il tema del mese illustratofiat 3 Qualche nota (e sei commenti) ai maggiori punti del contratto Il lavoro in tutti gli stabilimenti metal- meccanici è ripreso dopo le ferie con il fatto positivo rappresentato dal nuovo contratto nazionale di categoria stipulato il 16 luglio, alla vigilia di partire per le vacanze. I termi- ni dell'intesa sono noti, illustratofiat (che in agosto non esce) li sintetizza ora completan- do il quadro con alcune considerazioni espli- cative sui punti principali dell'accordo e ri- portando (in questa stessa pagina) dichiara- zioni del ministro del Lavoro. Scotti, e di esponenti del mondo industriale e sindacale. La «piattaforma» presentata dalla Firn al- la Federmeccanica era — per giudizio unani- me degli imprenditori e degli stessi sindaca- listi — fra le più complèsse dell'ultimo de- cennio. In proposito il ministro Scotti (nel tentativo di realizzare in futuro trattative più rapide e senza che si creino tensioni acu- te. dannose per le parti in causa, per l'econo- mia e per il Paese) ha suggerito una «ricet- ta»: «Piattaforme brevi (una paginetta di ri- chieste, non di più); meno giochi al rialeo, meno dogmatismi. E poi — aggiunge il mini- stro — si potrebbe fare un t/rosso contratto nazionale ogni quattro anni sulle questioni normative, e forse uno ogni anno sui proble- mi salariali. Ma allora bisognerebbe anche rinunciare agli automatismi della scala mo- bile». Sistema di informazioni Il quadro d'insieme delle informazioni è ri- masto quello stabilito nel contratto del 1976 anche se il sistema è stato completato ed ar- ricchito ed è stato inserito il «livello regiona- le» (che tiene conto della nuova realtà rap- presentata. appunto, dalle Regioni). A livello regionale ogni anno verranno fornite al sin- dacato informazioni in merito alle prospetti- ve produttive, alle tendenze dell'occupazio- ne. ai programmi di formazione professiona- le ed allo sviluppo del decentramento pro- duttivo. Il limite per le informazioni aziendali è stato abbassato alle imprese con più di 350 dipendenti (prima il limite era di 500 perso- ne). Inoltre, si è abbassata da 200 a 150 di- pendenti la soglia delle aziende che saranno tenute a dare al sindacato informazioni aziendali in caso di scorporo e di decentra- mento permanente di importanti fasi del- l'attività produttiva, qualora influiscano complessivamente sull'occupazione. La co- municazione è stata articolata per tipologia, localizzazione per grandi aree territoriali e consistenza qualitativa. Nella sostanza, il sistema dell'informazio- ne è stato aggiustato e migliorato ma senza le innovazioni che erano contenute nella «piattaforma» e che gli imprenditori giudi- cavano incompatibili cbn le funzioni dell'im- presa. Mobilità interaziendale E' un punto giudicato unanimemente di grande rilievo perché tende a risolvere un problema critico: la collocazione dei lavora- tori delle aziende in crisi. L'accordo prevede la costituzione, in sede regionale, di una lista unica di lavoratori in mobilità (dalle aziende in crisi) secondo una graduatoria suddivisa per fasce professionali. Per non creare di- scriminazioni a favore dei lavoratori in mo- bilità è previsto un sistema a livello provin- ciale che armonizzi la loro lista con quelle degli altri disoccupati ordinari o giovanili. Il lavoratore in mobilità che non accetti l'impiego offertogli (nel raggio di 50 chilome- tri dall'abitazione) decade dal diritto alla erogazione della Cassa integrazione guada- gni. Fino a quando non giunge la nuova of- ferta di lavoro il dipendente in mobilità con- serva il rapporto con la ditta d'origine e ha diritto alla Cassa integrazione. La procedu- ra ha la durata di due anni e durante tutto il periodo sono previste verifiche periodiche tra le parti. Orario di lavoro Ha trovato una qualche soluzione il tema delle festività infrasettimanali: due spostate di domenica e cinque riconosciute come ri- posi individuali da usufruire nel corso del- l'anno. La sistemazione