Idei libri del mese| SETTEMBRE 1998 m wveie N. 8, PAG. 4 Un nome, una storia, il sentimento di un'assenza Modiano si confronta con le poche tracce rimaste della vita di una giovane ebrea parigina deportata ad Auschwitz GIOVANNI CARPINELLI Patrick Modiano Dora Bruder ed. orig. 1997, trad. dal francese di Francesco Bruno pp. 136, Lit 20.000 Guanda, Parma 1998 Un nome rintracciabile su alcuni registri o in un elenco di deportati, qual- che fotografia, un annuncio su un quotidiano, poche parole nel ri- cordo di una cugina: è tutto ciò che di Dora Bruder sembra sia rima- sto. Tutto ciò che uno storico nor- malmente si sarebbe sentito di uti- lizzare. Come personaggio Dora Bruder quasi non esiste. Sappiamo molto poco di lei, della sua vicen- da, che con la guerra è presa nel vortice della persecuzione antise- mita e può quindi apparire simile a quella di tante altre vittime, ma racchiude una sua singolarità irri- petibile. Dora Bruder era nata a Parigi nel 1926 da genitori ebrei originari dell'Europa centrale, viennese il padre, di Budapest la madre: non sappiamo come ha vis- suto la sua infanzia, dove è andata a scuola da piccola, chi erano le sue amiche, quali fossero i suoi pensieri, i suoi affetti. La trappola mortale comincia a stringersi intorno a lei nel 1940; il 9 maggio di quell'anno entra in un collegio tenuto da suore; il giorno dopo, come è noto, la Germania nazista dà inizio alle operazioni militari contro il Belgio, l'Olanda e la Francia... Nel dicembre 1941, la ragazza quindicenne approfitta di un'uscita domenicale per darsi alla fuga; alla sera non torna dalle suo- re. Qualche tempo dopo, i genitori si rivolgono alla polizia per tentare di ritrovarla; un giornale pubblica un annuncio con la richiesta di no- tizie. Nel marzo 1942, Ernest Bru- der, suo padre, è arrestato e inter- nato nel campo di Drancy. In apri- le, Dora torna ad abitare con la madre. Deve essere scappata di nuovo, perché a giugno viene fer- mata dalla polizia. Rivede la ma- dre, ma non è detto che le sia stata riconsegnata, come appare invece da un documento. Forse Dora non ha neppure avuto la possibilità di tornare a casa; due giorni dopo è spedita al campo delle Tourelles; trasferita a Drancy in agosto, ritro- va il padre e, un mese dopo, fa par- te con lui di uno stesso convoglio per Auschwitz. Un nome, dei dati anagrafici, un vago profilo: in tal modo sono identificabili molte tra le vittime delle tragedie che hanno segnato il nostro secolo, dallo sterminio de- gli ebrei alla pratica del terrore nei paesi comunisti. A volte, i dati anagrafici con l'aggiunta di alcuni elementi sia pure scarsi sembrano dare corpo a una presenza viva: si dere il passo al romanziere: deve dire ciò che è stato, non può dare l'illusione del quadro definito quando dispone solo di pochi ele- menti. Patrick Modiano è un romanzie- re. Nelle sue opere, non punta in genere a una ricostruzione fedele dei fatti ai quali sembra riferirsi. mento documentario e per questo si apparenta a un resoconto stori- co: riguarda la vicenda di Dora Bruder. Sappiamo che Modiano ama partire nelle sue fantasticherie romanzesche da elementi solidi, forti, di documentazione oggetti- va. La storia di Dora Bruder, i dati anagrafici, le annotazioni nei regi- I libri di Modiano Romanzi La Place de l'étoile, Gallimard, 1968. La Ronde de nuit, Gallimard, 1969. Les Boulevards de ceinture, Gallimard, 1972; ultimo volume della trilogia sull'occu- pazione. Villa triste, Gallimard, 