lettere di lavoratori m ¡iimtmu>fmn Il gancio di traino fra gli optionals Perché la Fiat non fornisce come supplemento (facendo- lo pagare) sulle medie e gros- se cilindrate, a richiesta del cliente, il traino omologato (roulottes, carrelli, barche> eccetera?). Io sono un dipendente con roulotte (alla Fiat sono mol- ti) e ogni anno sorge il proble- ma stagionale di rivolgermi ad una agenzia per l'applica- zione e poi l'omologazione (idoneità traino). Questo comporta perdita di tempo perché devo lasciare alcuni giorni la macchina, spese ab- bastanza elevate, e un'affida- bilità non totale perché ogni agenzia ha un sistema diver- s0- (lettera firmata) Risponde la direzione Pub- blicità e Immagine del Setto- re Auto: «Recentemente abbiamo affrontato il problema di una migliore utilizzazione duran- te il tempo libero delle vettu- re Fiat e in particolare come mezzo di traino. Allo scopo è sorto un nuovo settore opera- tivo, il Progetto Veicoli At- trezzati, che si occuperà ap- punto dei mezzi per il tempo libero. « Una delle proposte del Pro- getto Veicoli Attrezzati sarà la disponibilità di tre modelli di vetture (127-128-131) in due diversi tipi di allestimen- to/traino, che comprendono, oltre al gancio di traino, altre modifiche alle sospensioni di raffreddamento. Questi alle- stimenti dovrebbero essere inseriti come optionals al li- stino nella prossima prima- vera». □ "La volontà di continuare non ha frontiere" E va bene, non mettiamo il cavallo negl'armadio 3? I In ottobre abbiamo pubbli- cato la lettera di un dipen- dente appassionato di equi- tazione. Altre lettere sono giunte sull'argomento. Pubblichiamo la più signifi- cativa con la risposta avuta dal Centro Sportivo alla pri- ma lettera pubblicata sul numero scorso. Ci riferiamo alla risposta da voi data all'appassionato di cavalli. Anche noi lo sia- mo e anche noi ci siamo chiesti come mai il nostro Centro Sportivo non consi- dera tale disciplina fra le sue molteplici attività, te- nendo anche conto che una volta lo faceva. Comunque non era questa la questione principe. Non sappiamo se il calcolo che riferisce l'appassionato sia esatto e l'equitazione, tra gli sport più costosi, sia davvero al dodicesimo po- sto, ma prendiamolo per buono: vorremmo solo pre- cisare all'ironico redattore che ha risposto alcune co- sette. È vero costa acqui- stare e mantenere un caval- lo, meno di quanto si pensi comunque (con 500-700 mila lire si acquista un buon ca- vallino giovane), ma non avete mai sentito parlare della parola «affittare»? Non ci risulta che un appas- sionato di tennis per prati- care il suo sport preferito debba acquistarsi il campo con relativa rete, o uno sciatore montagne e im- pianti di risalita, un golfista un prato, e un nuotatore una piscina. Temiamo che sa- rebbero ben pochi gli sporti- vi, non solo in Fiat o in Ita- lia, ma in tutto il mondo se fosse davvero così! Nessu- no di noi ad esempio possie- de il cavallo, eppure prati- chiamo regolarmente il nostro sport. Il costo? Lire 5.000 per una lezione di un'ora, con relativo istrut- tore. Non ci sembra che un'ora di tennis, istruttore e campo compresi, costi di meno. L'abbigliamento? La maggior parte dei club ippi- ci, sia in Italia che all'este- ro, considera obbligatori semplicemente gli stivali (sulle 70 mila, ma durano una vita) e il «cap», lo spe- ciale caschetto protettivo (15 mila circa). Non osiamo neanche paragonarlo al costo dell'abbigliamento per uno sciatore. È vero, avete ragione voi, un cavallo non lo si mette nell'armadio a stagione morta, ma per due ragioni: primo perché in equitazione non esiste stagione morta (avete mai sentito parlare dei maneggi al coperto? eb- bene ci sono); secondo perché chi pratica questo sport lo fa perché ama i ca- valli, e quindi nell'armadio ci si metterebbe lui, ma la- scerebbe il cavallo fuori. seguono cinque firme «Negli anni passati, vige- va tra il Centro Sportivo Fiat e la Società Ippica To- rinese una convenzione in base alla quale, si ricono- sceva un particolare tratta- mento di favore ai dipen- denti Fiat e familiari che si iscrivevano a equitazione. «L'accordo, con il tempo, non ha più avuto motivo di- essere mantenuto dato l'esi- guo numero di dipendenti che si iscrivevano al servi- zio e il conseguente aumen- to del costo pro-capite del contributo. «Ecco i dati degli iscritti al servizio equitazione