tati di telefono pubblico tutti i Comuni e le principali frazioni, centri e nuclei abitati ed ogni anno, in Piemonte ed in Lombardia, sono attivati circa 280 nuovi uffici telefonici. Il motivo che all'inizio del 1961 vi fossero ancora nella Provincia di Torino 140 frazioni senza telefono può spiegarsi considerando che, in buona parte dei casi, si tratta di agglomerati urbani di minima entità od anche di località montane disabitate, classificate come frazioni dall'Istat, ma per le quali non vi è alcun interesse telefonico. Attualmente il numero delle frazioni non collegate si è ridotto a 114 ed è prevedibile che nel giro di pochi anni diminuirà ulteriormente. D. — Gli abbonati in genere commentano poco favorevolmente la richiesta che viene loro rivolta per il versamento « dell'anticipo interurbano ». La si ritiene un fiscalismo monopolistico! R. — Mi rendo benissimo conto della naturale riluttanza a versare l'importo di un servizio che non si è ancora goduto... ma se si considera che ciò avviene — e non può essere altrimenti — per tutti i servizi di comunicazione (telegrafo, posta, tram ecc.) ci si persuade facilmente che è necessario pagare in anticipo anche le conversazioni telefoniche e ciò non lo si può fare che versando il presunto importo di quelle che si effettueranno in un trimestre. In Italia, inoltre, ove il servizio telefonico a grande distanza viene svolto dall'Azienda di Stato ma è riscosso, per conto di questa, dalle Concessionarie, è ancora più palese la necessità di un « anticipo » pari alle conversazioni che si presume di effettuare in un trimestre, poiché le Società devono corrispondere all'Amministrazione Statale l'intero importo del traffico svolto, anche di quello non riscosso dagli utenti! Non sarà inutile poi ricordare, a proposito degli anticipi e dei vantaggi che il pubblico ritiene possano derivarne alle Società, che le tariffe telefoniche vengono formulate « tenendo già conto » che le stesse sono incassate « in anticipo », sia sotto forma di abbonamenti anticipati per quanto riguarda i canoni urbani, sia sotto forma di anticipo sulle conversazioni presunte relative al traffico interurbano svolto con prenotazione o in teleselezione o a quello urbano nelle reti a contatore. D. — Si sente tanto parlare della teleselezione. Occorrerà attendere molto per poter corrispondere con tale mezzo su scala nazionale? Con il generalizzarsi della chiamata automatica interurbana le telefoniste scompariranno? R. — Come noto la teleselezione permette già oggi di chiamare automaticamente entro un vasto raggio gli abbonati desiderati. Ad esempio da Torino la teleselezione si estende a quasi tutto il Piemonte ed a parte della Lombardia ed è previsto che, entro pochi anni, comprenderà la totalità delle due regioni. Attualmente il 76,23 °/o del traffico interurbano Stipel si svolge con chiamate dirette da abbonato e, sempre per iniziativa Stipel, è imminente l'attivazione della teleselezione fra Como e Chiasso, prima, in Italia, fra le relazioni internazionali, sia pure a breve distanza, che saranno automatizzate. Non mancheranno anche i progressi della teleselezione di competenza statale. Infatti, oltre la direttrice Torino-Milano, in atto da circa 3 anni con crescente adesione del pubblico, secondo il programma dell'Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, Torino potrà teleselezionare anche Genova e Roma. L'estendersi della chiamata automatica non significherà però la scomparsa delle operatrici di commutazione. Le signorine dalla voce sorridente continueranno ad essere nostre preziose intermediarie ed informatrici in una molteplice serie di servizi. Basti accennare alle chiamate con preavviso o con avviso (quando cioè rispettivamente occorra avvisare una determinata persona di trovarsi all'apparecchio per un appuntamento oppure si debba corrispondere con persona non abbonata al telefono). Vi è poi tutta l'infinita e sempre crescente gamma dei servizi ausiliari nei quali l'operatrice ha la delicata e preziosa funzione di informatrice, sicura e sempre presente, a disposizione dell'abbonato. D. — Gli utenti gradirebbero avere in casa il proprio contatore, così come avviene per quello del gas, dell'acqua ecc.; si sentirebbero più garantiti degli addebiti che ricevono con le bollette trimestrali! Perchè le Società tengono invece i contatori in centrale? R. — In tutti i paesi del mondo, i contatori telefonici sono installati presso le centrali alle quali gli abbonati sono collegati, per la semplice ragione che l'uso dell'impianto non viene conteggiato dall'apparecchio ma dagli organi di centrale. In altre parole, mentre il contatore dell'acqua o del gas non può che essere posto presso l'impianto dove la stessa viene erogata (rubinetti) e quello dell'energia elettrica dove si deriva la presa dell'utente, quello telefonico non può che essere posto presso gli organi di commutazione da cui parte la linea dell'abbonato. E' però possibile, sia pure con l'aggiunta di complesse apparecchiature, ritrasmettere e quindi far ripetere da un contatore posto presso l'apparecchio gli impulsi dati dalla centrale e su questo principio sono basati gli indicatori di tariffa (Teletaxe) che vediamo installati presso i telefoni pubblici. Non sarebbe possibile, senza un congruo supplemento di tariffa, estendere l'installazione di tali contatori supplementari ad ogni abbonato; tuttavia già oggi gli utenti possono richiedere alle Concessionarie l'impianto di un contatore a domicilio, corrispondendo per il suo uso un determinato canone. D. — Quali sono le prospettive di diffusione dei servizi ausiliari? R. — I servizi ausiliari sono, nella quasi totalità, sempre più richiesti dal pubblico che ricorre, con crescente favore, alle informazioni fornite a mezzo telefono. CRONACHE ECONOMICHE | FJ