1975; sui primi anni sessanta. Livretdefamille, Gallimard, 1977; con forti elementi autobiografici. Rue des boutiques obscures, Gallimard, 1978; su un caso di amnesia negli anni della seconda guerra mondiale. Une jeunesse, Gallimard, 1981. De si braves gargons, Gallimard, 1982. Quartierperdu, Gallimard, 1984; quasi un poliziesco. Dimanches d'aoùt, Gallimard, 1986. Remise de peine, Seuil, 1988; incentrato sul ricordo del fratello Rudy. Vestiaire de l'enfance, Gallimard, 1989; ambientato a Tangeri. Voyage de noces, Gallimard, 1990; ed. it. Frassinelli, 1991. Fleurs de mine, Seuil, 1991; ambientato tra gli anni trenta e gli anni sessanta. Un cirquepasse, Gallimard, 1992; tra poliziesco e autobiografia. Chien de printemps, Seuil, 1993. Duplus loin de l'oubli, Gallimard, 1996; rievocazione degli anni sessanta. Racconti per ragazzi Une aventure de Choura, Gallimard, 1986. Une fiancò e pour Choura, Gallimard, 1987. Catherine Certitude, in collaborazione con Jean-Jacques Sempé, Gallimard, 1990; ed. it. Petrini, 1996. Intervista EmmanuelBerl. Interrogatorie, Gallimard, 1976. Libri illustrati Memory Lane, in collaborazione con Pierre Le-Tan, P.O.L. Hachette, 1981. Poupée blonde, in collaborazione con Pierre Le-Tan, P.O.L. Hachette, 1983. Paris tendresse, in collaborazione con Brassa'f, Edition Hoébeke, 1990. Sceneggiatura LacomheLucien, Gallimard, 1973; perii film di Louis Malie. intravede un destino individuale, si indovinano propensioni o sim- patie, si notano le scelte compiute dal soggetto, che si stacca così dal- la folla innumerevole dei perso- naggi generici e delle comparse. Di fronte a casi del genere, lo sto- rico si blocca, pensa di dover ce- Flacio Illirico COMPRENDERE LE SCRITTURE SCRITTI ERMENEUTICI A cura di Umberto Neri L. Geldsetzer: «un classico teologico dell'ermeneutica». O.K. Olson: «Il fondatore della disciplina moderna dell'ermeneutica». M. Ferrari: «la figura più rilevante per lo sviluppo dell'ermeneutica nel periodo della Riforma». «Epifania della Parola - sez. Testi ermeneutici» pp. 80 - L. 18.000 VIA N0SADELLA 6 40123 - BOLOGNA rnn EDIZIONI DEH0NIANE BOLOGNA TEL. 051/306811 FAX 051/341706 Gli episodi e i personaggi immagi- nari abbondano; gli elementi veri- ficabili, i dati corretti non hanno un ruolo determinante. Per Dora Bruder, Modiano si pone a quanto pare su un terreno diverso. I perso- naggi principali della storia sono realmente esistiti; in parte il ro- manzo racconta proprio la storia dell'indagine compiuta dall'auto- re... La parte dell'invenzione Ube- ra, se esiste, è assai ridotta. Non sappiamo se Patrick Modiano da giovane ha davvero rubato del ve- stiario e delle scarpe per rivenderli a un rigattiere, come racconta a un certo punto. Se anche in Dora Bru- der la tendenza all'autobiografia romanzata, AL autofiction, come è stata definita, si manifestasse, non vi sarebbe nulla di strano. Il libro non si presenta come un'opera di carattere storiografico. Ha il carat- tere di una narrazione che intrec- cia tre linee di svolgimento. La pri- ma, quella centrale, ha un fonda- stri scolastici o nelle carte di poli- zia, le foto, la testimonianza della cugina corrispondono al riferi- mento oggettivo che nelle opere di Modiano funge spesso da base di partenza: qui il peso dei fatti verifi- cabili è anche maggiore; più che una base di partenza, la storia della giovane ebrea è il motivo centrale della narrazione. Per altri aspetti, Dora Bruder è un romanzo e, pur restando tale, non