N. 12 19 Musica Rompere gli argini dei conservatori di Gianmario Borio Cari Dahlhaus "IN ALTRI TERMINI" Saggi sulla musica a cura di Alberto Passone, prefaz. di Hermann Danuser, pp. 552, €28,70, Ricordi - Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Milano-Roma 2009 1 fatto che la musicologia sia una scienza composita, il cui esercizio implica l'interazione di una pluralità di competenze e metodologie (storiografia, estetica, filologia, sociologia, analisi strutturale ecc.) emerge con indubbia chiarezza nella monumentale opera di Cari Dahlhaus, disponibile negli un- dici volumi delle Gesammelte Schriften, pubblicati presso l'e- ditore Laaber tra il 2000 e il 2005 a cura di Hermann Danu- ser in collaborazione con Hans- Joachim Hinrichsen e Tobias Plebuch. In italiano erano già apparse le traduzioni di alcuni dei più importanti libri del mu- sicologo tedesco (si ricordi in particolare Fondamenti di sto- riografia musicale e La musica dell'Ottocento) e di altri saggi. "In altri termini" rappresenta una cernita di articoli scritti per diverse occasioni, che vengono raggruppati dal curatore, Al- berto Fassone, in tre ambiti: Metodologia storica, storia delle idee e della composizione-, Este- tica, fondamenti della musica e Teoria della musica. Ovviamen- te il vasto complesso di interes- si a cui si rivolse l'attività di Dahlhaus non è rappresentabile in un libro di dimensioni usuali; questa raccolta permette co- munque al lettore di gettare al- meno uno sguardo sui suoi campi operativi e sui suoi pro- cedimenti concettuali. Dahlhaus (1928-1989) è una delle figure che hanno determi- nato in maniera profonda il pro- filo e il livello qualitativo delle scienze musicali nella seconda metà del XX secolo. Da un lato, il suo lavoro si riallaccia alla tra- dizione della musicologia tede- sca, bruscamente interrotta con la presa di potere dei nazisti; una tradizione che può essere evoca- ta con i nomi, più volte citati da Dahlhaus, di Adolf Bernhard Marx, Hugo Riemann, Guido Adler, August Halm, Curt Sachs e Hans Mersmann. Il suo obiet- tivo ideale può essere definito sinteticamente come la coesi- stenza, se non fusione, della pro- spettiva storica e di quella siste- matica: per offrire un'immagine esaustiva di un certo periodo, un compositore o una corrente stili- stica, la ricerca storica non deve esaurirsi nella collazione delle fonti, ma ha bisogno di essere in- tegrata da considerazioni sui fondamenti della musica, sul pensiero scientifico e filosofico, sulle istituzioni culturali, sulla sfera pubblica e sul contesto so- ciale. Questa premessa sta alla radice dell'impostazione degli studi musicologici dell'Europa continentale e ha prevenuto la netta distinzione, vigente ancora oggi negli Stati Uniti a dispetto delle numerose critiche, tra due figure professionali: lo storico e il teorico della musica. Dall'altro lato, il metodo di Dahlhaus e le questioni che egli tratta pongo- no le basi per una musicologia critica di respiro mondiale, che nei due decenni successivi alla sua scomparsa ha preso contorni sempre più netti. uesta nuova concezione della disciplina rompe de- finitivamente gli argini che la tenevano relegata alla sfera dei conservatori e delle accademie; i suoi risultati si configurano come interventi nell'agire co- municativo del presente, nel quale la musica è coinvolta a di- versi livelli; la molteplicità della creazione musicale e della sua fruizione determinano un ap- proccio interdisciplinare, che in Dahlhaus non si configura co- me un ecletticismo lunatico, bensì come risultante di un or- dinamento delle prospettive possibili in conformità all'og- getto e ai luoghi di intervento. La gran parte dei saggi propo- sti in questa raccolta si può leg- gere come una meditazione sul sistema di produzione e ricezio- ne della musica che si è imposto con le rivoluzioni borghesi e nel corso del XX secolo è stato tra- scinato in una crisi sempre più rovinosa. Tale sistema ha un preciso correlato sui piani della tecnica compositiva (la tona- lità), dell'apparato estetico (l'o- pera d'arte) e della coscienza storica (la tradizione dei testi musicali e del sapere tecnico). Lo sguardo che Dahlhaus vi ri- volge ha un duplice carattere: da un lato manife- sta un elemento di posteriorità, ovve- ro l'autore coglie i fenomeni salienti nel momento del collasso, forse per- ché proprio lì rive- lano la loro sostan- za più profonda; dall'altro lato le sue argomentazio- ni sono percorse da una difesa ap- passionata della cultura musicale dell'Occidente, al di là della quale egli non scorge al- cuna alternativa accettabile. Per