smettere nell'osservatore sensazioni immediate, suscitatrici di suggestioni in forma problematica (5). Né poteva mancare, infine, la connessione tra gli aspetti storici insiti nella costruzione del paesaggio umanizzato, inteso nella sua accezione più vasta, e soggetti rappresentati. Discorsi particolari nel contesto di un discorso generale, correlazione tra storia e paesaggio, tipizzazione, facile accessibilità al vasto pubblico pur nel rigore di una ricerca e di un'esposizione svolte con rigore scientifico, sono stati i motivi direttori della mostra. Per lo meno si è tentato di rimaner fedeli a questi intenti, che hanno animato gli ordinatori fin da quando si è cominciato a parlare della mostra. Sono stati volutamente ignorati i temi dei centri storici più importanti (ad esempio Torino, Asti, Saluzzo, Novara, Vercelli, Tortona), clic potranno trovare più idonea trattazione nelle integrazioni locali o in mostre particolari. Si è invece posto l'accento sugli aspetti caratteristici del paesaggio naturale e umanizzato del Piemonte e sulle forme di vita tradizionale, meglio traibili dalla sua storia. Dall'urbanistica romana ai borghi nuovi medioevali; dalle strade alle piazze porticate, mirabile costruzione di ambienti ed espressione documentaria viva di epoche diverse; dai ricetti ai castelli alle ville c ai palazzi isolati; dal paesaggio naturale della pianura, della collina, delle Alpi, delle sponde dei laghi e dei fiumi, ultimi angoli di natura intatta, a quello umanizzato nelle sue manifestazioni positive e negative, fino a concludere con il drammatico accenno ai problemi delle periferie e dei sobborghi urbani. Questo, per grandi linee, lo schema della mostra, che si sviluppa in due parti, sei sezioni e undici sottosezioni. Nell'unica sezione della prima parte, intitolata « La Denuncia », vengono presentati, in rapida sintesi, i problemi della conservazione dei beni culturali. Le tre sottosezioni che la compongono riguardano, rispettivamente, i « beni » perduti, o in via di sparizione (I), i « beni » recuperati (II) e quelli che, pur trovandosi in non buone condizioni, sono suscettibili di recupero (III). Appartengono alla I sottosezione: — un esempio di « bene alterato (portale in terracotta del Duomo di Chivasso) per cause fisico-chimiche », quali i fenomeni atmosferici, la cui azione è aggravata dall'inquinamento dell'aria ad opera degli agenti chimici contenuti nei fumi (da gas di scarico delle automobili, da combustione industriale e domestica): il caso esposto è stato scelto tra i molti disponibili di statue, portali, cornici, affreschi, esposti Fig. IO - Monumento recuperabile. S. Pietro di Casale Monferrato, di cui è prossimo il restauro. all'azione dell'atmosfera, specialmente nelle città industriali, dove questi « beni » corrono il rischio di scomparire con una celerità notevolmente superiore a quanto accadeva in passato; — alcuni esempi di « beni alterati per incuria dell'uomo ». Sopra o nei pressi di monumenti si inseriscono volgarmente costruzioni, impianti (tubi, mensole, pali di cemento, di ferro, linee elettriche e telefoniche), insegne pubblicitarie; oppure sono opere d'arte e di interesse- storico abbandonate. Significativa la veduta di una cappella in quattro fasi successive: prima dell'abbandono, qualche tempo dopo, qualche (5) È stata, questa, una delle maggiori difficoltà incontrate durante i lavori preliminari e di ordinamento. Far parlare da sé le immagini attraverso la fotografia è difficilissimo, quanto comunicare all'osservatore impressioni e suggestioni, proponendogli problemi, mediante lo stesso mezzo. Fin tanto che si tratta di « denunciare » fatti e situazioni la cosa è possibile: diventa arduo riuscirci (piando il discorso si fa complesso e alla denuncia si vuol far precedere la documentazione della testimonianza in forma problematica: soprattutto se si escludono i commenti scritti, sui quali l'osservatore non ama notoriamente soffermarsi. Nella mostra compaiono poelie notazioni dette per « slogan », quindi afferrabili con immediatezza dal visitatore. È parso anche questo un modo per invitare il visitatore medio a pensare ai problemi proposti dalle immagini, rendendolo direttamente partecipe di essi nel pieno godimento delle sue libertà di pensiero e di critica. l6 cronach e economiche