stabilimento sassarese di Chiliva-ni e quello laziale di Aprilia. «Anche le operazioni di carico - dice Abbiati - devono seguire un certo ordine, perché i primi prodotti da scaricare sono i formaggi freschi che devono essere dirottati al più presto ai negozi con il giro di distribuzione del mattino». «I formaggi freschi - spiega Prevedini - in 24 ore raggiungono tutti i depositi e il rifornimen-,to avviene tre volte la settimana. Per le specialità a più lunga conservazione si fanno spedizioni se- sul mercato», aggiunge Franco Abbiati, da 40 anni in Galbani dove è entrato quattordicenne. Ora è responsabile di tutto il settore trasporti, compreso quello effettuato da 180 autotreni e autoarticolati per la grande distribuzione. I camion che partono dagli stabilimenti, otto caseifici e due salumifici, percorrono 79 linee dirette che toccano tutti i depositi da rifornire costantemente con una varietà di 300 prodotti. Prelevano formaggi a Casale Crema-sco, Casalbuttano, Certosa di Pavia, Corteolona e Bozzolo. A Langhirano e a Melzo completano il carico gli insaccati, mortadelle e prosciutto crudo e cotto. Per altre specialità, tipiche delle zone in cui operano, ci sono lo Vicini e Inella foto a sinistra) la sua flotta di camion. Nell'altra pagina: Carlo Prevedini condo le giacenze dei depositi: obiettivo la riduzione delle scorte. Dai depositi prelevano direttamente i piazzisti che riforniscono i punti di vendita tradizionali. Il resto va ai supermercati con veicoli specializzati per questo servizio. Dei settemila nostri dipendenti, 3300 lavorano nel settore vendite e sono sparsi in tutta Italia. Devono visitare e servire ogni negozio non meno di quattro o cinque volte la settimana». «Oltre ai depositi nazionali, con i loro camion refrigerati riforniscono anche le filiali in Belgio, Inghilterra e Svizzera e provvedono alla distribuzione in Francia e Germania», aggiunge Abbiati. Accanto allo stabilimento di Melzo, dove si producono 130 qualità di salumi e specialità re- gionali, c'è un immenso capannone con una flotta composta da una trentina di TurboStar Iveco 190.42 e 190.36. È privata, ma porta i colori e il marchio della Galbani per la quale rifornisce i depositi dell'Italia Settentrionale. Gabriele Vicini, il proprietario, sei anni fa ha realizzato la nuova struttura per il ricovero dei camion, ampliando la vecchia attività creata dal padre nel dopoguerra. Cosi, la famiglia Vicini dal 1948, continua ad assicurare un servizio prezioso alla Galbani. Ha 35 persone, tra autisti e personale d'officina. «Ogni camion percorre dagli 80 ai 120 mila chilometri l'anno. Non mi hanno mai dato preoccupazioni, anche per la buona assistenza, ma il tempo passa e un pensierino all'EuroTech l'ho già fatto. L'ho anche provato presso la Direzione Regionale milanese dell'Iveco. Una gran bella macchina da carico», dice Vicini. A Torino, dove la Galbani ha un deposito, è stato da poco ampliato il parco veicoli con un EuroCargo 115. Pietro Zoratti, responsabile del deposito, appare soddisfatto. «Riforniamo i più importanti ipermercati della città e delle zone vicine. L'EuroCargo, oltre a sveltire il lavoro e i tempi di consegna, ha abbassato anche i costi. Mentre prima ci toccava dirottare tre o quattro furgoni su un solo obiettivo, con carico e scarico manuale, ora tutto questo lo facciamo con un EuroCargo e grazie ai "muletti" (carrelli elevatori) spostiamo i pianali con grossi pesi». Zoratti parla anche di immagine: «Con un camion del genere abbiamo guadagnato prestigio. Sono gli stessi clienti che ci parlano di una migliore efficienza del servizio: per le prestazioni del mezzo, affidabile e di buona guida, che ci consente di circolare bene nel traffico della città e anche per le facilità di scarico che offre». ■ ILLUSTRATO ♦ GENNAIO 1993 25