di queste festività significa che le aziende non dovranno più interrompere l'attività durante le infrasetti-. manali considerate. I riposi individuali cor- rispondenti a cinque festività significano una riduzione dell'orario annuo di 40 ore. Il godimento individuale delle cinque festività è stato scaglionato: due nel 1979 (salvo nelle aziende come la Fiat dove sono già state re- tribuite); ulteriori tre nel 1980. Una seconda riduzione dell'orario pari a 40 ore annue (pari a cinque giornate di riposo individuale, da utilizzare nel corso dell'anno) comincerà ad essere attuata dal 1° luglio 1981 (quindi nel 1981 la riduzione sarà di 20 ore). Questa riduzione non ha carattere ge- neralizzato per tutti i metalmeccanici ma vale unicamente per i settori ed i lavoratori indicati in un apposito elenco : a) Limitatamente ai lavoratori addetti agli stabilimenti o aree di produzione e dì manutenzione: fonderie di seconda fusione ; metallurgia : lavorazione di forgiatura, fucinatura e pressofusione: auto, nelle aree di carrozzeria, lavorazioni meccaniche di serie e stampaggio, nelle aree del Sud anche a tutti i lavoratori turnisti : macchine agricole semoventi (esclusi i trattori e le macchine movimento terra) ; siderurgia (invece di 40 ore la riduzione sa- rà di 20 ore annue, perché c'è già la riduzione a 39 ore settimanali ed i criteri di utilizzazio- ne di questa ora dovranno essere armoniz- zati con quelli della riduzione dell'orario). b) Per tutti i lavoratori : elettronica strumentale (esclusa elettroni- ca di consumo e componentistica) ; elettromeccanica pesante (grandi macchi- ne per la produzione, trasformazione, distri- buzione dell'energia elettrica: motori ^let- trici con altezza d'asse superiore ad un me- tro): aeronautica: telecomunicazioni: informa- tica. Per le aziende del settore auto che hanno stabilimenti al Nord e al Sud è prevista una verifica nel mese di maggio 1981 per riesami- nare e definire l'assetto della riduzione del- l'orario in relazione all'andamento dell'occu- pazione Nord-Sud. Le riduzioni d'orario sintetizzate sopra (40 ore per tutti, più altre 40 ore dal luglio 1981 per certi settori) rappresentano l'aspetto più critico del nuovo contratto. Anche se le con- clusioni alle quali si è pervenuti sono più li- mitate rispetto alle richieste contenute nella «piattaforma» e il modo di utilizzo (riposi in- dividuali) tiene conto delle esigenze produt- tive delle imprese, le riduzioni d'orario resta- no un aspetto negativo che suscita preoccu- pazione del mondo imprenditoriale e tra gli economisti. Infatti queste riduzioni d'orario abbassa- no ulteriormente una base di partenza che era già la più bassa d'Europa. Gli imprendi- tori. nel corso del difficile negoziato, hanno accettato le riduzioni d'orario (superando grosse perplessità e riserve) perché nel con- tratto è stato sancito l'impegno sindacale a garantire l'applicazione della parte contrat- tuale che riguarda la flessibilità. Si può dire che questo collegamento tra riduzioni d'ora- rio e flessibilità è stata la condizione che ha consentito di sbloccare il problema. Nel contratto si afferma che la normale flessibilità nell'utilizzazione delle prestazio- ni di lavoro — così come regolate dal con- tratto — è parte integrante e condizione ne- cessaria della riduzione d'orario stessa. L'applicazione delle norme contrattuali in materia di turni, lavoro straordinario, mobi- lità interna, eccetera, sarà verificata an- nualmente tra le parti, con possibilità (a ri- chiesta di una delle parti) di rivolgersi al mi- nistro del Lavoro. nomico-produttive) possono promuovere lo studio di nuove forme di organizzazione del lavoro che tendano a valorizzare la capacità professionale dei lavoratori. L'informazione sugli studi e sulle sperimentazioni sarà og- getto di un incontro tra le parti su richiesta anche di una di esse. Inquadramento Umberto Agnelli (vicepresidente e amministratore de- legato della Fiat): «Era una grossa occasione, in