inenti che possono sorgere nelle forze economiche che hanno un'influenza sul ramo di attività esaminato. 2/2 - Studio economico dell'impresa - Anche per l'impresa, di cui le azioni sono analizzate, occorre fare uno studio economico. Questo segue un piano analogo a quello dello studio economico settoriale: — Struttura (legale, finanziaria, collegamenti in altre società); — Mezzi tecnici (impianti, macchinari, investimenti recenti); — Personale dipendente; — Posizione economica e commerciale (parte nel mercato nazionale o nel mercato mondiale: ciò riguarda specialmente società importanti come Fiat od Olivetti); — Evoluzione dell'attività e prospettive. L'esame del tasso di sviluppo nel passato ed una previsione delle possibilità di sviluppo nel futuro sono fra gli aspetti maggiori. Lo scopo di un investimento è di ottenere degli utili e questi saranno tanto maggiori quanto le prospettive di sviluppo dell'impresa saranno favorevoli. Lo studio del passato della società interessa soprattutto in quanto permette di far luce sulle possibilità di evoluzione nel futuro. 2/3 - Lo sviluppo economico -Lo studio del settore, come quello dell'impresa hanno messo in rilievo la nozione di progressione di sviluppo. Questa costituisce il tema centrale di interesse degli economisti odierni. Lo sviluppo non riguarda solo i Paesi arretrati, ma anche i Paesi più avanzati e le loro regioni più ricche: come non interessarsi allo sviluppo delle province di Milano o di Torino, per esempio? La società moderna è una società in continuo progredire, e la nozione di sviluppo è essenziale nell'analisi delle azioni. Difatti, è più inte- ressante associarsi alle imprese che partecipano pienamente al progresso nel quale siamo inseriti, che acquistare azioni di società che pur essendo sane non offrono brillanti prospettive di sviluppo (per esempio alcune società tessili e di distribuzione di acqua). Perciò il processo e le condizioni dello sviluppo meritano uno studio attento. 2/4 - La congiuntura economica - Se oggi lo sviluppo economico interessa maggiormente gli ambienti economici, e fra questi le persone che desiderano procedere ad investimenti in azioni, almeno per una parte del loro risparmio, bisogna ricordare che negli anni che hanno preceduto l'ultima guerra mondiale e anche l'immediato dopoguerra, la principale preoccupazione è stata quella delle erisi economiche, del ciclo economico, della disoccupazione. Oggi l'ottica è molto diversa, è diventata più ottimistica. Però, le fluttuazioni della congiuntura economica non sono del tutto sparite e nella gestione dei portafogli di azioni bisogna rimanere attenti ai rischi inerenti al ciclo economico. Con l'evoluzione delle strutture economiche e con i metodi che permettono di far fronte agli effetti sfavorevoli delle fluttuazioni economiche, il ciclo si è trasformato. La sua durata, o più esattamente il suo periodo, si è ridotto: non si estende più da 7 a 10 anni, ma solo da 3 a 4 anni, con circa 2 a 2,5 anni di progressione e 1 a 1,5 di regressione o recessione. L'intensità degli effetti è stata pure attenuata. Dal punto di vista degli investimenti azionari, è importante conoscere quali sono i settori e le imprese più o meno sensibili al ciclo congiunturale. I settori che producono beni di consumo di prima necessità sono poco sensibili, mentre quelli che producono beni d'investimento lo sono di più; i più sensibili sono quelli che producono materie grezze come minerali o fibre tessili. Alcuni settori sono anticicli- ci, cioè hanno un ciclo proprio che è in opposizione a quello dell'economia generale. Quelli che appartengono alle attività in grande sviluppo risentono poco le fluttuazioni economiche; è il caso dei produttori di macchine da ufficio: macchine contabili e calcolatrici a schede perforate, calcolatori elettronici. Per i beni d'investimento, il ciclo di produzione può essere lungo e produrre uno sfasamento dell'attività rispetto al ciclo economico: gli ordini affluiscono in periodo di alta congiuntura, ma la produzione e le consegne si estendono al di là, cioè anche sui periodi di recessione. La sensibilità di un'impresa alle fluttuazioni economiche dipende anche dalla sua struttura finanziaria: le imprese che hanno fra i loro capitali una forte proporzione di debiti a lungo termine sono più sensibili di quelle che usano pochi capitali di questo tipo. Naturalmente è meglio evitare di acquistare azioni di imprese troppo sensibili al ciclo. Per quelle mediamente sensibili, i movimenti ciclici possono guidare nella scelta dei momenti più opportuni per l'acquisto o la vendita. 3 - L'analisi finanziaria Lo studio di una società deve comprendere un'analisi approfondita dei suoi conti. Tale analisi dovrebbe permettere di accertare che la struttura finanziaria dell'impresa è sana, che non vi sono difetti nella sua gestione finanziaria corrente. D'altro canto, l'esame dei conti dovrebbe far apparire l'entità degli utili ottenuti e determinare la loro progressione nel tempo. E' vero che i conti pubblicati dalle società sono spesso poco adattabili ad una analisi approfondita, però l'analisi finanziaria deve e può basarsi su tali dati contabili; la tecnica dell'analisi permette quasi sempre di ricavarne delle indicazioni valevoli sulla struttura e sull'evolu- CRONACHE ECONOMICHE | FJ