Guadagnano di più le grandi, le medie o le piccole intraprese? Studio sui bilanci delle società italiane per azioni nel periodo 1927-1931 1. - Nei trattati di economia si accenna di sovente alla questione se la dimensione dell’impresa abbia una qualche influenza sull’entità del profitto conseguito, nelle diverse circostanze ambientali e di fase ciclica, dall’impresa stessa. La questione, in tali trattati, evidentemente, non può essere esaminata che da un punto di vista deduttivo (i). Si elencano in bell’ordine le ragioni che militano a favore di una maggiore redditibilità della grande impresa; poi, le ragioni a favore della piccola impresa, e, a seconda delle simpatie che l’autore ha per la grande o per la piccola impresa, si traggono conclusioni a favore di una più o meno grande dimensione « ottima » dell’impresa (z). Le illazioni, tanto in un caso quanto nell’altro, sono di frequente inoppugnabili, tenute presenti le premesse dalle quali gli autori sono partiti. Discordanze così marcate di opinioni, rispetto ad uno stesso problema economico, non possono essere sanate, allora, che con la prova dei fatti. Nel presente saggio ci proponiamo, appunto, di presentare alcune elaborazioni che ci sono sembrate particolarmente interessanti per un esame-non aprioristico della questione. (1) Si veda, per numerosi riferimenti a questo problema, il primo capitolo della parte prima del libro di F. Vito, I Sindacati industriali (Giuffirè, Milano, 1932, pag. 31). Anche: V. Porri, Principii di scienza economica (Giappichelli, Torino, 1932, pagg. 125 e 292). (2) Oltre alle numerose indicazioni bibliografiche del Vito si vedano particolarmente questi due libri recenti: P. Sargant Florence, The logie of industriai orgasùsation (Kegan, Trench, Trubner, Londra, 1933); A. Robinson, Strutture of competitive indsestry (Nisbet, Londra, 1931). Il Florence è partigiano delia grande impresa, mentre il Robinson, molto prudente nelle affermazioni, ritiene, giustamente, che la dimensione « ottima » delle imprese incontri un limite nei costi crescenti derivante dalla più difficoltosa coordinazione dei vari fattori produttivi nell'ambito delle imprese di dimensione massima. Del Robinson si veda anche: The problem of management and thè shy of firme (« The Economie Journal », giugno 1934, pag. 242). 68