operative stesse delle imprese (una elevata correlazione tra bassi valori del valore aggiunto/fatturato ed elevati valori del circolante netto/attività totali è significativo di imprese che svolgono attività di tipo soprattutto commerciale). La presenza di un’elevata correlazione tra gli indicatóri riduce fortemente il loro contenuto informativo. Ciò significa che può essere sufficiente un limitato numero di indicatori per ottenere la stessa quantità di informazioni di consistenti insieme di coefficienti; naturalmente questo fatto fa acquistare importanza al momento della scelta dei pochi indicatori significativi, che va effettuata con grande attenzione per eliminare le ridondanze. La correlazione tra gli indicatori pone infine ulteriori problemi quando i coefficienti sono impiegati in modelli o in stime econometriche: un altro grado di collinearità tra le variabili indi-pendenti tende infatti a rendere più imprecise le stime, c) la correlazione seriale Un altro aspetto riguarda la correlazione seriale degli indicatori. Si è trovato in ricerche empiriche che la maggior parte degli indicatori più comuni tende ad avere comportamenti correlati nel tempo: la direzione del loro andamento tende a permanere nel tempo. L’analisi su questo punto non solo permette di individuare gli indicatori più volatili, ma può fornire utili indicazioni per le ricerche sul comportamento statistico delle serie storiche dei dati contabili e diventa di fondamentale utilità quando gli indicatori si debbano impiegare in modelli previsivi. Si consideri tra l’altro che qualora obiettivi aziendali fossero espressi in termini di indicatori sarebbe opportuno che questi fossero scelti tra quelli dotati di maggiore stabilità nel tempo. In conclusione si può pertanto dire che, se è vero che Futilità dei dati contabili dipende dalla loro capacità di convogliare informazioni rilevanti agli operatori della economia, è maggiormente vero che gli strumenti di analisi dei dati contabili si giustificano solo nella misura in cui permettano una sintesi efficiente del contenuto dei bilanci. In quest’ottica quindi nel prossimo capitolo viene esaminata la distribuzione di un insieme di indicatori le cui modalità di calcolo sono riportate nell’appendice; accanto alla distribuzione statistica sono esaminati altri elementi descrittivi del loro comportamento (asimmetria e curtosi) nonché il grado di approssimazione alla distribuzione normale, 44