2 illustratofiat cronache dell'economia Aprile ittustmtofiat DADO-QUIZ 4 occasioni per vincere Che cos'è il codice fiscale pag. 3 Come vincere un viaggio in Marocco pag. 4-5 Con Ventana a Sestrière o a Singapore pag. 6-7 Fiat Aviazione: la fregata Lu- po col motore da jet pag. 9 Scaveremo inarmo anche al- l'inferno pag. 10-11 Prèzzi auto pag. 12 Dove si sfasciano le auto per renderle più sicure pag. 13 La giornata di un impiegato pag. 14-15 Modena: la bupna terra del- l'operaio contadino pag. 16-17 Uno zoo di paglia nel salotto di casa pag. 19 Il meglio dai giornali pag. 20-21 Fabbri: "operazione prima- vera" pag. 22 Un week-end che non dimen- ticherò mai pag. 23 Lo sport pag. 24-25 Piccoli annunci pag. 26-29 Lettere di lavoratori pag. 30-32 Un inserto di 16 paginè con le rubriche e i calendari. illustratofiat periodico mensile del gruppo Fiat Anno XXV n. 4 direttore responsabile Danilo Ferrerò in redazione: Gian Paolo Minucci Filippo Grillo Roberto Lanzone Pier Giorgio Lazzarin Eleonora Minotto hanno collaborato a questo numerò: Livio Berruti Athos Evangelisti Furio Colombo Maurizio Costanzo Franco Liistro Marco Neirotti Maria Pia Torretta Segreteria di redazione: Maresa Regge Elisabetta Forgia Alda Matulli Bertolasi Rosa Ruccella Luigina Boscolo art director Giorgio Tirone fotografie Fotofiat Guglielmo Lobera organizzazione Gianna Calvi Direzione e redazione: Corso Marconi, 10 Torino-Telef. 65.651 Pubblicità: Pubblikompass spa,c. M. D'Azeglio 60, telef. 65.88.44 Torino v. G. Negri 8, telef. 85.96 Milano Stampa: Diffusioni Grafiche Villanova Monf. (AL) Tel. (0142) 83235/6 Registr. presso il Tribunale diTorinoil3-12-'53 Printed in Italy Questo giornale è stato chiuso in tipografia il 25 marzo alle ore 18. La tiratura è stata di 242.300 copie Popolazione nel mondo: siamo quasi 4 miliardi La popolazione mondiale, che ha raggiunto i 3 miliardi e 967 milioni, nel 1975, au- menta al ritmo di 1,9% all'an- no. Questo dato è stato fornito dall'annuario demografico delle Nazioni Unite pubblica- to nei giorni scorsi a New York. Più della metà degli abitanti della terra (2256 mi- lioni, cioè il 56,9%) vive nel- l'Asia, 1*11,9% in Europa (senza contare i'Unione So- vietica che conta 256 milioni di abitanti, cioè il 6,4% della popolazione mondiale), il 10,1% in Africa, l'8,2% nell'A- merica latina, il 6% nell'A- merica del nord e lo 0,5 nel- l'Oceania. L'Africa ha il tas- so più alto di crescita demo- " grafica cen più del 2% all'an- no. Il livello di longevità più alto è stato registrato in Norvegia con 77,6 anni delle donne. La longevità per le donne va ol- tre i 75 anni in Svezia, in 01anda,in Francia, nel Cana- da, nel Giappone, in Dani- marca, in Islanda, eee. Per gli uomini la Svezia viene in testa nella media di longevità con 71,11 anni: oltre i 70 anni anche per la Norvegia, per l'Olanda, per il Giappone, per la Danimarca, per l'I- slanda, per la Svizzera e per Israele. La Svezia è inoltre il paese dove il tasso di mortali- tà infantile è più basso che altrove con 8,3 per 1000 abi- tanti, mentre esso va oltre il 150 per 1000 nella Liberia e nel Burundi. .(Paese Sera) Il 40 per cento della paga va in spese per il cibo r^nn nlimnntnrA fiir*r»n I -i r, 11 ^ n t r. vt, «-» l> La spesa alimentare sfiora il 40 per cento della busta pa- ga. È diventato il consumo più caro perchè è l'unico in- dispensabile. Rispetto al 1968 la spesa alimentare è più che raddoppiata. Il balzo in avan- ti è stato determinato «dal vertiginoso aumento dei prezzi, ciò che ha anche cau- sato il ricorso a cibi più eco- nomici». Altra osservazione è che, comunque, mangiamo di meno rispetto a qualche anno fa: lo indicano i dati raccolti sul consumo medio di prodot- ti alimentari per abitante in media mensile. Calali verti- calmente i consumi di carne bovina, di