que- sto periodo delica- to per la struttura industriale del Paese, per far si che l'Italia, e in particolare il Mezzogior- no, diventassero punto di attrazione per investimenti nuovi. Questa occasione, purtroppo, è sfuggita. Evidentemente l'impuntatura delle organizzazioni sin- dacali per ottenere diminuzioni di orario, anche se il risultato è stato minore di quello che avevano previsto, e il forte au- mento dei costi, rendono estremamente difficile la possibilità di nuovi investi- menti e di nuovi posti di lavoro». («La Stampa«, 17 luglio 1979). Pierre Camiti (segretario genera- le della Cisl): «I contratti potevano essere conclusi al- cuni mesi prima con costi minori per tutti. Ma si trattava di una possibilità teorica, perché in realtà alcuni settori della Con- findustria, con un calcolo politico avven- turoso. avevano deciso di cogliere l'occa- sione dei contratti per conseguire qual- che successo lungo una linea di restaura- zione. Non ci sono riusciti». (...) «Non ab- biamo nessuna preclusione ideologica nei confronti della produttività. Il problema semmai è quello della sua destinazione. Schematizzando possiamo dire che la produttività può andare: ad aumenti dei profitti; a migliorare le condizioni di la- voro e di vita dei lavoratori occupati; a ridurre gli orari e a dare occupazione a un maggior numero di persone», («la Re- pubblica». 19 luglio 1979). Giorgio Benve- nuto (segretario generale Uil): «Il tema della mobili- tà è parte inte- grante di un di- scorso più ampio sull'utilizzo otti- male degli impian- ti, sulla necessità di contrattare forme e modi di aumento della produttività aziendale e del sistema e su come governare i necessari processi di riconversione e ristrutturazione. E' un tema che non possiamo lasciare ad altri». («Il Corriere della Sera», 21 luglio 1979). Walter Mandelli (presidente Feder- meccanica): «Aver affermato la ne- cessità di una cer- ta flessibilità nel- l'impiego della ma- nodopera è estre- mamente impor- tante, significa aver accettato il primato del mercato. Non è un discorso liberistico ma la presa di coscienza che la produzione di beni non è avulsa dalla realtà di mercato per- ché la gente compra i beni se sono dispo- nibili, se sono a buon mercato e se sono di qualità». (...) «Non mi illudo che sia una flessibilità incondizionata; non la voglia- mo nemmeno noi. Auspichiamo che sia definitivamente tramontata la "rigidità cieca" e che cominci nel mondo produtti- vo una "rigidità a occhi aperti"». («La Stampa», 12 luglio 1979). Vincenzo Scotti (ministro del Lavo- ro): «Ora il proble- ma è la gestione del contratto in un momento in cui il Paese ha bisogno di elevata efficien- za dell'apparato produttivo. Nel contratto ci sono elementi positivi in ter- mini di condizioni e di verifiche: pertanto è in gioco la capacità del movimento sin- dacale e degli imprenditori di contribuire a elevare i livelli di produttività in un cli- ma nuovo di relazioni industriali: nel contratto c'è un impegno preciso in que- sto senso e sono anche fissate verifiche da tutte e due le parti». («Il Sole-24 Ore», 17 luglio 1979). Luciano Lama (segretario genera- le della Cgil): «L'accordo rag- giunto per il rinno- vo del contratto dei metalmeccani- ci è un successo in- discutibile. La di- mensione vera non può essere colta senza riferirsi al disegno padronale e agli obiettivi che l'avversario si era posto e che ha coltivato fino all'ulti- mo minuto». (...) «I problemi della produt- tività, della crescita delle risorse, dell'or- ganizzazione del lavoro, hanno carattere nazionale, interessano l'intera società e devono essere affrontati dal sindacato in modo armonico con la difesa del suo po- tere e degli interessi che rappresenta». (« l'Unità», 20 luglio 1979). Parte economica La normativa del nuovo contratto è inva- riata rispetto al precedente. Cioè, l'inqua- dramento unico non è stato modificato e re- sta quello di prima, con sette categorie (più la «quinta super»). Non sono stati