ALCUNE PAROLE SUI PRESTITI PUBBLICI E SUI-L' ASSENTEISMO 5 può più annoverarsi nella categoria de' beni fruttiferi, essendo, tranne che nominalmente, infruttifero pei contribuenti, ai quali il reddito che ne deriva è sottratto. Se dunque i contribuenti vogliono conservare invariata la somma di beni realmente frut- tiferi che trasmetteranno ai loro successori, d' uopo è cho essi accumulino il capitale corrispondento agli interessi annui a cui il prestito li ha assoggettati. Quindi si deve appunto conchiudere che 1111 prestito pubblico non attenua la quantità di capitale , che i presenti trasmettono agli avvenire e che il capitale sot- tratto dal prestito viene ricostituito dalla nuova accumulazione dei contribuenti attuali, il cui sacrificio è misuralo, esattamente come nel caso dell' imposta straordinaria, dalla diminuzione dei consumi necessaria alla ricostituzione del capitale richiesto dal- lo stalo. Certamente è opinione diffusa che 1' onere del pagamento degli interessi non sia sentito dalle aziende private con quella stessa gravità con cui 1' obbligo del pagamento del capitale cor- rispomlente; e che il debitore degli interessi lasci volentieri agli avvenire il carico dell' annuo pagamento, laddove il debitore di un capitale è indotto a risparmiarne l'ammontare per mantenere intatta la propria sostanza. Ma non si è osservalo a quali enormi conseguenze adduca questa singolare dottrina. Anzitutto, se essa fosse vera, non sarebbero più possibili le imposte straordinarie, le quali, appena stabilite, verrebbero a convertirsi nel fatto in prestiti pubblici ; perocché i contribuenti colpiti dall' imposta straordinaria si affretterebbero a contrarre prestiti per 1' intero suo ammontare , mutando 1' onere del pagamento del capitale nell' altro — meno grave, secondo la teoria — del pagamento degli interessi. Ma non basta. Il debitore il quale paga il valor capitale del suo debito diviene, a norma di questa dottrina, un essere assurdo, il quale opera contro il proprio vantaggio, per- chè sostituisce all' onere di un pagamento annuo, che colpisce lui solo in parte, che in parte colpirà gli avvenire, I' onere im- mediato e gravante lui solo del pagamento del capitale. Ciascun debitore ha dunque vantaggio, a norma di questa « teoria », a pagare i proprj debili, alla scadenza, non già col proprio ca- pitale , ma contraendo nuovi debiti, ecc. ecc. — Ora è neces- sario di dire che i fatti più noli della vita economica si attestano