AGRICOLTURA >61 E. BATTISTELLI Non so se la storia dell'agricoltura italiana avrà una consacrazione ufficiale e completa nelle manifestazioni celebrative che porteranno Torino alla ribalta della cronaca nazionale e la faranno meta suggestiva di pellegrinaggi risorgimentali; nè so chi potrà sobbarcarsi l'arduo compito di sintetizzare il cammino dell'agricoltura nello spazio e nel tempo, dal momento che tra le sue discipline quella storica brilla per la sua assenza, e tra i suoi docenti ce ne sono assai pochi a cui punga vaghezza di occuparsene. Peraltro se l'agricoltura non ha un suo manuale di storia, e tanto meno di storia recente, la sua evoluzione è comunque riprodotta dalle varie pubblicazioni di geografia economica, la più recente delle quali è la collana « Le regioni d'Italia » dell'UTET. Ora, se in ogni volume della collana cui accenno l'agricoltura è magistralmente riprodotta nei suoi aspetti attuali comparativamente a quelli che furono, per meglio rilevarne le differenze come in un gioco suggestivo di prospettive, è verosimile che ogni regione — nella Mostra che l'accoglie — porrà in evidenza le sue faticate conquiste, il tributo dalle stesse arrecato alla ricchezza comune. Ma potrebbe anche darsi che la evoluzione agricola abbia nei suoi diagrammi e nei suoi pannelli, nella documentazione fotografica, nel caleidoscopio dei dati, nei plastici che ne formeranno il diorama, le carte in regola per inserirsi nella Mostra del Lavoro. Comunque sarà e dove sarà il suo inserimento, l'essenziale è che essa abbia il suo posto accanto all'industria, al commercio, alle attività artistiche e scientifiche, giacché la sua è una poliedrica impresa che ha dell'economia e della tecnica, della scienza e dell'arte, e condiziona la vita e la prosperità di tutte le altre manifestazioni produttivistiche umane. Se, comunque, la rassegna del cammino compiuto dall'agricoltura venisse rappresentata per tappe e sezionata per regioni e province, nessuno potrebbe trarne una visione unitaria o d'assieme. L'esposizione sarebbe fine a se stessa. Stordirebbe il pubblico la spettacolarità dei grafici e dei clichè, senza peraltro lasciargli la possibilità di ricavarne una sintesi. Di solito le esposizioni hanno il torto di inflazionare le scene, arieggiando la pubblicità che ha lo scopo, esagerando, di ipnotizzare il pubblico che finisce per credere l'incredibile. Interessante sarebbe, senza dubbio, la comparazione tra le produzioni — nell'àmbito di ogni coltura — accreditate al Paese all'alba della sua unificazione politica, e quelle statisticamente acclarate in questo ultimo decennio. Purtroppo non esistono dati statistici iniziali, chè la statistica ufficiale nacque nel 1909. Del pari interessante sarebbe il confronto tra l'incremento delle produzioni agricole e quello della popolazione, per porre in rilievo come l'agricoltura nazionale non sia mai venuta meno alle esigenze vitali del Paese. Cionondimeno è il caso di segnalare, confrontandole, le produzioni medie del triennio 1909 - 1911 e quelle del triennio 1956-1958, per rilevare le differenze e, nelle medesime, il progresso dell'agricoltura in poco meno d'un cinquantennio. Prodotri Triennio igop-'n Triennio I95ó-'58 media media Grano ..... . . q.li 48.642.000 q.li 89.900.000 Segala ..... . » 1.335.000 » 1.008.000 Orzo...... . . » 2.273.000 » 2.895.000 Avena ..... . » 5.465.000 » 5.523.000 Riso (risone) .... . » 4.642.000 » 6.683.000 Mais...... . » 30.950.000 » 35.266.000 Civaie ..... . . » 8.200.000 » 9.949.000 Patate ..... 16.512.000 » 34.118.000 Rietole zuccherine . . » 14.587.000 » 69.693.000 Canapa ..... . » 775.000 » 303.000 Tabacco ..... . » 112.413 » 760.000 Uva ...... . » 69.335.000 » 91.075.000 Olive...... . . » 12.726.000 » 14.745.000 Agrumi..... . » 7.958.000 » 10.548.000 Frutti ..... 8.911.000 » 20.775.000 Castagne .... . » 7.132.000 » 4.231.000 CRONACHE ECONOMICHE ()]