modificati nemmeno i profili professionali. Per favorire la mobilità professionale si è stabilito che le aziende (compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative ed eco- Le caratteristiche principali di questo ca- pitolo possono essere cosi sintetizzate : 1) Ha trovato soluzione il dibattuto tema della deindicizzazione degli scatti di anziani- tà (sui quali non giocherà più l'indennità di contingenza); 2) In totale non ci sono aumenti uguali per tutti. Una parte è uguale per tutti ma la se- conda parte varia a seconda delle categorie ; 3) Per i nuovi assunti c'è l'equiparazione degli scatti di anzianità tra operai ed impie- gati, eliminando cosi un motivo di differen- za: 4) E' stato realizzato il conglobamento nel- la paga base dei punti di contingenza già maturati (103 punti, più 34 punti in date di- verse). Però il sistema è stato realizzato in modo tale che genera alcuni sfasamenti. Per esempio: gli operai di quinta categoria per- cepiranno più degli impiegati di quinta ed anche più degli impiegati di sesta. Ecco, in dettaglio, i punti essenziali della parte economica. Aumenti retributivi, conglobamento e ri- parametrazione. Sono previste le seguenti tappe : • dal 16 luglio 1979 aumento mensile di 20 mila lire per tutti (per la prima categoria 10 mila lire formeranno un superminimo indi- viduale collettivo) ; • dal 1" gennaio 1980 vengono inseriti nei minimi tabellari 103 punti di contingenza maturati fino a novembre 1974 ; • dal 1" luglio 1980 aumento di altre 13 mi- la lire per tutti (ad eccezione della prima ca- tegoria operai che non ha ulteriori aumenti e della seconda categoria operai ed impiega- ti, alla quale vengono attribuiti aumenti in- feriori) ; • dal 1" marso 1981 vengono conglobati nei minimi ulteriori 34 punti di contingenza ma- turati a tutto il gennaio 1977 e vengono co- stituiti i nuovi minimi tabellari sulla base di parametri da 100 a 200. La nuova scala parametrale sarà la se- guente: parametro 1 100 2° 114 3° 124 4" 133 5° 150 5° super 162 6" 180 7° 200 minimo tabellare 250.000 285.000 310.000 332.000 375.000 405.000 450.000 500.000 L'aumento, a partire dal 1° marzo 1981, sa- rà costituito dalla differenza tra il minimo esistente a quel momento e quello risultante dopo le operazioni di conglobamento. Nell'applicazione dei nuovi parametri è previsto l'assorbimento dei relativi aumenti retributivi nella misura del 50 per cento dei superminimi individuali (unicamente per le categorie 4°, 5°, 5" super, 6° e 7°). Per quanto riguarda la Fiat tali assorbimenti si verifi- cheranno nel quadro delle politiche retribu- tive aziendali. Anticipazione sull'indennità di anzianità. Con la retribuzione di luglio sono già state corrisposte 80 mila lire ; altre 40 mila per tut- ti verranno corrisposte con la retribuzione di settembre. Scatti di anzianità. Per i nuovi assunti (operai ed impiegati) è previsto a partire dal 1° gennaio 1980 un massimo di cinque scatti biennali pari al 5 per cento dei minimi tabellari. Per evitare che la deindicizzazione degli scatti degli operai ed impiegati in forza li danneggi è stato stabilito il seguente mecca- nismo: a) per gli operai, a partire dal 1° gennaio 1980, non verrà più effettuato il ricalcolo de- gli scatti sull'indennità di contingenza. Per ogni scatto maturato fino a quel momento verranno corrisposte 1500 lire al mese. L'im- porto complessivo (scatti maturati fino a quella data, maggiorati di 1500 lire) viene congelato in cifra fissa e costituirà apposito elemento retributivo. b) gli impiegati in forza conservano i 12 scatti biennali di anzianità. A partire dal 1 gennaio 1980 non verrà più effettuato il ri- calcolo degli scatti sull'indennità di contin- genza. Per ogni scatto maturato fino a quel- la data verranno corrisposte 3 mila lire al mese. L'importo complessivo degli scatti ma- turati fino a quella data (scatti maggiorati di 3 mila lire mensili) verrà congelato in cifra fissa e costituirà apposito elemento retribu- tivo. O