svolta, dalla strategia della ristrutturazione e del recupero all’interno del Gruppo, a quella della espansione. Molte operazioni condotte nel 1986 hanno infatti avuto questa matrice. Per lo sganciamento da vincoli allo sviluppo di grandi accordi mondiali in comparti ad alta tecnologia si è effettuata l’operazione di riassetto azionario che ha portato all’uscita del socio libico. Per il rafforzamento e lo sviluppo delle nostre attività in Europa si sono effettuate le operazioni Alfa Romeo, Ford/Iveco UK, Marelli/Matra, Fiat Allis/Hitachi. Per porre le premesse di uno sfruttamento allargato delle attività nel campo dei servizi finanziari ed assicurativi, si è effettuata l’operazione Mito-Saes-Toro. Con la stessa logica è stato attivato il consolidamento della nostra partecipazione di controllo in Snia-Bpd. Sono infatti già presenti numerose sinergie nel campo della Difesa e dello Spazio e si stanno studiando opportunità d’applicazione nelle attività tradizionali Fiat nel campo dei materiali avanzati collegati alle attività Chimica e Fibre di Snia-Bpd. Se tutto questo fa parte ora del patrimonio acquisito dal Gruppo Fiat, i grandi sviluppi intemazionali, gli intrecci ed i problemi competitivi tra Europa, Usa e Giappone, le nuove aree in sviluppo dell’Estremo Oriente, la nuova dinamica dei paesi dell’Est, le prospettive di Cina ed India, richiedono ancora intensità di presenza, moli attivi, capacità professionali ed eccellenze competitive per le quali non sempre basta il nostro lavoro. In questo senso la Fiat intende continuare a porre il suo impegno e a richiamare l’attenzione su alcune problematiche importanti: - sul piano della industria nazionale, è crescente la necessità del rafforzamento delle capacità tecnologiche e dell’assetto competitivo del nostro intero sistema. Se infatti le vicende finanziarie del 1986 hanno riacceso e confermato l’interesse del risparmio verso la Borsa, il mantenimento di questo interesse a livelli elevati, non può che derivare da grandi azioni industriali e tecnologiche in grado di porre le imprese italiane in prima linea nello scenario europeo e mondiale; - sul piano del governo della situazione politico-economica del Paese, ferme restando le esigenze di stabilità da tutti condivise, si conferma l’importanza che l’efficienza del sistema burocratico amministrativo faccia un vero salto di qualità, nonché il molo primario che per il successo del Paese ha la formazione dei nostri giovani; - sul piano europeo, si manifesta sempre più intensa la necessità che le grandi e giuste istanze di liberalizzazione dei mercati siano accompagnate da una ulteriore accelerazione delle aperture e delle spinte all’integrazione dell’industria continentale. La Fiat, dopo l’acquisizione dell’Alfa Romeo, la cui ristrutturazione ed integrazione nella nuova Società Alfa Lancia procede con soddisfazione e secondo le linee tracciate, si è ulteriormente rafforzata e può consolidare la propria leadership europea. Tuttavia continuiamo a giudicare negativamente la proliferazione dell’industria automobilistica europea; eccesso di capacità produttiva, di spese di ricerca e sviluppo, disottimizzazioni di gamma di prodotto e rete distributiva portano ad uno spreco di risorse e di competitività che deve essere affrontato