nomia negli anziani, il cui ragiona- mento si basa di solito su un ricco patrimonio di esperienze. Non meno interessante è l'impor- tanza che si attribuisce ai ragazzi. Mette conto di citare quanto in pro- posito osservava uno specialista, Jean Chaumely nel numero dello scorso ottobre di « Venie et Publi- citè ». Ogni ragazzo, grazie a una intelligente opera di suggestione, può venir trasformato a sua insa- puta in un efficacissimo agente di vendita. I ragazzi esprimono la propria opinione, anche quando non sono interpellati. E poiché essi sono la più straordinaria e sorprendente « macchina parlante a ripetizione » che mai sia stata inventata, è facile immaginare quante volte essi rie- scano a manifestare la medesima opinione in una sola giornata. Ac- cade che i genitori, assai spesso, pur di far cessare una così spos- sante insistenza, ricorrano all'unica soluzione possibile: cedere. La posizione dei ragazzi quali consumatori e il loro compito di agenti di vendita costituiscono solo un aspetto del problema del ragaz- zo a contatto con la pubblicità. L'altro aspetto del problema è dato dal fatto che il ragazzo è an- che e soprattutto il futuro consu- matore. Egli non resterà sempre un ragazzo: sostituirà la cartella porta- libri con la borsa porta-documenti, i quaderni con le pratiche d'ufficio, il monopattino con l'automobile. modo da chi imposta campagne di carattere generale per un intero set- tore merceologico in concorrenza con un altro affine. Ma i giovanis- simi possono e debbono essere con- siderati da chi produce e da chi vende sotto il ben più diretto e im- mediato profilo del « consumatore attuale ». Ormai più nessuno disconosce il rivoluzionario fenomeno, determi- natosi recentemente, per cui i ra- gazzi e gli adolescenti sono diven- tati i protagonisti e gli arbitri quan- do si tratta di formulare la scelta di un acquisto. E' ormai definitiva- mente tramontato il sistema patriar- cale e autoritario, ancora in vigore pochi decenni or sono, per cui i ge- nitori imponevano i propri gusti ai figlioli, acquistando tutto ciò che a questi occorreva senza neppure in- terpellarli. Ne consegue che nel creare tipi di prodotti e nell'impo- stare le campagne pubblicitarie bi- sogna mirare a un duplice obiet- tivo: conquistare le simpatie dei ra- gazzi e ottenere l'approvazione dei genitori. Se poi volgiamo l'attenzione ver- so il particolare settore dei giocat- toli scopriamo che il mondo picci- no esercita le funzioni del dittatore: è lui che impone all'industria la po- litica di fabbricazione. Accade in- fatti oggi, specie in America, che gli industriali di questo ramo usino affidare ai bimbi nuovi tipi di gio- cattoli per giudicare poi diretta- mente in tal modo se sia il caso di passarli alla produzione in massa, sulla base delle reazioni manifesta- te dai fanciulli. Le scoperte degli psicanalisti, gli accertamenti degli psicologi spe- cializzati in problemi dell'infanzia, e, infine, le ricerche motivozionali hanno documentato l'influsso eser- citato dai ricordi e dalle impres- sioni della fanciullezza e della ado- lescenza sul comportamento del- l'adulto. Ricordi e impressioni pos- sono determinare forti simpatie o, per contro, insormontabili preven- zioni. Una recente ricerca motivo- zionale ha messo in luce una cu- riosa circostanza: allo slogan: « E' la minestra che fa crescere » deve attribuirsi l'avversione verso code- sto cibo radicata in una larga per- centuale di persone. 11 problema di influire sul ragaz- zo d'oggi in vista dei vantaggi che si potranno trarre domani dal con- sumatore adulto è senza dubbio af- fascinante; la sua importanza do- vrebbe essere valutata in special