questa duplicità può essere consi- derato emblemati- co il saggio Perora- zione per una cate- goria romantica, che Dahlhaus pub- blicò nel 1969 co- me prima di una serie di prese di posizione nei con- fronti di una situa- zione politica e culturale carat- terizzata da fermenti e inquietu- dini. La categoria in questione è l'opera d'arte musicale; con questa locuzione si intende il prodotto di una libera soggetti- vità che non ha altro fine se non la contemplazione estetica e si concretizza in un testo, il quale a sua volta entra in un circuito di trasmissione culturale nel du- plice canale della stampa e della prassi esecutiva. La crisi di que- sta categoria viene interpretata da Dahlhaus come il riflesso di un mutamento su grande scala che ha precisi risvolti nella pra- tica compositiva; il primato del metodo o del fare musica nei confronti dell'oggetto prodotto, la ridotta normatività della nota- zione, la discontinuità del pro- cesso temporale (che nega l'idea di sviluppo), le forme momenta- nee, le tecniche aleatorie e la li- bera improvvisazione* sono se- gnali di un distanziamento dai fondamenti di ciò che fino ad al- lora nel campo musicale era considerato arte. La "perorazio- ne" non si costituisce però come tentativo di restaurare tali fon- damenti; piuttosto, con la di- chiarata intenzione di interveni- re in un dibattito fino ad allora quasi esclusivamente condotto dai compositori, Dahlhaus la concepisce come indagine sul processo storico che ha determi- nato l'imporsi del concetto di opera nella cultura musicale, terminus ante quem di ogni con- troversia attuale. elio stesso quadro di rifles- sione sul sistema socio-lin- guistico rappresentato dalla to- nalità si collocano Decadimento della tradizione nei secoli XIX e XX (1973), Epoche e coscienza epocale nella storia della musica (1987), Storia del testo e storia della ricezione (1991), Musica come testo (1979), Sulla struttu- ra del concetto di musica (1987), Tonalità: struttura o processo (1988). In questi lavori si palesa con chiarezza l'orizzonte filoso- fico sullo sfondo del quale Dahlhaus costruisce le proprie argomentazioni. A formarlo concorsero influssi di diversa natura: le riflessioni sul metodo scientifico (Popper, Feyera- bend), la discussione su evento e struttura nella storia (Blu- menberg, Koselleck), il rappor- to tra ermeneutica e critica del- l'ideologia (Gadamer, Haber- mas), le filosofie dell'arte con implicazioni so- ciali scaturite in seno alla Scuola di Francoforte (A- dorno, Benjamin, Bloch), l'estetica della ricezione (Jauss, Iser) e gli scritti teorici di Schònberg. Pur- troppo, nel suo saggio introdutti- vo, Fassone non approfondisce in modo soddisfa- cente l'insieme di questi influssi e le modalità della lo- ro interazione; egli pone l'accento sull'ermeneutica, sconfinando in dettagli della di- scussione italiana che furono irrile- vanti per Dahl- haus. Manca inol- tre un inquadra- mento dei saggi nei contesti istitu- zionali per cui fu- rono scritti, il che permetterebbe di comprenderne più adeguata- mente il taglio e la direzione; ta- li contesti non erano un fattore secondario per il musicologo, tra le cui qualità vi era anche uno spiccato fiuto per le intera- zioni che avvengono all'interno delle comunità scientifiche (e artistiche) e per le domande che emergono in esse senza essere state ancora verbalizzate. La ri- costruzione di questi nessi rima- ne dunque un'incombenza per i lettori e gli studiosi, lavoro che risulterà appagante poiché illu- minerà non solo sulla raffinatez- za del pensiero di Dahlhaus, ma anche sulla sua ricchezza di im- plicazioni per la musicologia di oggi- gianmario.borio@unipv.it G. Borio insegna storia delle teorie musicali all'Università di Pavia i Morandini 2010 dizionario dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini 2048 pagine, 28,80 euro con CD-ROM per Windows 36,30 euro in CD-ROM con Guida all'uso 16,40 euro www.zanichelli.it dizionario inglese italiano italiano inglese 2732 pagine, 73,40 euro con CD-ROM e licenza online 83,80 euro in CD-ROM con Guida all'uso 49,80 euro il Dizionario enciclopedico di Informatica INGLESE-ITALIANO ITALIANO-INGLESE CACHE fRANSACJlOS buffer host SECUHilv ARCHITECTURE ROuTER AUTOMATION IMPILER BROADCASTING TATION bi£5f5 browser omputer science UERY bug HASHING ZANICHELLI inglese-italiano italiano-inglese di Daniela Cancila e Stefano Mazzanti con licenza annuale online 784 pagine, 33,80 euro ZANICHELLI TCO Nicola D'Amico STORIA E STORIE DELLA SCUOLA ITALIANA Dall'Unità ai nostri giorni Un'attenta ricognizione di tutta la legislazione italiana