10 illustratofìat eronache dell'azienda Fiat Daily e OM Grinta i nuovi veicoli industriali \ Un autocarro vestito di GIAN PAOLO MINUCCI I nuovi veicoli riuniscono vantaggi propri degli autocarri e delle auto - Il perché della scelta in un'intervista al direttore generale della Veicoli Industriali - Una nostra prova su strada • Le ca- ratteristiche tecniche. La fabbrica ormai a ridosso della grande città che si è estesa a macchia d'olio. Subi- to semafori, incroci, traffico intenso. I grandi viali della periferia si stringono nelle anguste vie del centro ricche di negozi. Per un autocarro in questi ultimi anni è diventata un'impresa viaggiare nel tes- suto urbano. Qualcuno ci pro- va ancora. Finge, caso mai, di non sentire lo strombazza- re nervoso degli automobili- sti al suo passo lento e pesan- te. Suda sette camicie per entrare in un portone che gli «va stretto» sui fianchi. E appena può, corre sull'au- tostrada: lì il padrone è sempre lui. Per dare una ri- sposta concreta a queste esi- genze di un trasporto misto, Fiat Veicoli Industriali e OM hanno realizzato «un grande camion un po' più piccolo», come dice la pubblicità. «Fiat Daily», «OM Grinta», così si chiamano i nuovi vei- coli, promettono di compor- tarsi come autocarri per i lunghi viaggi: buona portata (da 1300 a 2300 chili) e robu- stezza dovuta al telaio in ac- ciaio; e come un'automobile nel traffico cittadino: misure contenute, ripresa, facilità di manovra. «Daily» e «Grinta» sono gli unici esempi sul mer- cato che riuniscono in un solo veicolo caratteristiche pro- prie di automezzi destinati a usi diversi: hanno infatti la robustezza degli autocarri e tutto il confort delle automo- bili. Corbellini: "l'uomo protagonista della gamma «Da chi è stata progettata la nuova gamma?» «Possiamo dire che i miglio- ri progettisti italiani si sono messi insieme per realizzare i nuovi veicoli. La responsa- bilità e la direzione del pro- getto sono infatti della Veico- li Industriali, società che di- spone della collaborazione delle altre marche dell'Iveco (alla Magirus, per esempio, si sono fatti studi sull'esteti- ca). Inoltre tecnici dell'Alfa Romeo hanno collaborato con la direzione e partecipato al- la realizzazione dei disegni». «Come sarà commercializ- zata?» «I veicoli in Italia saranno venduti dall rete Fiat, OM, Alfa Romeo, mentre all'este- ro, per ora, saranno commer- cializzati dalla Veicoli In- dustriali». Quale significato assume per il Mezzogiorno la produ- zione di questi veicoli? «Il motore viene costruito nel modernissimo stabili- mento della Sofim a Foggia. I carri a cabina multipla, mini- bus e scuolabus, saranno pro- dotti a Pomigliano d'Arco dall'Alfa Romeo. E questo significa assicurare una cer- ta produzione al Mezzogior- no. Le altre versioni, carri, cabinati e furgoni, saranno costruiti a Brescia e a Suzza- ra, stabilimenti che per tradi- zione industriale si dimostra- no adatti a questo tipo di pro- duzione. Comunque alcune lavorazioni oggi esistenti a Brescia saranno trasferite a Cameri, mentre » pullman di Cameri verranno costruiti nello stabilimento di Grotta- minarda. Cosi, sempre nel Sud, si verificherà una produ- zione indotta». «Dovevamo riempire un vuoto nella nostra produzio- ne. Vuoto che va dal '242' del settore auto al nostro 'OM 35', e che fino a oggi era stato riserva esclusiva della con- correnza». È il direttore della Veicoli Industriali, ingegner Paolo Vittore Corbellini, che risponde ad alcune nostre do- mande sul significato dell'in- serimento di questa nuova gamma di veicoli nel merca- to italiano ed estero. L'inge- gner Corbellini è da tre anni direttore generale della Vi- spa, dopo una lunga esperien- za come progettista di motori diesel. Entrato all'OM di Brescia nel 1946, si specializ- zò come progettista alla Sau- rer, una fabbrica svizzera di motori diesel. Vi rimase cin- que anni, poi si trasferì a To- rino. Progettista, direttore della progettazione, direttore della Ricambi e, infine, della Veicoli Industriali. Nonostan- te la lunga permanenza in di- verse regioni d'Italia, nelle sue parole si sente ancora il colore della città in cui è na- to: Firenze. «Qualcuno sostiene che ave- te atteso troppo a introdurre questa gamma sul mercato. E vero?» gli chiediamo. «Abbiamo aspettato per avere la certezza di offrire al- la clientela un prodotto di al- ta qualità. Come produttori di autocarri volevamo dare qualche cosa di più di un vei- colo commerciale. 'Qualche cosa' che si traduce, per esempio, nella struttura a telaio. È questa infatti la ve- ra differenza che oggi distin- gue una vettura da un veicolo industriale. E abbiamo volu- to attendere il motore diesel della Sofim, che riteniamo particolarmente adatto a questo genere di automezzi». «Come sperate di guadagna- re posizioni rispetto a una concorrenza che si è già af- fermata?» «Abbiamo la certezza di po- ter offrire qualche cosa di L'ing. Paolo Vittore Corbellini. più. Non puntiamo sul prezzo, ma sulla qualità dei nostri prodotti. Nella nuova gamma abbiamo cercato di mettere insieme qualità dell'automo- bile e dell'autocarro: il telaio offre garanzie di robustezza proprie di un veicolo pesante. La facilità di manovra, inve- ce, lo rende maneggevole co- me una vettura». «In una recente conferenza lei ha detto che l'uomo è il protagonista di questa nuova gamma. Che cosa significa, in pratica?» «Abbiamo cercato di realiz- zare un veicolo a misura d'uomo. Noi, come Veicoli In- dustriali, abbiamo una vec- chia tradizione nel costruire cabine che siano il più confor- tevoli possibile. Perché la ca- bina per chi vive parecchie ore al volante è l'ufficio, la casa, l'ambiente di lavoro, e deve essere comoda. Esigen- ze queste che abbiamo tra- dotto nel 'piccolo' Daily: un confort che non è solo como- dità di guida, ma visibilità, maneggevolezza, rumorosità ridottissima». Nelle foto di questa pagina le prove su strada dei veicoli della nuova gamma sulle colline del Garda.