Fig. 9 - Monumento recuperato a cura dello Stato. Abbazia di S. Nazzaro Sesia (Novara): cortile del chiostro. Si attende il completamento del restauro della torre campanaria e delle mura di difesa dell'Abbazia. culturale. Con altre parole il Piemonte è una regione che, per poterla apprezzare come merita, bisogna viverci dentro o, quanto meno, metterci la pazienza di continuare a frequentarla quel tanto che basta per conoscere a fondo la sua realtà, ma anche e specialmente il suo passato. Di qui l'opportunità di cominciare a invogliare alla conoscenza coloro che ne sono i principali fruitori, oltre che gli eredi naturali: perché siano convinti dei beni che posseggono e diventino i primi strenui paladini della loro difesa. Poiché questi beni sono parte di ciascuno, testimonianze parlanti della storia, ed è dovere di tutti di tenerli in vita, perché possano documentare alle future generazioni le fatiche, la saggezza, il valore e — più in generale — la civiltà di quelle che le hanno precedute. Per ultimo va rilevato che « Italia da salvare » è una grande mostra, che richiede — per l'allestimento — una vasta superficie da reperire in ambienti chiusi. Potrebbe al più essere trasportata a Torino, ben difficilmente nei centri medi e piccoli. Consegue l'esigenza di studiare un progetto di mostra da ordinare una volta per tutte, montabile, smontabile e trasferibile da luogo a luogo con il minor tempo e il minor costo possibile, mettendosi a disposizione degli elementi locali. Poiché si pretendeva di far conoscere il Piemonte nei suoi beni culturali ambientali alla maggior parte dei piemontesi occorreva pure inventare mezzi e metodi adatti allo scopo. È quanto si è cercato di fare ordinando la mostra nei « container », vagoni viaggianti all'interno dei quali vengono trattati aspetti tipici dei problemi della tutela e della conservazione dei monumenti, delle opere d'arte, dell'ambiente urbano, del paesaggio naturale e umanizzato della regione. Considerato il fine immediato della prostra — di sensibilizzare la pubblica opinione e gli amministratori locali ai problemi enunciati occorreva: — ordinarla in modo coerente ai problemi stessi; - individuare alcuni filoni d'interesse sufficientemente significativi nel contesto della regione; — tener conto del pubblico cui sarebbe stata indirizzata, vario e di differente estrazione e preparazione culturale. La necessità di creare un rapporto molto stretto tra i temi trattati e il pubblico comportava la scelta di « soggetti-simbolo » da sottoporre alla meditazione dell'osservatore, affinché ricercasse da sé le risposte da dare ai quesiti eventualmente sollevati dai soggetti medesimi (3). Poiché nel suo insieme la mostra doveva formare un discorso continuo, dal principio alla fine, ogni sua parte richiedeva di essere concatenata con quella successiva (4). E ancora, dovendo esprimere i soggetti per immagini, occorreva saperle cogliere con vivezza onde tra- (3) La mostra rappresenta i soggetti scelti senza mai precisare le località dove sono collocati o il nome del monumento o dell'opera d'arte illustrati; fanno eccezione le Città romane, indicate con il nome latino originario. Ogni soggetto individua uno o più esempi riferiti a una determinata « tipologia » ed estensibili ad una più vasta casistica, che non era negli scopi della mostra di fare. Si e cercato di evitare la fàcile critica degli esempi dimenticati e di contenere altresì i problemi entro un numero piuttosto ristretto, volutamente scartando la prolissità delle facili divagazioni. La stessa limitatissima superficie disponibile (mq. 120 coperti dai container » e mq. 252 di pareti) costituiva un vincolo importante ai modi di documentare i singoli soggetti. (4) Un certo slegamento si nota nella disposizione delle sezioni che formano la parte 11 (I documenti). Il progetto iniziale prevedeva l'ordine seguente: Urbanistica romana; Borghi Nuovi Medioevali: Ricetti e Castelli: Strade e Piazze Porticate; Villaggi montani; Paesaggio Naturale; Paesaggio Umanizzato; Archeologia; Etnologia. I/ordine aveva una sua logica, connaturata alla successione di tipologie storicamente definibili nella trasformazione del paesaggio delia Regione. All'atto pratico si è dovuto ripiegare su una soluzione diversa a causa delle dimensioni obbligate dei « container » e, soprattutto, del diverso peso assegnato ai temi e ai soggetti rappresentati. l6 cronach e economiche