L'INTERVISTA DEL MESE Problemi europei dell'industria cartaria Comm. Rag. Pasquale Caretta Vice Presidente e Direttore Generale delle Cartiere Burgo. D. — In una monografìa di settore, elaborata dai servizi della Commissione C-.E.E. e riguardante l'industria della carta e dei cartoni, risulta clic la domanda nei Paesi del M.E.C, dovrebbe aumentare negli anni prossimi più rapidamente della produzione. Qual è il Suo pensiero su questo possibile divario fra produzione e consumo? R. — Ella si riferisce probabilmente al progetto di monografia elaborato dai servizi della Commissione C.E.E. e che attualmente è oggetto di un'ampia revisione da parte dei servizi stessi prima della sua pubblicazione. Con il progetto di monografia in parola, che apre una serie di studi sui principali settori industriali, i servizi della Comunità hanno cercato di valutare la presumibile entità del consumo e della produzione di carta e di cartoni nell'anno 1965. Trattandosi di una proiezione di dati rilevati nel decennio 1950-60, svolta essenzialmente nel 1961 quando in particolare le notizie dei nuovi impianti nell'Europa dei Sei erano assai incomplete. la previsione in parola non può essere assunta come un concreto dato di riferimento. La Francia e più particolarmente l'Italia aumenteranno infatti in maniera sensibile la loro produzione di carta da giornale nell'immediato futuro e così pure la produzione degli altri tipi di carta in ordine ai quali anche la Germania e il Benelux hanno in programma importanti incrementi produttivi. Dal diverso impulso dato in ciascun Paese alla produzione dei singoli rami dell'industria cartaria emergeranno delle sensibili eccedenze locali che tendenzialmente dovrebbero dirigersi verso quelle aree del M.E.C, che ne risulteranno deficitarie. Quindi si pensa che a partire dagli anni prossimi l'industria cartaria alimenterà in misura crescente gli scambi intercomu-nitari, rispondendo in ciò allo spirito del Trattato di Roma che, come è noto, ha inteso creare un unico mercato nel cuore dell'Europa. D. — La produzione cartaria italiana è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale? Quali prospettive avvenire si affacciano? R. — Si stima che nel 1962 la produzione nazionale di carta e cartoni assorbita dal mercato interno sia stata di circa 1.755.000 tonnellate. L'importazione si è aggirata sulle 210.000 t. e l'esportazione sulle 10.000 t. Di conseguenza il consumo nel 1962 si può valutare in 1.955.000 t. Se si rapporta l'importazione italiana al consumo si vede che essa rappresenta poco più del 10" u. Se poi, in particolare, si considera che circa 130.000 t. delle 210.000 t. importate interessano un solo tipo di carta e cioè la carta e i cartoncini kraft (produzioni sulle quali l'industria cartaria scandinava muove una serrata concorrenza in campo internazionale) si nota che per gli altri tipi di carta l'Italia è debitrice di sole CRONACHE ECONOMICHE | 2J