nuove iniziative per realizzare e vendere in Italia e all’estero complessi di beni organizzati in sistemi (progetti di bonifica agricola, di organizzazione dei trasporti, di fornitura di energia, di edilizia, di reti sanitarie e sistemi ospedalieri). In particolare per l’automobile abbiamo avviato un rilevante processo di razionalizzazione della gamma, diretto all’utilizzo ottimale dell’immagine delle diverse marche del Gruppo (Fiat, Autobianchi, Lancia) negli specifici segmenti di mercato. Significative innovazioni sul prodotto sono state realizzate anche negli altri settori del Gruppo con criteri analoghi. Nella pianificazione di prodotto di lungo termine la ricerca è orientata al soddisfacimento delle nuove esigenze di sicurezza, risparmio energetico, riduzione delle cause di inquinamento. L’intervento sui metodi di produzione si estrinseca in un tasso di investimento sempre elevato. La possibilità di introdurre innovazioni tecnologiche che comportino effettivi guadagni di produttività, ad un dato livello delle conoscenze tecnico-scientifiche, è però fortemente condizionata dalle dimensioni e quindi dalle economie di scala già raggiunte in ciascun settore. Essa è pertanto minore nella produzione automobilistica, ancora buona in quella dei veicoli industriali, rilevante per trattori e macchine movimento terra, ed ancor più per quelle produzioni di commessa su piccola scala (materiale ferroviario, autobus, motori d’aviazione) che risulterebbero avvantaggiate enormemente da un minor frazionamento tanto dell’offerta che della domanda. I criteri di produttività a breve termine non sono però i soli ad orientare la nostra politica di investimento. Essa si è qualificata negli ultimi anni con una serie di interventi per il miglioramento degli ambienti di lavoro, la salvaguardia ecologica, il decentramento produttivo. Anche questo sforzo è stato compiuto, nonostante le difficoltà del momento, nella convinzione che la cultura di una società industriale pluralista debba sempre dimostrarsi capace di integrare e quindi superare le opposizioni che via via si producono al suo operare. Per migliorare la qualità, la sicurezza ed il costo delle fonti di approvvigionamento si è posta in atto una attenta politica dell’indotto intesa ad aiutare e spingere le aziende nostre fornitrici a svilupparsi e potenziarsi secondo una logica di mercato che consenta loro l’ingresso in mercati diversi, anche come fornitrici di altre aziende automobilistiche, attraverso una più elevata capacità competitiva e una miglior qualità tecnologica. La ricerca di nuovi sbocchi per le nostre produzioni è stata tanto più viva nel 1975 quanto più la caduta della domanda interna ci poneva nell’alternativa di ridimensionare drasticamente le nostre strutture oppure cercare di saturarle cogliendo nuove opportunità di lavoro. Per quanto riguarda l’esportazione tradizionale un’analisi delle esportazioni OCDE per i prodotti di nostro interesse ha posto in evidenza come le quote più rilevanti siano detenute proprio dai paesi più avanzati tecnologicamente e che tuttavia destinano gran parte delle proprie risorse ai settori maturi, dimostrando con ciò che tali settori sono tutt’altro che da abbandonare. L’industria italiana ha certamente la possibilità e la capacità, se sostenuta da un minimo di consenso sugli obiettivi dello sviluppo industriale, di acquisire quote di mercato maggiori e di contribuire