negli ultimi due anni di esercizio: 1973: 19 dipendenti, 9 fami- liari, 12 aggregati = totale 40; 1974: 7 dipendenti, 7 fa- miliari, 13 aggregati = tota- le 27. C'è anche qualcuno che si occupa di piante malate Sono un impiegato della se- zione Meccanica Mirafiori, lavoro al servizio program- mazione manutenzione. Quest'estate, durante le fe- rie, mia moglie ha scattato questa foto che vi allego. Se fosse possibile, vi sarei grato la pubblicaste sul nostro sim- patico giornale. Nella foto sono ritratto con le mie due figlie, Loredana e Mirella al valico di frontiera con la Francia del Colle del- l'Agnello (in Val Varaita, nel Cuneese) a 2.748 metri di al- tezza. Il valico, transitabile solo d'estate è il più alto d'I- talia e forse d'Europa. Ho intitolato questa foto «La volontà di continuare della Fiat non ha frontiere», augu- randomi che sia così ancora per molti anni. Fulvio Felletti □ Caro illustratofiat, ti scrivo per chiederti un piacere, se puoi. Prima di tutto mi pre- sento, mi chiamo Barbara Busso, ho otto anni e mezzo e sono stata promossa alla quarta classe elementare. Mio papà è dipendente della Fiat e lavora alla Sud Presse di Mirafiori. Il piacere che ti chiedo è questo: la mia mamma ama tanto i fiori e cerca di fare del suo meglio per tenere bene le piante che ha; ora, però, le sue dalie presentano sulle foglie delle venature che puoi vedere perché ti unisco un Quattro lettori in cerca di giornale Sono un operaio della Fiat Termoli e provengo dalle officine di Mirafiori dove sono rimasto per dieci anni e mezzo. L'anno scorso sono riuscito a ottenere il trasfe- rimento alla Fiat Termoli e il giornale al quale tengo tanto non l'ho più ricevuto malgrado il mio interessa- mento all'ufficio manodo- pera. Chiedo, per piacere, che mi venga assegnato il gior- nale come a tutti gli altri di- pendenti, giornale che ho ri- cevuto per dieci anni e che dal oltre un anno e mezzo non ricevo più. Antonio Antonucci Sono un operaio che lavora alle dipendenze della Fiat- Om, carrelli elevatori, di Modugno (Bari). Vi scrivo perché aggior- niate il mio indirizzo. Da circa un anno ho cambiato casa. Io, molte volte, l'ho detto al mio segretario di manodopera di segnalarvi il nuovo indirizzo ma non sono mai stato esaudito perché il giornale continua ad arrivare al vecchio indi- rizzo, in via C. Cattaneo 42. Poiché sono molto attacca- to a illustratofiat e ne sono un accanito lettore, non vor- rei più andarlo a ritirare nella vecchia abitazione; anche perché molte volte viene smarrito e non posso litigare con le persone che vi abitano perché qualche volta me lo fanno trovare e qualche volta no. Per non incorrere in queste cose vi pregherei di spedirmi illu- stratofiat al mio vero indi- rizzo perché ci tengo molto. Nunzio Bruno Sono un impiegato del CED di Mirafiori. Da sei mesi ho cambiato abitazio- ne e non ho più ricevuto il vostro gradito giornale. Penso che il mio cambio di indirizzo non vi sia ancora pervenuto perciò ho pensa- to di scrivervi in modo da poter ricominciare a rice- vere illustratofiat al più presto. Domenico D'Orazio Sono andato in pensione il 15 ottobre 1975 dopo 33 anni e 7 mesi di Fiat. Ero alla Spa Stura. Da due anni non ricevo il- lustratofiat. Non riesco a capire questa faccenda. Antonio Cilli Quattro lettori con lo stes- so problema: non ricevo- no illustratofiat. Abbiamo scelto queste quattro lettere tra le molte che giungono in redazione. Ripetiamo quan- to abbiamo più volte detto: gli operai si devono rivolge- re al segretario di manodo- pera; gli impiegati al servi- zio del personale dal quale dipendono. Invitiamo i ser- vizi del personale a tenerne conto e a provvedere con tempestività agli aggiorna- menti. Per quanto riguarda gli ex dipendenti con almeno ven- ticinque anni di anzianità aziendale e iscritti all'Unio- ne Gruppi Anziani Fiat (Ugaf), li invitiamo a rivol- gersi alla segreteria dell'U- nione Gruppi Anziani in cor- so Dante 102 a Torino. campione di dette foglie. Sai consigliare la mia mamma che è molto dispiaciuta di non poter far niente per le sue belle dalie? Barbara Busso Abbiamo portato il campio- ne che la piccola Barbara ci ha inviato all'Osservatorio per le malattie delle piante. La foglia è stata osservata al microscopio per individuare quale animaletto l'aveva aggredita e distrutta in quel modo. Ed ecco la diagnosi: Phytomyza