E' un paese dalle molte ricchezze e bellezze naturali, e per taluni aspetti meraviglioso di storia, di arte, di pen- siero, di costume. Il messicano è un popolo abituato a parlare della pro- pria solitudine con Dio. La sua anti- chissima civiltà azteca. Le sue mon- tagne, il suo mare, le sue città. Mes- sico City è una delle più belle metro- poli dell'America Latina, città splen- dida. E' anche una nazione in rapido svi- luppo economico e sociale; ma con una popolazione in continuo aumen- to (35 milioni di abitanti i deve ricer- care sempre migliori applicazioni del- le tecniche di sfruttamento delle risor- se naturali. Il lavoro non ha, nel Mes- sico, un limite nelle risorse naturali che sono inestimabili. Dovizia di mi- nerali: argento, piombo, grafite, zin- co, rame, ferro, petrolio ecc. E' il mag- gior produttore, nel mondo, di argen- to e grafite. Nei 24 Stati della Repub- blica messicana 107 stabilimenti di la- vorazione minerali, 17 dei quali ne la- vorano dalle 500 alle 12.000 tonn. al giorno. Ma il limite viene dalla non ancora sufficiente disponibilità di ca- pitali per sviluppare gli investimenti produttivi. Un sicuro avvenire. Il territorio messicano si estende sotto i climi più diversi; esso è a ca- vallo del Tropico del Cancro, tocca al Sud le zone tropicali umide, mentre al nord si trova nella cintura dei de- serti sub-tropicali. Suddivisione del Paese in Terre Calde, Terre Tempera- te e Terre Fredde. Basta percorrere pochi chilometri per rendersi conto di cambiamenti di clima in un Paese giustamente definito dei grandi con- trasti. In un percorso di 30 chilome- tri — da Città del Messico a Vera- cruz — si passa dalle zone ghiacciate di Orizaba alla valle tropicale di Cor- doba. Ne deriva una sorprendente va- rietà di prodotti agricoli. Di ciò si rese conto anche Hernàn Cortes, che, se- condo quanto riferisce Humboldt, dis- se: «Non esiste, forse, nel mondo in- tero una specie vegetale che non pos- sa essere coltivata in qualche angolo della Nuova Spagna ». Per effetto del- la sua latitudine fil Paese è per metà in zona tropicale e per metà in zona sub-tropicale i la differenza tra il gior- no più lungo e quello più corto è ap- pena di tre ore. Queste notizie le abbiamo lette in un articolo della « Nuova Antologia >x (Romai, in cui Riccardo Campa esa- mina il nuovo volume della mono- grafia « Messico » ora uscito nella col- lana « Nazioni » del Centro di Azione Latina. In esso sono presentati qua- dri esaurienti dell'intera vita messi- cana, non soltanto industriale, com- merciale e agricola, ma anche intellet- tuale, amministrativa, sociale, scien- tifica. Una schiera di collaboratori espone l'autentica realtà del Messico: nei suoi aspetti naturali, nelle condizioni di vita della sua popolazione, nelle aspi- razioni dei suoi dirigenti, nella tec- nica della sua amministrazione. Nel volume l'Ambasciatore Giustino Arpesani — il quale ha rappresentato per alcuni anni l'Italia a Città del Messico — delinea la sintesi del Pae- se amico. E' un capitolo di esemplare varietà degli elementi compositivi del Messico in una prospettiva tesa al ri- conoscimento dei fili conduttori della storia e della vita di quella Nazione. Un'importanza particolare acquista, sul piano informativo, quanto scrive Moisés Ochoa Campos sulla situazio- ne politica attuale, caratterizzata da una concreta volontà di trarre, sul piano istituzionale e costituzionale, gli insegnamenti che hanno portato con sè le guerre, le rivoluzioni, le lot- te e le esperienze dolorose del pas- sato per chiarire ciò che il Presiden- te Lopez Mateos dice della Carta co- stituzionale: un documento che «riu- nisce l'autorità e la libertà nella legge ». Paese grande amico dell'Italia, il Messico. 6 I Una Fiat 230« sia affiancando, su una strada nevosa della Valle di Susa. un'antica diligenza. Partita da tlaviere, la diligenza e diretta a Torino, poi a Milano con meta Roma, celebrandosi il 12 dicembre il Centenario delle Poste Italiane. Il magnifico tiro a quattro -, con cocchieri e postiglioni in costume, ricrea un'atmosfera da secolo XIX. Come organizzazione unitaria le Poste Italiane hanno cen- t'anni. ma i servizi postali nel nostro Paese hanno origini assai più antiche: il primo servizio fu infatti presumibilmente inaugurato a Milano tra il 1387 e il 1402. Terrificante doveva essere per i poveri cocchieri di quei tempi il motto che portavano cucito insieme ai plichi della posta: « Presto, presto, correndo giorno e notte, pena di mille forche Quanto cammino da allora. L'annunciatrice della Televisione Gabriella Modesti Farinon con la Fiat 11U0 D.