ÉBUKb HRI p^ Dip OYI1IN JJ^ iV> N.5 IX IBUKIi 3Ì7 HRT piP Dip OYflEN Jwj^ Dossier n. 7 □ Z w c >■« e s n ¥ M Sé 3 •ffi z w K ? e P- Una cosa mostruosa e potente e immensa di Edoardo Nesi V ¥ Infinite Jest è un libro che nell'edizione americana si compone di più di mille pagine, delle quali 981 di testo e 96 di note. È un romanzo molto bello e molto celebrato in America e in Inghilterra, scritto da un giovane prodigio della letteratura americana, quel David Foster Wallace già tradotto in Italia da Einaudi e da minimum fax. Pur potendomi appoggiare a una prima traduzione di Annalisa Villoresi e Grazia Giua, tradurre in italiano Infinite Jest mi è costato l'inverno e la primavera e l'estate 2000, e per varie ragioni: l'estrema complessità della trama che si supera e si ripiega e si rincorre continuamente; le dozzine di vividissimi personaggi e le loro complesse interazioni; la lingua ricchissima dell'autore, le lunghe dissertazioni tennistiche e farmacologiche e chimiche e cinematografiche con uso continuo di termini specialistici; la frequente coniazione di nuove parole in americano; l'uso di prefissi greci legati a oscuri termini medici; la decisione di non aggiungere note di traduzione non assolutamente necessarie per via delle moltissime pagine di note al testo già scritte dall'autore; la presenza nel romanzo di numerosissimi refusi d'autore poiché ben pochi dei personaggi sanno parlare o persino pensare in un inglese corretto. E poi David Foster Wallace che intervistato dal "Corriere della sera" in luglio dice di non fidarsi dei traduttori in generale e in particolare di ritenere Infinite Jest intraducibile; mio figlio Ettore di cinque anni che mi chiede dieci volte al giorno quando smetto di traducere perché il bagno in mare lo vuole giustamente fare con il suo babbo; vari problemi di computer; il mio improvviso rendermi conto che, anche se qualcuno leggerà tutto il libro, moltissimi lettori e recensori non lo faranno e sarò fatalmente giudicato da una parte di ciò che tradurrò e non dal totale; che Infinite Jest nell'edizione italiana è lungo 1440 pagine per una ragione ben precisa, oltre alla scelta dell'editore di usare un carattere più grande e alla superiore intrinseca lunghezza dell'italiano rispetto all'americano, e cioè che tutte quelle pagine sono necessarie a esprimere l'intenzione dell'autore e dunque il libro va letto tutto, che la sua lunghezza e omnicomprensività è una lezione in sé, che la letteratura può ancora essere una cosa mostruosa e potente e immensa, che anche se non si regala a un'altra persona un anno di vita se non la si ama, e io di certo non amo David Foster Wallace, non ho mai dovuto tanto a un libro quanto devo a Infinite Jest. □ e ^ a M Z e ? 5* s R