tradisce nell'insieme la verità storica, ma sa conferirle dimensio- ni nuove in termini di risonanza emotiva. Vediamo perciò quali so- no le altre due linee che il racconto segue. Una seconda linea è rappresen- tata dai frequenti richiami all'espe- rienza personale dell'autore. Mo- diano è nato nel 1945, sa bene di essere vissuto in tempi molto più tranquilli e normali. Racconta spesso episodi della sua vita che si prestano al confronto. Cerca di ri- trovare il carattere dei luoghi che Dora Bruder o suo padre hanno conosciuto. Ricorda di essere stato in quei luoghi o riferisce di averli visitati. Parigi in particolare diven- . ta una città che reca il segno di un'assenza. Il romanziere esagera? Non proprio: raggiunge l'effetto di far sentire che la persecuzione de- gli ebrei è entrata nella vita di uo- mini come lui, come noi; si è sno- data nelle strade che noi continuia- mo a percorrere, in luoghi che si sono caricati per noi di altre me- morie ben più familiari e rassicu- ranti. La vicenda di Dora Bruder è sottratta all'eccezionalità assoluta che essa sembrerebbe comportare per via dell'appartenenza al domi- nio sacro del genocidio. La terza linea di svolgimento narrativo è data dalla evocazione del contesto. Qui riscontriamo nel romanziere una abitudine tipica degli storici. Modiano conosce be- ne il periodo dell'occupazione te- desca in Francia. Si è distinto in passato per posizioni che insisteva- no sull'ambiguità dei rapporti umani in quel tempo. Non è porta- to a contrapporre eroi positivi a fi- gure diaboliche. Ancora una volta nel libro assume posizioni per lui nuove. Esalta Dora Bruder come una resistente: "A sedici anni, lei aveva tutti contro, senza sapere perché. Altri ribelli; nella Parigi di quegli anni, e nella stessa solitudi- ne di Dora Bruder, lanciavano bombe sui tedeschi, sui loro con- vogli e i luoghi di riunione. Aveva- no la sua stessa età. I volti di alcuni di loro figurano sull'Afriche rouge e, nella mia mente, non posso fare a meno di associarli a Dora". Straordinario omaggio: quel mani- festo affisso sui muri di Parigi ri- produceva le foto segnaletiche di resistenti ebrei o stranieri fucilati dai tedeschi come banditi. L'evo- cazione del clima e del contesto permette a Modiano di riempire molti vuoti: il profilo esile della vi- cenda singolare che emerge dai documenti si trasforma così in una traccia che suggerisce una serie di notazioni giuste e pertinenti, che dà luogo a parallelismi, che fa na- scere il desiderio di ricordare altri casi, altre vittime travolte nelle stesse circostanze o in altri mo- menti da un analogo destino. Nella letteratura sull'esperienza dei campi, esiste un personaggio commovente che non ha neppure un nome certo. Veniva chiamato Hurbinek dagli altri prigionieri: "Era un nulla, un figlio della morte, un figlio di Auschwitz". Compare nella Tregua di Primo Levi: "Nulla resta di lui: egli testimonia attraver- so queste mie parole". Dora Bru- der si è insinuata nella mente di Modiano per la sola forza del suo nome, che figurava nella lista dei prigionieri partiti per Auschwitz con un convoglio e tornava in un ri- taglio di giornale. Ora quel nome è associato a una storia. Un'impron- ta ora resta di lei, il sentimento di un'assenza, la traccia di un sorriso perché no, come nell'ultima foto- grafia che le è stata scattata: un sor- riso che dava al volto "un'espres- sione di mesta dolcezza e di sfida": e un mistero che Modiano ha sapu- to avvertire.