RICERCHE 1_128_informaIres_35 13-11-2008 15:14 Pagina 94 Dal punto di vista occupazionale, si sono invece riscontrate un’apprezzabile diffusione di esperienze lavorative precedenti all’ingresso nel settore della formazione professionale (due lavoratori su tre), in oltre il 50% dei casi maturate in contesti aziendali, e una significativa anzianità di servizio nella FP, entrambi elementi che testimoniano di una forza lavoro che ha potuto arricchire on the job le competenze iniziali acquisite nel sistema dell’istruzione. Gli occupati nella FP piemontese sono per il 56% di genere femminile, per oltre il 96% di cittadinanza italiana, per lo più in possesso di titoli di studio medio-alti, di età media di poco superiore ai 40 anni Quanto al rapporto di lavoro, tra i dipendenti prevalgono, sia pure in misura inferiore a quanto accade a livello generale e anche all’interno del terziario, i contratti a tempo indeterminato; quello a progetto risulta invece il tipo di contratto più diffuso tra i collaboratori, tra i quali un peso notevole assumono anche i titolari di partita IVA. L’approfondimento relativo al profilo professionale, oltre a confermare quanto rilevato dall’analisi di aree e qualifiche, ha consentito di mettere in luce come nella FP piemontese coesistano funzioni “tradizionali”, per lo più esercitate in via esclusiva (direzione, servizi amministrativi e ausiliari, ecc.) o prevalente (docenza), e funzioni emergenti (progettazione, orientamento, tutoraggio, in parte coordinamento stesso, inserimento lavorativo), attualmente svolte in via complementare rispetto alla docenza e tuttavia verosimilmente destinate ad acquisire un maggiore rilevo, quando non un’autonomia in termini di corrispondenti figure professionali. Dall’analisi sono altresì emersi interessanti quanto prevedibili elementi di correlazione tra le funzioni esercitate e determinate caratteristiche anagrafiche e occupazionali. Così le 94 I N F O R M A I R E S , A N N O X I X , N . funzioni tradizionali si associano tendenzialmente con età più mature, titoli di studio inferiori e anzianità di servizio maggiori rispetto a quelle emergenti, per lo più appannaggio di soggetti giovani, in possesso di laurea e con una minore anzianità di servizio nella FP. Soffermandosi da ultimo sulla componente qualitativa della ricerca, quella esplorata attraverso la seconda e terza sezione del questionario di ente e successivamente sviluppata alla luce delle risultanze degli incontri sul campo con i referenti delle agenzie, essa ha permesso di suffragare alcune tendenze delineatesi con l’analisi delle funzioni svolte. Tra i dipendenti prevalgono, sia pure in misura inferiore a quanto accade a livello generale e anche all’interno del terziario, i contratti a tempo indeterminato Prendendo in considerazione i differenti modi con cui gli enti assicurano lo svolgimento delle attività oggi ritenute necessarie per produrre corsi di formazione professionale, sono emerse pratiche organizzative differenziate, che riflettono il diverso peso che la singola agenzia attribuisce alle varie funzioni professionali, a sua volta condizionato dalle caratteristiche, anagrafiche e occupazionali, delle risorse umane presenti in azienda. Queste ultime, d’altra parte, derivano dagli elementi di specializzazione di ciascun ente quali sono venuti sedimentandosi negli ultimi 2030 anni di storia, alla luce anche dell’evoluzione socioeconomica e normativa. La ricerca restituisce un’immagine in movimento dell’occupazione nella formazione professionale piemontese le cui principali caratteristiche starebbero effettivamente mutando in relazione alle sollecitazioni provenienti dal contesto in cui operano le agenzie. Gli insegnanti già presenti nel settore all’atto del trasferimento alle regioni delle competenze in materia di FP, peraltro provenienti spesso da altre esperienze maturate per lo più nel- 3 5 , N O V E M B R E 2 0 0 8