latte, di formaggi, di caffè e tè, di pesce. Appaio- no ridotti dal 1973 al 1975 an- che i consumi medi mensili di pane e di pasta. I consumi di vino appaiono stazionari mentre in aumento sono sol- tanto il pollame e la frutta fresca e secca. Lo zucchero ha subito poi una forte impen- nata passando da 1361 gram- mi del 1973, al 1780 del 1975. (Agenzia Italia) Diminuiscono i consumi di benzina 1976 1977 ÜÜIsi« ; illlilllllisil -MM IVI M '""v,vrVi........r" ' L A S MILIONI DI TONNELLATE a • _ 0 ' N ' D 1.5 ■1.0 0,5 In gennaio i consumi di benzina sono diminuiti del 13,9% nei confronti dello stesso mese del 1976. La flessione conferma la tendenza ed una riduzione del consumo di benzina nonostante nel corso del 1976 le immatricolazioni di autovetture siano au- mentate del 13% circa. (Unione Petrolifera) II parere di Athos Evangelisti Da un rapporto degli esperti CEE Auto e industria negli Anni Ottanta Il 1976 è stato un anno buono per l'auto- mobile : negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa, anche se in qualche Paese (vedi la Gran Bretagna o l'Italia) la generaliz- zata tendenza alla ripresa è stata meno forte che in altri. Tuttavia le cifre dell'anno passato, così positive rispetto a quelle «critiche» del 1974 sembra non possano essere prese a motivo di ottimismo per il futuro. Nei prossimi dieci anni, infatti, l'industria au- tomobilistica della Comunità Economica Europea si troverà a dovere superare gra- vi difficoltà che potranno mettere in serio pericolo la sua capacità di occupazione ora calcolabile, fra diretti e indiretti, in poco meno di cinque milioni di addetti. Questo è l'ammonimento che ci viene da un rapporto redatto dagli esperti della di- rezione generale degli affari industriali e tecnologici della CEE. Prima di tutto vediamo che cosa dice il rapporto a proposito dell'andamento della domanda: per quanto riguarda l'automo- bile, la crescita media annua a breve ter- mine, sarà di poco più del 3% con raggiun- gimento dei livelli «pre-crisi» del 1973 ver- so il 1980 (qualcuno, più fortunato, c'è già arrivato) ; da questo momento in poi avre- mo un leggero calo del già modesto tasso d'incremento. Perchè? Intanto per la flessione dei co- consumi privati, determinata dalla neces- sità di rallentare l'inflazione e di promuo- vere investimenti e occupazione. Eppoi per tutta una serie di motivi tecnici. Fra questi il prevedibile rincaro dei prezzi del- le auto, conseguenza inevitabile non solo dell'aumento dei costi del lavoro e delle materie prime, ma anche della necessità di avere auto più sicure, meno inquinanti, meno rumorose, che consumino meno car- burante e costruite in condizioni di lavoro migliori. Al rallentamento della domanda contri- buiranno altri eleménti. Come la maggio- re longevità delle vetture, risultato sia del- l'impiego meno pesante imposto dai limiti di velocità, ormai generalizzati, sia della tendenza a conservare più a lungo una vet- tura in considerazione dell'elevato prezzo pagato all'acquisto, sia della diminuzione della percorrenza annua media a causa dell'elevato prezzo della benzina fra l'al- tro destinato, secondo l'opinione degli estensori del rapporto, a salire ulterior- mente. Altro freno alla domanda lo svilup- po del trasporto pubblico, soprattutto ur- bano, che ridurrà progressivamente l'uti- lità della seconda vettura di famiglia. Con queste prospettive tutt'altro che esal- tanti, l'industria automobilistica della CEE dovrà affrontare una lotta concor- renziale più dura. Attualmente attorno a 35 milioni di veicoli, la domanda mondiale dovrebbe aggirarsi sui 39 milioni di unità nel 1980 e su 45 milioni cinque anni più avanti. Il punto importante è come verrà distribuita questa grossa torta e secondo gli esperti della CEE avremo novità in proposito. Intanto il Giappone, che nel prossimo decennio sarà arrivato a una produzione annua di 8.800.000 veicoli e che, per collocarli, punterà soprattutto sulla forte competitività (ormai constatata) dei prezzi consentita da una elevata produtti- vità. Oggi gli Stati Uniti sono il mercato «nu- mero uno» per i costruttori nipponici, ma nei prossimi dieci anni anche questa situa- zione è destinata a cambiare.