' La Svizzera e la ripresa economica della Germania j LO SPIRITO DI PESTALOZZI E IL SENSO DEGLI AFFARI Non vi è dubbio che uno dei motivi, forse anzi il motivo principale, della fase economica estremamente favorevole che sta attraversando la Svizzera, sia lo Stillstand dell'industria tedesca, cioè l'eliminazione della Germania come grande produttrice di articoli industriali. Sì che a prima vista potrebbe parer logico che in Svizzera non si sentisse alcun desiderio di veder colmato il vuoto lasciato nel cuore del nostro Continente dalla distruzione della Germania e di veder inalberate le verdi fronde della ripresa sulle rovine delle fabbriche e delle officine tedesche. In realtà avviene qui esattamente il contrario. E non c'è alcun altro Paese in cui ci si chini con più trepida cura sullo smisurato corpo della Germania caduta, nell'ansiosa attesa che si riattivino le funzioni essenziali dell'organismo economico, il commercio e l'industria. Ora non è necessario essere particolarmente versati nei segreti dell'interdipendenza economica per capire cftie la Svizzera, manifestando il suo interesse per la ripresa tedesca, ubbidisce ad un preciso istinto economico, in quanto il suo sub-cosciente l'avverte, anche nella attuale fase di prosperità, della influenza perniciosa che il perdurare dello squilibrio dovuto al vacuum, tedesco è infallantemente destinato ad esercitare, a più o meno lunga scadenza, sulla sua propria economia. L'osservatore che volesse spingere lo sguardo al di là dello stretto campo economico non mancherebbe certo di trovare altre ragioni a questo interessamento elvetico per l'attuale miserevole situazione della Germania : un senso tipicamente pestalozzia-no, e quindi tipicamente svizzero — chè Pestalozzi, nonostante la sua ascendenza lombarda, era di formazione zurighese al cento per cento — un senso, cioè, di carità e di filantropia di fronte alle altrui sofferenze; forse addirittura, ora che è scomparso il nazismo annessionista, un certo blando risveglio, per quanto riguarda la Svizzera allemanica, dell'affinità di sangue e di lingua con le di- ■ " mill II ■llülllll'ïülll:, lllü ' II.M II II II || .. sgraziate popolazioni di oltre Reno. D'altro canto l'imperioso bisogno che hanno i tedeschi di ogni genere di articoli di prima necessità fa agevolmente valutare a tutti i fabbricanti svizzeri gli ottimi affari che si potrebbero concludere oltre Reno, il giorno in cui, rimessa in sesto la Germania, alle possibilità di assorbimento del suo mercato dovessero corrispondere adeguate possibilità di pagamento. Aggiungasi che se la Svizzera esporta oggi in tutto il mondo macchine e prodotti dell'industria meccanica che in altri tempi provenivano dalla Germania, essa stessa continua ad avere bisogno di tante altre merci che solo la Germania può offrirle. Lo comprova l'aumento costante del volume delle importazioni di provenienza tedesca, dhie pur rimanendo molto al disotto dell'anteguerra, già raggiunge cifre considerevoli: Così la cifra registrata nel primo quadrimestre di questo anno — 89 milioni di franchi di merci tedesche — arriva già quasi ai tre quarti del totale segnato durante tutta l'annata 1947, con 132 milioni ! In Svizzera si nota peraltro con molto disappunto che l'aumento delle importazioni di merci tedesche non trova riscontro in un aumento proporzionale delle esportazioni di prodotti svizzeri alla volta della Germania. Nel 1947, ad esempio, gli esportatori svizzeri hanno potuto collocare in Germania per appena 16 milioni di franchi di merci, il che rappresenta poco più di un decimo della somma in valuta forte che la Svizzera ha dovuto lasciare in Germania per i suoi acquisti. Ora sta bene che i tedeschi nella loro attuale situazione di interdetti politicamente e finanziariamente non abbiano potuto disporre in proprio di questo cospicuo saldo — 118 milioni di franchi esattamente — e che siano state le autorità alleate a valersene per provvedere al pagamento di prodotti acquistati in altri paesi per conto della Germania. Ma a conti fatti la situazione rimane quella che tempo fa veniva crudamente riassunta da un industriale di Bienne : « Les Alliés font eie la philantropie en Allemagne avec notre argent!». Non si sa ancora con precisione a che risultato abbiano portato i negoziati che un'apposita delegazione elvetica ha svolto recentemente a Francoforte con le autorità responsabili per l'economia della Bizonia. Comunque il problema della contropartita si pone in Svizzera con particolare urgenza. E l'argomento -— è inutile sottolinearlo —■ è di grande interesse anche per l'economia italiana, la quale deve pure poter ricollocare sul tradizionale mercato tedesco tanti suoi prodotti, a cominciare dagli orto-frutticoli, pretendendo naturalmente anch'essa che non rimangano degli scoperti. Tenuto ora conto delle esigenze degli esportatori italiani, delle esigenze degli esportatori svizzeri, nonché delle esigenze di... stomaco dei tedeschi, i quali hanno logicamente maggiore urgenza di ritirare i prodotti di immediato consumo della nostra agricoltura che non i prodotti industriali elvetici, non si potrebbe immaginare un accordo generale di clearing, in cui associare le tre economie, utilizzando le contropartite come più conviene in un sistema di compensazione triangolare? Ginevra, novembre 1948. GUIDO TONELLA ii!iiiiiiiii;i:!ii iiniiiiiii ■■liiiiiiiiiiiniiNiiiiiiiiniiaiiiiNitaaiiiiiii S. A. I. P. A. SOCIETÀ PER AZIONI - INDUSTRIA PIETRE ARTIFICIALI Sede e Direzione: TORINO - Via Curagli», IV.. 57 . 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