equilibrio nei loro traffici, agevolazioni nelle operazioni di confine oggi complesse e burocratizzate; consentirebbe loro percorsi più brevi e perciò più congegnali ed economici alle caratteristiche del mezzo stradale, che è costretto ad operare in completa autonomia, senza assistenza ai veicoli lungo i percorsi e spesso senza la possibilità di avvicendare il personale nell'arco temporale del viaggio di andata e ritorno (12). Un diverso assetto del sistema, consentirebbe inoltre la modifica del codice della strada e quindi l'adeguamento dei mezzi stradali nazionali, a quelli esteri, oggi inadatti ed antieconomici al trasporto container. Da questi brevi cenni possiamo concludere che il sistema container è alle porte del nostro paese e che indubbiamente acquisirà un suo diritto di cittadinanza nei prossimi dieci anni; ma perché si traduca in un effettivo strumento di progresso economico, i vettori dovranno essere posti in condizioni di operare, sfruttando in misura adeguata i fattori produttivi di cui dispongono. Ora ciò può essere solo ottenuto con sani interventi di politica economica sull'intero sistema, da parte dello Stato che in definitiva è tenuto a garantire alla collettività tutto quel complesso di servizi produttivi e sociali, che l'operatore privato ovviamente non può, sia perché costantemente teso al raggiungimento del massimo profitto di breve periodo e sia perché non ha la visione globale della dinamica economica del paese nel medio e nel lungo periodo. (12) Fabiano L., Il sistema container nei trasporti, rivista « Europress », Milano, giugno 1970. 66 CRONACHE ECONOMICHE (fì