuova tariffa doganale) quanto poco valore si debba dare alla pretesa accurata e scientifica preparazione dei dazi doganali in regime di protezionismo. Si può anche osservare che vi sono buoni motivi per ritenere che il piano di organizzare in forma di sindacato, tipo industria dello zucchero, l'industria dei grandi mulini in Italia è stato realmente vagheggiato con molto favore da elementi che ebbero autorevole parte nella burocrazia di guerra del Commissariato degli approvvigionamenti. Data una tale spiegazione, piuttosto che di una « svista », è il caso di parlare di « colpo non riuscito », perchè non è stato possibile, per la opposizione di troppi interessi contrastanti, di organizzare l'industria nazionale dei mulini in quelle condizioni di controllo e limitazione della produzione che sono necessarie allo scopo di rendere effettivi i margini legali del protezionismo doganale. Ora il Ministro De Stefani ha ridotto il dazio sulla farina di frumento a lire-oro 1,50 per quintale. Se è vero, però, che il dazio non funziona, non si vede perchè non si potrebbe e dovrebbe ridurlo a zero, come ha chiesto un mugnaio deputato, on. Agnesi, con un esempio che merita lode, e dovrebbe essere imitato da tutti i deputati per i dazi a favore delle industrie che essi esercitano. Il dazio sullo zucchero. — Un altro punto di merito deve essere dato al Ministro delle Finanze on. De Stefani, per avere proposto e fatto accettare dal Consiglio dei Ministri il provvedimento, con cui per la prossima campagna