«L'obbligo di raggiungere i traguardi fissati dal gover- no federale in vista della progressiva ridu- zione dei consumi, porterà l'industria americana verso vetture di caratteristi- che molto simili a quelle delle macchine nipponiche ed europee. L'effetto di questa evoluzione sarà doppio: avrà influenze ne- gative sulle importazioni di auto giappone- si negli Stati Uniti e indurrà i costruttori americani a dedicare maggiore attenzione alle esportazioni oggi rappresentate da ùn modesto 1,3% della produzione. In concomitanza con questi due avveni- menti avremo l'espansione della produzio- ne di veicoli nei paesi dell'Est europeo, Paesi che indipendentemente dalla do- manda interna saranno in grado ogni volta che lo riterranno opportuno per ragioni di equilibrio della bilancia dei pagamenti, di destinare all'esportazione una parte dei veicoli prodotti. Intanto anche la Spagna, l'Africa del Sud, l'Australia e soprattutto l'Argentina e il Brasile si troveranno a do- vere cercare spazio sui mercati interna- zionali per l'eccesso di produzione delle lo- ro industrie automobilistiche. C'è di più: i Paesi emergenti, fino a poco tempo fa considerati un gigantesco merca- to potenziale per l'industria europea, han- no ormai dimostrato la loro ostilità alle importazioni e la precisa volontà di pro- durre «in proprio» - anche se, per ora, ri- correndo spesso a impianti di montaggio - le automobili di cui hanno bisogno e può darsi che fra una decina di anni alcuni di questi paesi possano diventare dei concor- renti sul mercato mondial^. Dopo aver visto tante ombre nel futuro della industria automobilistica europea gli astrologhi si sono sentiti in obbligo di sug- gerire qualche rimedio. Che cosa dovran- no fare i costruttori del Vecchio Mondo per difendere le loro posizioni? Aumentare continuamente la produttività; essere sempre all'avanguardia del progresso tec- nico e tecnologico dell'automobile; vince- re il confronto con la concorrenza sul mer- cato interno; espandersi sui mercati ester- ni. L'Italia al quinto posto per le riserve d'oro L'Italia occupa il quinto po- sto per quanto riguarda la disponibilità di riserve di oro dopo Stati Uniti, Germania, Francia e Svizzera. Questo significa un punto a favore dell'Italia per la concessione di prestiti internazionali. Va- lutate al prezzo di 42 dollari l'oncia le riserve auree italia- ne ammontano a 3.341 milioni di dollari, mentre i maggiori detentori sono gli USA con 11.125 milioni di dollari. Di gran lunga inferiori sono le consistenze del Giappone (855 milioni) e della Gran Bretagna (875 milioni di dol- lari). Il linguaggio delle cifre H linguaggio delle cifre a molti è ostico, ma è Indubbiamente interessante (specie per gli automobilisti) quando illustra il fenomeno «automobile», in Europa negli ultimi vent'anni. ' (Quattroruote) Paesi autovetture circolanti numero abitanti per autovettura 1955 ì 1975 1955 1975 Italia 879.000 15.060.000 55,6 3,7 Francia 2.980.000 15.520.000 14,4 3,4 Gran Bretagna 3.587.000 14.060.000 14,2 4,0 Germania Occidentale 1.530.000 18.161.000 32,5 3,4 Svezia 634.000 2.761.000 11,4 2,9 Bulgaria 5.000 196.000 1.490 44 Cecoslovacchia 105.000 1.125.000 123 13 Germania Orientale 90.000 1.880.000 225 9 Polonia 30.000 1.078.000 883 31 Romania 6.000 130.000 2.750 160 URSS 350.000 3.000.000 617 62 Ungheria 15.000 345.000 650 30 NB . I dati del Paesi d'oltre cortina sono ufficiosi