Sp. Dittero della Famiglia Agromizyde, che, in parole povere, è un insetto simile a una piccola mosca. La femmina depone le uova dalle quali nascono le larve che scavano l'interno del tes- suto fogliare provocando le gallerie visibili anche a oc- chio nudo. Le larve, quando hanno mangiato a sufficienza si impupano e poi si tramuta- no in mosche. Il sesso è ma- schile e femminile. Il ciclo si ripete: le femmine tornano a deporre le uova, nascono le larve che poi si trasforme- ranno in mosche. Durante l'anno le generazioni possono essere cinque, sei e anche di più secondo se le piante vivo- no all'aperto, oppure in ser- ra. I rimedi consistono nel trat- tamento con piretrine e nico- tine (presso i floricoltori si possono reperire i prodotti adatti). Un metodo piuttosto empirico che però dà dei ri- sultati è quello di mettere del tabacco (avanzi di sigarette) a macerare in acqua e irrora- re la pianta malata con que- sto liquido. Le applicazioni vanno ripetute, di solito ogni decina di giorni, dipende dal- l'esemplare. L'Osservatorio per le malat- tie delle piante, in via San Se- condo 39 a Torino è a disposi- zione del pubblico per infor- mazioni, suggerimenti sulle infezioni che possono colpire le piante. Orario: 8-13, com- preso il sabato. Approfittiamo di questa let- tera per dare un'altra infor- mazione che può interessare gli appassionati di entomolo- gia. C'è a Torino un Gruppo entomologico piemontese del Club alpino italiano. A esso fanno capo studiosi e collezio- nisti di insetti. Il Gruppo usufruisce della sede del Cai- Uget di Torino, in Galleria Subalpina 30 e dispone di una biblioteca di volumi e riviste specializzate. Per informa- zioni rivolgersi a Alessandro Rossetto (tel. 75.05.71) o a Gianfranco Brussino (tel. 39.77.65, ore 20). □ Le cure termali e gli anziani Sono un dipendente della Fiat Om di Milano e sono in pensione dal gennaio '76. Do- vendo fare le cure termali e dato che i prezzi di soggiorno sono molto alti desidererei sapere quanto corrisponde l'azienda per il 1977 al netto del rimborso Inam. un operaio Risponde la direzione del personale dei Veicoli Indu- striali: «L'azienda corrisponde ai dipendenti e ai loro famiglia- ri che fruiscono di cure ter- mali: 106.000 lire per 14 gior- ni di soggiorno; 97.141 lire per 13 giorni di soggiorno; 88.284 lire per 12 giorni di sog- giorno: 79.427 lire per 11 gior- ni di soggiorno. Gli stessi importi vengono dati anche agli ex-dipendenti «premi di fedeltà» e «cassa soccorso».□ Un calcolo sul riscaldamento Secondo quale calcolo vengono stabiliti i metri cubi di un appartamento ai fini del pagamento del riscaldamen- to? È vero cjie bisogna consi- derare nella cubatura gene- rale dell'alloggio anche la so- letta del piano superiore? (lettera firmate) Risponde l'esperto legale «La determinazione deve es- sere fatta con regolamerlto condominiale o con delibera assembleare, che stabilisce i criteri e approva la riparti- zione. Di regola, quello che conta è la superficie riscalda- ta, e cioè la cubatura dell'al- loggio, per cui la soletta do- vrebbe essere neutralizzata e non considerata. Tuttavia, se il regolamento (o la delibera) dicesse di tener conto dello spessore della soletta (cosa di cui non si capisce l'utilità, anzi è chiara la quantità di complicazioni di calcolo che ne derivano) tutti sarebbero nella stessa situazione, be- ninteso applicando all'ultimo piano lo stesso metro, e nes- suno ne avrebbe un danno sostanziale». □ Una nuova palestra di lotta a Settimo Sono il responsabile del Set- tore Veicoli Industriali di lot- ta greco-romana. Non cono- scendo la prassi da seguire per pubblicare la foto della squadra dei Veicoli Indu- striali che ha partecipato al Trofeo Agnelli '77, vi scrivo sia per accontentare i ragaz- zi, sia per propagandare l'a- pertura di una nuova pale- stra di lotta presso il Centro Sportivo Fiat di Settimo. L'o- rario: da martedì a venerdì, 16-20; sabato, 9-12 e 15-18. Benedetto Salvatore Nella foto in piedi: Orazio Fichera (nazionale); Giovan- ni D'Addario (nazionale); Orazio Carfora; Pietro An- selmo; Benedetto Salvatore (resposabile); Paolo Guer- riera. In ginocchio: Enzo Bozza; Pier Carlo Chiavas- sa; Sante Chillemi; Davide Chilleni ; Saverio Costantino. Seduti: Fabrizio Spigolon; Marco Salvatore; M. Chia- vassa ; Riccardo Pirani ; Ma- rio Corino; G. Chiavassa e Giovanni Padalino.