La funzione di distribuzione dell'azienda (II) lo studio del consumatore Giuseppe Cassano Nel primo articolo della serie (v. « Cronache Economiche » n. 253, Gen- naio 1964) l'A. aveva affermato che solo su una piena conoscenza del mer- cato e del consumatore può articolarsi il complesso delle attività aziendali che possono permettere all'impresa il raggiungimento dei suoi obiettivi. Rin- viando ai successivi articoli la trattazione delle decisioni relative al pro- dotto, ai canali di distribuzione, alle attività promozionali, alla politica dei prezzi l'A. svolge nel presente scritto una compiuta e moderna analisi del comportamento del consumatore. I - Comportamento del consumatore e analisi della domanda 1 - Lo studio del consumatore e la politica dell'azienda Un adeguato programma di marketing inizia (e termina) con lo studio e l'analisi del consumatore; è nel soddisfacimento dei bisogni e desideri di questo, infatti, che ogni forma di attività economica, sia di produzione sia di vendita, trova la sua più completa attuazione. Bisogna inoltre ricordare, come è stato sottoli- neato (1), che « i bisogni, i desideri, le preferenze, gli orientamenti, gli atteggiamenti e le stesse eccentri- cità dei consumatori, costituiscono fondamentali ele- menti costitutivi dei prodotti offerti, dei canali di distribuzione usati, degli sforzi promozionali adope- rati,- e dei prezzi fìssati ». L'analisi del consumatore (2), pertanto, dovrebbe sempre precedere la definizione del programma di marketing dell'azienda; la sua funzione è però an- cora più importante: la stessa formulazione degli obiettivi dell'impresa, la selezione delle politiche re- lative, la fissazione degli standards per l'organizza- zione ed il controllo della gestione, in altre parole tutta la programmazione dell'azienda, dovrebbero poggiare sulla conoscenza e l'analisi della domanda (intesa non soltanto in senso economico). E' nostro proposito porre l'accento sul posto pre- minente che il consumatore occupa nell'ambito del- l'intero processo di marketing. In un'economia con alta libertà di scelta, come accade generalmente in tutti i paesi occidentali, i « produttori » di beni e servizi non possono limitarsi a metterli passivamente a disposizione del mercato. C'è tutta una ulteriore e dinamica funzione che deve essere svolta: il tentativo, a volte aggressivo, di sod- disfare i bisogni ed i desideri dei potenziali compra- tori. E' nello svolgimento di questa funzione che ri- siede l'essenza del marketing, e la sua realizzazione richiede appunto una valida conoscenza del come e del perchè delle scelte del consumatore (3). 2 - Le decisioni del consumatore Un compratore ha due decisioni da prendere: quale prodotto (o marca) comperare, ed in che quan- tità. La teoria economica dell'utilità marginale mira a fornire un'indicazione sul modo in cui viene presa la seconda decisione. Pur così ristretta, comunque, la teoria non è operativa, non esistendo sicuri metodi di misurazione dell'utilità. Invece, per l'azienda, la prima decisione è deci- samente la più importante; e questo anche se essa, almeno a breve termine, non presta particolare at- tenzione al modo in cui incrementa le sue vendite, se, cioè, ciò avvenga in seguito ad un aumento del numero dei clienti o, solamente, in seguito a più ven- dite per ciascun cliente. Per la maggior parte dei beni di consumo, infatti, una volta che sia avvenuta la scelta della marca, la quantità acquistata ne segue più o meno automaticamente, almeno a breve ter- mine (4). Ma tale decisione in che modo « si realizza »? Esiste una teoria della scelta del consumatore? A queste domande tentano di dare risposta le scienze comportamentistiche: benché esse siano rela- (1) M. P. Me Nair. M. P. Brown, 0. S. Leighton and W. B. England: Problems in Marketing - 2d ed. New York: McGraw Hill, 1957 - p. 39. (2) Con tale termine ci riferiamo anche all'utilizzatore industriale. (3) C. F. Phillips e D. S. Duncan: Marketing - principles and methods - Irwin, Homewood, 111., 1960 - p. 47. (4) Vedi J. A. Howard: Marketing Management - Irwin, Homewood, 111:, 1957 - p. 89. $8 \ CRONACHE ECONOMICHE