Fig. 6-7-8 - Monumento recuperato a cura di privali. Abbazia di S. Giustina in Sezzadio (Alessandria). sorti di questi « beni »: soprattutto politici e amministratori locali. L'esperienza di « Italia da salvare » è stata di utile riferimento ai promotori di « Piemonte da salvare » nelle loro scelte successive. Eccone le ragioni principali. Si rileva, in primo luogo, che il Piemonte, rispetto alla media delle regioni italiane, non ha in genere situazioni tanto gravi, in qualità ed estensione, da apparire irrimediabili; una mostra che insistesse sulla documentazione pressoché esclusiva degli aspetti negativi, com'è stato fatto in « Italia da salvare », falserebbe le reali condizioni della regione a proposito di patrimonio culturale e sarebbe di scarsa utilità agli effetti della sua salvaguardia attiva. Questa considerazione non significa che in Piemonte tutto vada per il meglio: anche qui esistono, in forma acuta, talvolta quasi patologica, i fenomeni delle periferie e dei sobborghi delle città in crescita tumultuosa (si pensi a Torino e alla sua prima « cintura », alla conurbazione biellese, a Novara, Vercelli, ecc.); né sono assenti i casi dei centri turistici montani più o meno vastamente deturpati da incauti interventi (ad esempio Limone Piemonte, Sauze d'Oulx); parti importanti del territorio collinare sono rovinate dalla disseminazione edilizia, e non soltanto nei pressi della grande città (basti citare Pino Torinese, Cavoretto); non vi è centro che non debba lamentare la scarsità del verde pubblico; acque e atmosfera sono inquinate da scarichi (i torrenti Cervo ed Elvo nel biellese, Bormida nell'alessandrino, Toce nel novarese) e fumi; la mancanza di coordinamento nello sviluppo delle città, l'insufficienza dei piani urbanistici e la scarsa volontà di applicarli, la diffusa insensibilità verso tutto ciò che riguarda le testimonianze del passato, la natura e il paesaggio, sono mali comuni alla nostra come alle altre regioni italiane. Trattasi di problemi che vanno aldilà dei confini di questa o quella regione, poiché interessano la società contemporanea nella sua generalità, fanno parte del travaglio della nostra e, forse, delle prossime generazioni. Sebbene il Piemonte non costituisca l'eccezione, che pure si vorrebbe, occorre obiettivamente riconoscergli parecchi lati positivi altrove assenti : i problemi enunciati, infatti, sono in genere meno accentuati che altrove, a eccezione di alcuni punti e aree ben individuati, dove le spinte modificanti hanno determinato sconvolgenti processi di sviluppo tuttora in attesa di essere correttamente imbrigliati; inoltre, il più delle volte, sono mali al primo stadio, quindi curabili; e perfino i casi disperati, ad un'analisi non superficiale appaiono suscettibili di salvezza, purché si provveda con la dovuta tempestività. Fig. 7. l6 cronach e economiche