collocamento periferico e capillare ilei titoli di qualsiasi specie emessi dal consorzio, siano indotte a convogliare nella propria raccolta lutti i capitali comunque offerti dalla clientela; a meno che provvigioni e interessenze non siano tali da eclissare la preoccupazione di ridurre il saggio di costo del denaro proprio, col risultato di elevare oltre ogni limite sopportabile quello del consorzio. Inconvenienti di altra natura presenta la soluzione di trasformare in « Istituto di credito mobiliare » una minore banca torinese, disegno caldeggiato in linea pratica sotto la spinta di qualche apprezzabile entusiasmo locale, ma privo a nostro avviso di concreti vantaggi, perchè la premessa di una attrezzatura già esistente risulta di ben scarso valore rispetto alle necessità di una attività del tutto diversa e di una organizzazione profondamente sj>ecializzata. Infatti il nuovo istituto rileverebbe tutti i gravami della precedente situazione per consistenza di personale, attriti e dispersioni della vecchia struttura, sovrapposizioni e integrazioni della nuova; dovrebbe crearsi una costosa attrezzatura territoriale extracittadina per la raccolta dei mezzi, non ripagata per molto tempo dalla mole di lavoro e non sorretta da avviamento e reputazione nelle nuove zone; dovrebbe nelle more dello sviluppo territoriale procedere entro la cerchia cittadina a un rilevante aumento di capitale per rispondere almeno ad esigenze medie; oppure affidarsi per la raccolta dei mezzi alle banche della regione, con prospettive pratiche ancor meno favorevoli — stante la completa estraneità delle banche stesse — che non nel caso del consorzio prima esaminato. Sono poi da formulare, sulla base delle esperienze del credito mobiliare in Piemonte, ampie riserve sulle possibilità pratiche e tecniche e di resistenza ad eventi critici di un istituto di proporzioni modeste funzionante in pieno isolamento, senza essere collegato nel quadro di un complesso organico a settori, atti a funzioni temporanee di assicurazione ed equilibrio. Sotto tale profilo è senza dubbio interessante approfondire una soluzione radicale e razionale, la « Banca di credito mobiliare » da costituirsi nuova, sul tipo della « Mediobanca » di Milano. Tale soluzione appare a primo esame allettante, in quanto parte senza servitù di precedenti gravami economici e strutturali, con ampia libertà di organizzazione e di azione e con possibilità di adeguare razionalmente ogni proprio strumento ai programmi prescelti. La sottoscrizione del capitale nell’ambito cittadino e regionale (es. r>00 milioni), con opportune cautele di frazionamento atte ad evitare il manifestarsi di influenze di gruppo, appare relativamente agevole, perchè una licenza di raccolta del risparmio e di esercizio del credito è o£-gi tale «attività complementare» di avviamento da richiamare nel modo più efficace operatori e risparmiatori. 60