zione è molto libera, franca, con una pennellata continuamente diversificata. Calderini ha dato qui una piccola pagina concentrata, intima, raccolta, esprimendo la poesia di situazioni umili, con una. semplicità e immediatezza che stanno tra quanto di meglio ha dato l'intimismo piemontese, non aneddotico, tra gli ultimi anni dell'800 e i primi del '900. Giuseppe Albi), nato nel 1853, ebbe stroncata la sua vita, appena trentasettenne, nel 1890. Una. parte della sua pittura fu indirizzata a soggetti di caccia (uccelli uccisi, in particolare) ma, oltre a ciò, trattò largamente il paesaggio ed esegui scene aventi almeno un punto di partenza, nel « genere » anche se poi molto bene assorbito nel paesaggio. Apparve alla Promotrice torinese dal 1878. Semplicissimo di vita, amante della pace campestre, schivo ma limpidamente cosciente della serietà del proprio lavoro, controllato e sincero negli affetti e negli impulsi, lasciò una produzione che meriterebbe di essere ripresa in considerazione, per chiarire un percorso rettilineo e coerente, ingiustamente dimenticato. Ebbe successo fin dalle prime comparse in pubblico; e fin d'allora le sue opere furono distinte da una nitidezza d'impronta, un'eleganza, un equilibrio non comune nel gusto. Ebbe propensione soprattutto per paesaggi fermi, intatti, silenti, che trattò con tranquilla concisione. Agli ultimi mesi si trasferi a Venezia e qui lasciò, in vari « studietti », una austera e insieme commossa interpretazione della natura. Il dipinto che qui presentiamo, illustrandolo a colori, coincide probabilmente con le « Barche pescherecce » esposte nel 1890 alla Promotrice torinese. Il pezzo è firmato e datato, appunto, 1890. Una veduta questa, di altissimo livello, forte, stringata, prima di qualsiasi grazia accessoria, di qualsiasi ricercatezza superficiale; ma il taglio è ma- Marco Calderini - gistrale, la linea d'orizzonte è intatta fra acqua e cielo, fredda e tersa; la spiaggia secca, umida, appena qua e là toccata da finissime pennellate che smuovono e indorano le sabbie, la collina scalza e cruda, tutto è fisso, immobile, in una rara felicità di rapporti, in un accordo • -- o di collina! di colori che è ridottissimo, parco ma quasi sontuoso. Sulla riva stanno poche barche, nere, qua e là pezzate di pamii stesi, dai colori rattenuti che non lacerano la unitaria trama. Barche che gettano la loro ombra, netta, corta, fredda; una o due vele abbassate gettano mm 0 te*,'* rA ! Marco Calderini - Prato al sole con bambina. CRONACHE ECONOMICHE (fì