— 200 — dizioni : 1) deve distinguere i pagamenti e gli incassi correnti, cioè le spese ed i proventi del bilancio pubblico che contribuiscono a formare il reddito corrente di un paese o che ad esso si attengono, dai proventi ed incassi in conto capitale, cioè spese che concorrono a formare risparmio nazionale o rivolte a creare investimenti diretti o indiretti, o prelievi del bilancio pubblico dal risparmio nazionale; 2) bisogna formare il bilancio consolidato del bilancio pubblico : questo bilancio consolidato comprenderà le contabilità della totalità di tutti i bilanci pubblici, quello statale, quelli degli enti pubblici minori, territoriali ed anche istituzionali ; 3) bisogna soddisfare alla esigenza della uniformità vale a dire contabilizzare le entrate e le spese del bilancio consolidate riducendole in categorie omogenee; 4) il periodo di contabilizzazione economica delle entrate e delle spese deve essere annuale cosi come quello della contabilità pubblica. 3. Sarà lecito, prima di considerare nel fondo queste posizioni concettuali della odierna teoria economica, esprimere una riserva circa il giudizio che nel brano sopra riprodotto del libro del Marzano è formulato « sulla concezione della economia classica dei compiti dello Stato, in riferimento alla partecipazione dello Stato medesimo al processo produttivo nazionale ». Il giudizio — che per la verità non è esclusivo di quell’Autore, ma forse comune alle nuove generazioni di studiosi in materia — è in anticipazione confutato dalla letteratura economico-ñnanziaria dell’ultimo decennio del secolo scorso e del primo trentennio del presente. Questa letteratura trovava ispirazione ed insieme conferma nell’ambiente economico, sociale, politico in sui sorgeva. E invero sul piano della realtà storica non è nuovo, particolare della economia finanziaria posteriore alle due guerre mondiali, specialmente alla seconda — come si ritiene generalmente —- l’intervento diretto dello Stato nel processo di produzione del reddito nazionale. Per accennare all’argomento dominante dirò che quelle che ora si chiamano spese di investimento (delle quali, come risulta dalle pubblicazioni ufficiali della Eagioneria Generale dello Stato, il maggior contributo è costituito dalle spese per opere pubbliche), allora erano definite appunto spese di produzione, ovviamente del reddito nazionale anche globale. Di esse basterà ricordare le spese per la^ bonifica' integrale di non lieve onere per il bilancio statale. Il vero è che ora è alquanto spostato l’angolo visuale dal quale viene osservata questa categoria di spese che è quello di rilevarne